Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 38/2017

19 settembre 2017

Birrificio Aeffe: passione, progresso e tradizione Made in Campania

Birrificio Aeffe: passione, progresso e tradizione Made in Campania


 

Definire “storico” un birrificio artigianale, considerando la recentissima genesi del movimento della birra artigianale in Italia, può sembrare un eufemismo. Fatte tali premesse, il Birrificio Aeffe  può a tutti gli effetti considerarsi una delle realtà pionieristiche e, sicuramente, uno dei più influenti della Campania: nato nel 2008, nel cuore del salernitano, e più precisamente a Castel San Giorgio, è cresciuto costantemente nella qualità e nei volumi di produzione, perseguendo a fianco della eccellenza delle produzioni, innovativi principi di progresso e sperimentazione, diventando così un vero e proprio modello di sviluppo per molte altre imprese brassicole… e non solo.

Il successo del Birrificio Aeffe è da ricercarsi sì nelle indubbie peculiarità delle birre, ma anche nella passione, nell’estro e nelle capacità di innovazione di Arturo Spinelli e Ferdinando Di Landro. Dalla loro intraprendenza  ha avuto genesi  una vera e propria icona del mondo della birra artigianale italiana, che Giornale della Birra ha visitato in esclusiva per i propri lettori.

 

Arturo, il vostro birrificio ha una storia lunga oltre un decennio: come è nato il progetto e come si è evoluto in quasi anni di attività?

La nostra passione è nata più per le birre bevute che per la produzione vera e propria. Ma a furia di bere e assaggiare, siamo finiti a produrla. All’inizio con pochi mezzi: solo la sala cotte e tre fermentatori da 20 hl, con i quali ci limitavamo a quattro birre prodotte. Poi, piano piano i fermentatori sono diventati 10 e la gamma offerta si è notevolmente ampliata. Ora ci avviamo verso un ulteriore passo importante, ovvero spostare la sede in cui siamo nati  in una location notevolmente più grande. Un passo quasi obbligato, che ci consentirà di offrire molte novità ai nostri clienti.

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La qualità della birra finita non può prescindere dalla selezione accurata e rigorosa delle materie prime: quali sono i punti cardine su cui basate la scelta degli ingredienti? Quali caratteristiche desideri ritrovare come elemento comune delle vostre creazioni?

Al primo posto delle nostre produzioni mettiamo la qualità del prodotto finito. Questo è il punto comune che vogliamo caratterizzi tutte le nostre birre.  Non forziamo i tempi, scegliamo con cura  le materie prime, anche, ad esempio, scegliendo diversi produttori per lo stesso tipo di malto, a seconda del risultato finale che vogliamo ottenere. Sperimentiamo molto, nel senso che vogliamo sempre provare le nuove tecnologie ed i nuovi prodotti che ci vengono presentati. La curiosità spesso sfocia in miglioramento di qualità ed, in ogni caso, crea esperienza.

 

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Molto interessante l’evoluzione della vostra filosofia produttiva: è recente l’introduzione di una birra dedicata specificatamente per la distribuzione nelle pizzerie. Quali le peculiarità di questo prodotto?

L’idea di dedicare una birra alla pizza, non è nata per caso. Infatti, ci siamo accorti che vi è un segmento del mercato un po’ trascurato: la pizzeria. Mi spiego meglio. Sono tantissime le pizzerie che continuano a vendere birre industriali e si avvicinano poco al mondo artigianale, vuoi per i costi, vuoi per la mancata formazione o per la carenza di tempo. Abbiamo, allora, studiato un prodotto che grazie al nome, “BIRRA MARGHERITA”, all’unico formato pari a mezzo litro,  alla tipologia di birra – una saison – ed, infine, al prezzo  possa rispondere proprio alle esigenze di questo settore.  L’intento è di avvicinare il “tipico” cliente della pizzeria alla birra artigianale, permettendogli di apprezzare adeguatamente la bevanda che per vocazione si accompagna alla pizza.

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Il vostro birrificio è considerato un vero e proprio testimone della qualità delle craft beer italiane, indice della capacità di cogliere correttamente le esigenze del mercato e le preferenze del consumatore. Come la vostra amplia gamma di birre riesce a far fronte ai gusti dei clienti?

Le referenze prodotte sono dieci, che spaziano dalle “semplici” tipo kolsch e weizen, alle più strutturate, come le ipa. Ed ogni birra è nata seguendo le richieste che i nostri clienti ci sottoponevano. Ad ogni nuova esigenza individuata vi è seguito uno studio, una discussione approfondita ed, infine, una valutazione di quello che il mercato poteva ricevere. E piano piano la gamma si è ampliata in modo da poter raggiungere la maggior parte dei “palati”.

 

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L’esperienza maturata sul campo come imprenditori vi permette di analizzare il settore della birra artigianale da un punto di osservazione privilegiato: come immaginate il futuro delle craft-beer made in Italy?

Crediamo che possa coesistere un panorama vario di produttori, ognuno con la sua specificità.

Chi sta sperimentando l’abbinamento con il mosto di uva dei vitigni del proprio territorio,  chi con le tipicità della zona di produzione… e credo che questa varietà permetta ad ogni singolo birrificio di trovare il suo spazio e la sua identità.

A nostro avviso è necessario però restare saldi  nella via qualità e nella artigianalità, che sono poi per ognuno di noi i motivi che ci hanno spinto ad intraprendere una strada imprenditoriale che, a fronte di molte soddisfazioni, non è per niente facile ed in discesa.

Maggiori informazioni sul Birrificio Aeffe sono disponibili on-line sul sito web aziendale www.afbirra.it

Massimo Prandi
Info autore

Massimo Prandi

Un Albese cresciuto tra i tini di fermentazione di vino, birra e… non solo! Sono enologo e tecnologo alimentare, più per vocazione che per professione. Amo lavorare nelle cantine e nei birrifici, sperimentare nuove possibilità, insegnare (ad oggi sono docente al corso biennale “Mastro birraio” di Torino e docente di area tecnica presso l’IIS Umberto Primo – la celeberrima Scuola Enologica di Alba) e comunicare con passione e rigore scientifico tutto ciò che riguarda il mio lavoro. Grazie ad un po’ di gavetta e qualche delusione nella divulgazione sul web, ma soprattutto alla comune passione e dedizione di tanti amici che amano la birra, ho gettato le basi per far nascere e crescere questo portale. Non posso descrivere quante soddisfazioni mi dona! Ma non solo, sono impegnato nell’avvio di un birrificio agricolo con produzione delle materie prime (cereali e luppoli) e trasformazione completamente a filiera aziendale (maltazione compresa): presto ne sentirete parlare!