Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 46/2018

14 Novembre 2018

Benaco 70: progetti a lungo termine e… specialità da gustare per Natale!

Benaco 70: progetti a lungo termine e… specialità da gustare per Natale!

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«È possibile trasformare una grande passione in un progetto imprenditoriale?». È dalla risposta – evidentemente positiva – a questa domanda che sono partiti nel 2013 Riccardo ed Erica, che hanno aperto ad Affi (Verona) il birrificio Benaco 70. «Dopo essere stati homebrewer per anni, dopo aver seguito corsi per approfondire le tecniche di produzione della birra e aver visitato tante realtà italiane ed estere – raccontano – abbiamo deciso di investire le nostre competenze professionali, maturate in altri settori, nella creazione di un birrificio artigianale d’eccellenza». Erica veniva infatti dal mondo dell’agronomia e dell’enologia nello specifico, e Riccardo da quello dell’informatica: ma hanno colto con entusiasmo la nuova sfida, giungendo in tempi rapidi a risultati degni di nota.

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Il parco birre comprende attualmente sette etichette, più le limited edition – una serie di birre “a sorpresa” che Benaco 70 produce periodicamente, e che a volte si sono trasformate poi in ricette stabili: l’ultima nata è una pils, chissà se la ritroveremo ancora in futuro. Degne di particolare nota sono indubbiamente la ColoniAle, ispirata alle Kölsch – di qui il nome, essendo questa tipologia originaria della città di Colonia – che esibisce un peculiare aroma tra l’erbaceo e il floreale difficile da riscontrare altrove; così come la Honey Ale, una belgian strong ale al miele di castagno, che fa del bilanciamento tra le note dolci del malto e l’amaro finale del castagno la sua nota distintiva. Sempre apprezzatissima è anche la Helles, improntata alla delicatezza, così come la Blanche. Il panorama si completa con una Porter discretamente corposa per il genere, una Ipa dal taglio amaro significativamente persistente, e una Brown Ale di classica impronta anglosassone. Un occhio di riguardo è stato riservato poi alla “confezione”: le bottiglie – nei formati 0,33, 0,75 e 1,5 – sono infatti di design Unionbirrai.

 

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La validità delle birre uscite dai fermentatori di Benaco 70 è stata riconosciuta anche dagli esperti: basti dire che all’ultima edizione di Birra dell’Anno sono salite sul primo gradino del podio nelle rispettive categorie sia la Helles che la ColoniAle, mentre la Blanche si è guadagnata il secondo. «Per noi è stata una grandissima soddisfazione vincere con la Helles – raccontano Riccardo ed Erica –, perché ha gareggiato in una categoria molto affollata, e allo stesso tempo in cui non è facile ottenere birre impeccabili sotto il profilo tecnico. Ma anche la risalita della ColoniAle, che nel 2017 aveva ottenuto la terza posizione, ci riempie di altrettanta soddisfazione». Il successo a Birra dell’Anno è arrivato a poca distanza da quello al concorso Solo Birra 2018 di Riva del Garda: lì Benaco 70 ha portato sul podio tutte e cinque le birre presentate – primo posto per Helles e ColoniAle, secondo per la Ipa, e terzo per la Blanche e per la Honey Ale. «Tutti successi che ci hanno spronato a proseguire su questa strada – proseguono –, non solo per quanto riguarda l’Italia ma anche l’estero: ci siamo affacciati al mercato olandese e danese, con una buona accoglienza».

 

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Anche guardando al “cortile di casa propria”, comunque, Benaco 70 ha compiuto notevoli sforzi nell’ultimo anno. Da luglio 2017 è infatti aperto il pub adiacente al birrificio, dove è possibile degustare – oltre alle birre, naturalmente – taglieri di salumi e formaggi locali accompagnati da gelatine alla birra, toast e panini “gourmet” realizzati con pane artigianale pugliese. Il tutto coronato da musica dal vivo a cadenza quasi settimanale, ed iniziative volte a divulgare la cultura della birra artigianale.

 

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Da Benaco 70 parlano di progetti sia per il futuro immediato che per quello più a lungo termine. «Nell’immediato c’è il Natale – scherza Erica – per il quale proporremo anche quest’anno le confezioni natalizie. Non solo la birra, ma anche il panettone alla Honey Ale creato appositamente per noi dalla pasticceria Il Confetto Blu di Torino, e i frollini sempre alla Honey oppure alla Porter con cacao».

 

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Sul lungo termine – ma neanche troppo – c’è invece la trasformazione in agribirrificio: «Abbiamo già avviato il percorso – racconta Erica – costituendo una società agricola. A breve faremo la prima semina di orzo di varietà Eraclea, tipica del Veneto: contiamo che l’anno prossimo sia pronto per essere mandato a maltare alla Weyermann, e che ne avremo presto in quantità tale da poter contare sulla nostra produzione».

Maggiori informazioni: www.benaco70.it

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Chiara Andreola
Info autore

Chiara Andreola

Veneta di nascita e friulana d’adozione, dopo la scuola di giornalismo a Milano ho lavorato a Roma – dove nel 2009 ho conseguito il titolo di giornalista professionista – e a Bruxelles al DG Comunicazione della Commissione Europea. Lì sono iniziati i miei primi timidi approcci con la birra, tra cui la storica Bush de Noel che ha finito per mettere il sigillo definitivo alla storia d’amore tra me e il mio futuro marito – e già da lì si era capito che una storia d’amore era nata anche tra me e la birra. Approdata a Udine per seguire appunto il marito, qui ho iniziato ad approfondire la mia passione per la birra artigianale grazie al rapporto in prima persona con i birrai – sia della regione che più al largo – e i corsi di degustazione tenuti dal prof. Buiatti all’Università di Udine; così dal 2013 il mio blog è interamente dedicato a questo tema con recensioni delle birre e resoconti delle miei visite a birrifici, partecipazioni ad eventi e degustazioni. Le mie collaborazioni con pubblicazioni di settore come Il Mondo della Birra e Nonsolobirra.net, con eventi come la Fiera della Birra Artigianale di Santa Lucia di Piave e il Cucinare di Pordenone, e la conduzione di degustazioni mi hanno portata a girare l’Italia, la Repubblica Ceca, il Belgio e la Svezia. Ora sono approdata anche al Giornale della Birra, un altro passo in questo mio continuare a coltivare la mia passione per il settore e la volontà di darvi il mio contributo tramite la mia professione.