Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 09/2019

27 Febbraio 2019

Ricordi londinesi tra birre e cioccolate

Ricordi londinesi tra birre e cioccolate

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Questo è il resoconto di un tutorial tasting con abbinamenti di birra con cioccolato tenutosi nell’ambito del Great British Beer Fest di Londra, cui ho partecipato il 10 agosto 2018. Questo ricordo di una bella estate e un festival entusiasmante è anche l’occasione per un excursus in cui vorrei guidarvi, nelle potenzialità che le ale di impronta britannica o statunitense possono esprimere nell’abbinamento con i dessert. Potenzialità probabilmente ignote anche a molti che della birra si definiscono cultori. Avendo ben chiari alcuni classici abbinamenti quali cioccolata fondente e imperial stout, oppure quadrupel, le proposte di questa degustazione sono risultate per me davvero sorprendenti. Io ho sempre abbinato con la cioccolata delle birre scure, spesso liquorose e ad alta gradazione. Imperial stout, barley wine, le quadrupel, che si abbinano tutte benissimo al cioccolato fondente o frutta secca.

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La sommelier Christine Keeler ci introduce così nella degustazione: ci dà dei brevi cenni sulla tecnica di produzione per poi farci assaggiare chicchi di malto con vari gradi di tostatura e luppoli in fiori, inglese Golding e americano Cascade. In fondo tutto parte dagli ingredienti base, anche se manca un elemento fondamentale nell’analisi della pur preparata sommelier: l’acqua. Quella è la base che per esempio fa la differenza proprio negli stili inglesi, dove la notevole carica minerale interagisce sia con le birre chiare ricche di luppolo che sulle tostate e scure porter e stout, dando a questi stili la loro aura di leggenda. L’inizio è all’insegna di uno stile di birra storico ma al tempo stesso all’ultima moda, dato che negli ultimi anni è stato prepotentemente di moda(nelle sue declinazioni Double, American, Session, Imperial, New England): la luppolatissima IPA. Christine inizia le danze proponendoci cioccolata bianca aromatizzata alla citronella abbinata a una American IPA (Sondwave di Siren). La complementarità tra i sentori agrumati dei luppoli americani e la fragranza alla citronella è perfetto, così come l’amaro più marcato della birra va a bilanciare la maggiore dolcezza del cioccolato bianco. Proseguiamo con un abbinamento decisamente più classico: cioccolato al latte e Milk Stout(di Bristol Beer Factory). Quest’ultimo è un sottostile inglese che consiste in una birra scura cui viene aggiunto lattosio, che resta non fermentabile dai lieviti, ammortizzando le note amare dei malti tostati. Leggenda vuole che venisse data alle donne in fase di allattamento. Abbinamento come dicevo molto classico, basato sull’assonanza aromatica tra le note di cioccolata della porter smorzate dal lattosio e quelle avvolgenti del cioccolato al latte. Ma la signora torna a strabiliarci con l’accoppiata successiva: fondente alla ciliegia e Plum Porter(Titanic Brewing), sempre scura inglese ma aromatizzata con la prugna. All’olfatto le note della frutta usata per aromatizzare la birra sono predominanti, esplosive, estasianti, con un marcato odore di prugna matura che prevale su qualsiasi sentore tostato. All’assaggio invece le note amare sono quelle che ti aspetti da una scura.

 

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Nello specifico la porter, stile che ha generato la stout e che doveva essere, in origine, forse meno tendente al nero e con note di cioccolato predominanti rispetto a quelle tostate. Sotto questo aspetto la birra si rivela aderente allo stile e anche le note aromatiche al palato sono tutto sommato abbastanza ordinarie. Tuttavia questa caratteristica della birra di essere più defilata al palato la rende idonea, da un lato a bilanciare le note fruttate esplosive all’olfatto, e dall’altro ad accompagnare un cioccolato così aromatico, in cui le note più intense di cacao tipiche del fondente si trainano a vicenda con quelle dei frutti rossi. Ritrovo poi gli amici del birrificio Fuller’s visitato la stessa mattina con la 1845, la riedizione di una loro storica strong bitter abbinata a del cioccolato al latte. Abbinamento piacevole, non particolarmente intenso, un giusto spartiacque tra il bizzarro abbinamento di prima e ciò che seguirà. L’ultima proposta di degustazione è forse la più originale, seducente e provocatoria: tra una Imperial IPA di oltre sette gradi (East Bound di Monthy’s)e cioccolato al latte aromatizzato con sale himalayano. L’amalgama misterioso tra le note sapide del cioccolato e quelle amare ed erbacee della IPA è avvolgente, intenso, disorientante, un insieme che prepara il terreno alle note dolci del finale della bevuta, quando l’aroma del malto emerge, persistendo con discreta ostinazione.
In conclusione, questo evento ha offerto una serie di proposte molto stimolanti. Le quali hanno contribuito da un lato a sfatare innanzitutto il classico luogo comune che abbina il cioccolato solo alle birre scure; Dall’altro questi abbinamenti rivelano l’adattabilità delle birre di estrazione britannica ad accompagnare differenti proposte di dessert, andando oltre le solite imperial stout e barley wine e prefigurando interessanti gemellaggi tra arte birraia e cioccolatiera.

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Vincenzo Barone Lumaga
Info autore

Vincenzo Barone Lumaga

Sono nato nel 1978 e vivo tra Napoli e relativa provincia. Laureato in giurisprudenza e avvocato penalista, sono inoltre musicista, beer lover e scrittore. Appassionato di horror, sci fi e noir, scrivo con continuità dal 2005. Ho pubblicato l’antologia horror Le ore buie(2013), il romanzo thriller horror Lame di Tenebra (2016) e il saggio di letteratura Com’era weird la mia valle (2018), scritto assieme a Fabio Lastrucci. Pubblico inoltre recensioni letterarie e cinematografiche e articoli su numerosi portali letterari e di cultura generale. Bassista e contrabbassista appassionato in particolare di blues e funky, ho partecipato in oltre vent’anni di musica a numerosi progetti musicali inediti virati sui generi e le sonorità più disparate. Appassionato di birra fin dall’infanzia, da circa una decina d’anni vicino al mondo artigianale, negli ultimi anni mi sono convertito con sempre maggiore fervore al lato sour & wild della Forza. Produco in casa dal 2015, cimentandomi principalmente con le tipologie diffuse nell’area anglosassone, dalla bitter alla oatmeal stout alla double IPA.