Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana
8 gennaio 2016

Birra Rethia: giovane eccellenza trentina!

Birra Rethia: giovane eccellenza trentina!


 

Il birrificio Rethia rappresenta una interessantissima, giovane e frizzante realtà nello scenario delle birre artigianali trentine: fondato nel 2014 a Vezzano da tre amici appassionati di homebrewing, annovera già la produzione di sei differenti birre, che si sono guadagnate l’apprezzamento e la fiducia di un numero sempre crescente di consumatori.

In esclusiva per www.giornaledellabirra.it, ho incontrato i soci-fondatori del Birrificio Rethia, Cristiano (mastro birraio), Nicola e Giovanni per conoscere più da vicino il birrificio artigianale e la loro professionalità. Discorrendo con i tre amici, ora imprenditori, ho apprezzato come il progetto sia davvero nato sulle basi della passione per la birra di qualità.

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Rethia 1

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L’avventura del birrificio Rethia è, infatti, iniziata nel 2010 quando Cristiano, che da anni si occupava della piccola cantina vinicola di famiglia, si è diplomato Sommelier AIS. Dopo aver “ri”-scoperto il mondo delle birre artigianali nel corso dei suoi studi, decise di iniziare a produrre anche birra oltre a vino. Dopo il primo anno trascorso a studiare e riproporre le ricette degli stili birrai più classici, si sono affiancati a Cristiano anche gli amici Nicola e Giovanni. I tre hanno iniziato così a sperimentare e ad “osare” sempre di più nelle loro nuove ricette. L’obiettivo è quello di personalizzare e rendere in qualche modo “uniche” le loro birre. Nel 2014 il birrificio Rethia ha aperto i battenti con sei birre differenti e un impianto di produzione da 150 litri a cotta.

Continuo l’intervista con una serie di domande dirette a Cristiano, per comprendere meglio quali sono i pilastri della qualità che distinguono le birre Rethia e la filosofia produttiva che guida il mastro birraio nella brassatura.

Quanto ritenete importante l’esperienza come homebrewer nello sviluppo del vostro sogno imprenditoriale, fino alla decisione di avviare il microbirrificio?

Gli anni passati da homebrewer sono stati fondamentali perchè ci hanno concesso di provare una gran varietà di stili birrai, ma soprattutto di sperimentare e modificare questi stili in base alle nostre idee.

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Wilde Side

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Tre aggettivi per riassumere la vostra filosofia produttiva e l’anima delle vostre birre.

FRAGRANZA. Tutte le nostre birre sono non filtrate, non pastorizzate e rifermentate in bottiglia. Lo scopo è quello di mantenere intatta tutta la fragranza e genuinità delle materie prime di qualità che utilizziamo.

PERSONALITA’. Le nostre birre partono quasi tutte da una ricetta “classica”, ma in ognuna di esse abbiamo messo qualcosa di nostro, variando proporzioni e aggiungendo ingredienti a noi cari. In questo modo in ogni birra c’è la nostra firma, che la distingue e la rende unica.

EQUILIBRIO. La caratteristica fondamentale che ricerchiamo costantemente nelle nostre birre è senza dubbio l’equilibrio. Equilibrio inteso come armonia dei profumi e dei sapori e conseguente bevibilità del prodotto. In un panorama brassicolo nazionale e internazionale che vede in aumento la diffusione di birre dai sapori e dai profumi sempre più forti e decisi, spesso è difficile trovare un prodotto equilibrato e soprattutto di facile beva. A tal proposito mi piace sempre ricordare una frase di un nostro amico vignaiolo trentino, che a mio parere si presta bene a descrivere anche la nostra filosofia: “E’ molto semplice fare un Gewurztraminer o un Moscato profumati ma è molto più difficile farli EQUILIBRATI”.

La scelta delle materie prime per raggiungere l’obiettivo di realizzare birre di alta qualità è sicuramente un elemento fondamentale: come avviene il processo di selezione?

La selezione è stata fatta soprattutto nel corso degli anni di produzione casalinga. Partendo dal concetto base di utilizzare le materie prime del paese d’origine dello stile birraio che produciamo, di cotta in cotta abbiamo provato una gran varietà di malti e di luppoli di fornitori differenti, fino ad arrivare alla qualità che ci soddisfava.

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Magnolia

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Quanto ritenete importante il “fattore umano” come ingrediente intangibile delle vostre birre? Quale percorso vi porta a ideare una nuova birra? Nuovi progetti brassicoli “in cantiere” per il futuro?

Il “fattore umano” credo sia un ingrediente fondamentale in tutte le produzioni che si definiscono “artigianali”. E’ l’artigiano, nel nostro caso il birraio, con il suo estro e la sua inventiva che mette insieme nuovi ingredienti e nuovi profumi per creare una birra. L’idea di nuove birre nasce spesso dal desiderio di utilizzare un prodotto locale, come cereali, frutta e spezie, nel procedimento brassicolo. E’ così che è nata ad ottobre anche la nostra “Wilde Side”, una Grape Ale da 7,5%Vol. prodotta con un 30% di mosto d’uva Sauvignon. Questo mese abbiamo, inoltre, presentato la nostra nuova “Sisyphos”, una Session IPA da 3,6%di alcol. Di progetti “in cantiere” per il futuro ce ne sono tanti: sicuramente ci cimenteremo con una Berliner Weiss e con una Saison. Per il momento la nostra attenzione è tutta concentrata sui lavori di espansione del birrificio e l’arrivo del nuovo impianto di produzione da 10hL a cotta.

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Maria Mata

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Concludo l’interessantissimo incontro con Cristiano, Nicola e Giovanni chiedendo loro un giudizio sul futuro delle craft-beer made in Italy: “Il futuro delle birre artigianali italiane, così come per il made in Italy in generale, lo vediamo profondamente legato al concetto di “specializzazione”. Alcuni birrifici icone del panorama brassicolo italiano sono conosciuti per una filosofia produttiva molto specifica, spesso incarnata in una singola birra che li rappresenta e che diventa emblema dell’azienda stessa. Nel nostro piccolo stiamo vivendo una situazione analoga: da quando la “Maria Mata”, la nostra American Pale Ale, ha vinto il premio come “Miglior birra artigianale trentina 2015” al festival Cerevisiae è diventata un po’ il nostro simbolo.

L’ultima considerazione è rivolta ai giovani aspiranti imprenditori del settore brassicolo: “Il consiglio che possiamo dare ad altri giovani che desiderano aprire un birrificio o un brewpub è quello di credere fermamente nel proprio prodotto. Un prodotto che deve esser valido, unico e riconoscibile all’interno di un mondo così variegato e in costante espasione”.

Maggiori informazioni sul birrificio Rethia e sulle birre sono disponibili sul sito aziendale www.birrificiorethia.it

Massimo Prandi
Info autore

Massimo Prandi

Un Albese cresciuto tra i tini di fermentazione di vino, birra e… non solo! Sono enologo e tecnologo alimentare, più per vocazione che per professione. Amo lavorare nelle cantine e nei birrifici, sperimentare nuove possibilità, insegnare (ad oggi sono docente al corso biennale “Mastro birraio” di Torino e docente di area tecnica presso l’IIS Umberto Primo – la celeberrima Scuola Enologica di Alba) e comunicare con passione e rigore scientifico tutto ciò che riguarda il mio lavoro. Grazie ad un po’ di gavetta e qualche delusione nella divulgazione sul web, ma soprattutto alla comune passione e dedizione di tanti amici che amano la birra, ho gettato le basi per far nascere e crescere questo portale. Non posso descrivere quante soddisfazioni mi dona! Ma non solo, sono impegnato nell’avvio di un birrificio agricolo con produzione delle materie prime (cereali e luppoli) e trasformazione completamente a filiera aziendale (maltazione compresa): presto ne sentirete parlare!