Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 28/2018

10 Luglio 2018

Birrificio dell’Etna: qualità e territorialità

Birrificio dell’Etna: qualità e territorialità

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C’è un piccolo birrificio ai piedi dell’Etna in cui la passione per il buon bere e l’attaccamento al territorio si tramutano in birre capaci di trasmettere a chi le assapora emozioni uniche. Questo è il Birrificio dell’Etna nato dalla passione di due imprenditori e conoscitori del mondo delle birre artigianali, Delfio Faraci e Leo Biasi.

Oggi, per Giornale della birra, ho avuto una breve conversazione con Delfio Faraci che mi ha parlato della sua impresa artigianale.

 

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Siete nati come beerfirm nel 2014. Come nasce la vostra storia? Il vostro progetto imprenditoriale?

In realtà tutto è nato un po’ per gioco. Vedendo movimento attorno a questo mondo, abbiamo voluto intraprendere questa attività in qualità di imprenditori. La nostra è stata una scommessa, dato che per vivere svolgevamo già altre attività. Quindi, abbiamo pensato di iniziare giocando con una piccola azienda che però in pochissimo tempo è cresciuta a tal punto da divenire la nostra principale attività. Ovviamente ci siamo appassionati, anche assaggiando tante birre artigianali e dato che siamo profondamente legati alla Sicilia, abbiamo pensato di creare un prodotto legato al nostro territorio.

 

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Proprio con un occhio sempre attento al territorio siciliano avete fatto un’ItalianGrape Ale (IGA) con mosto di Nerello Mascalese.

Sì, è stata la nostra prima birra, quella che più ci rappresenta, caratterizzata appunto dall’aggiunta di Nerello Mascalese che gli dona un aroma complesso con sentori di nocciola, dolciumi, arancia candita e una delicata speziatura. La gradazione alcolica è di 6,5 gradi.

 

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La vostra linea di produzione consta di altre 4 birre. Ci descrivi i vostri prodotti?

LaBlanche, chiamata Juno, è preparata con un grano antico siciliano, il “Perciasacchi”.Ha sentori agrumati di lime, floreali di rosa e geranio, fruttati di pesca e speziati di coriandolo. È leggera e di facile beva anche grazie alla gradazione alcolica di 5,2 gradi.L’American Pale Ale denominata Ulysses ha un carattere fruttato con sentori di agrumi e frutta tropicale. È molto equilibrata, con una gradazione alcolica di 5,7 gradi. La BelgianDubble chiamata Ephesto è una birra complessa e più maltata con sentori di arancia candita, frutta sotto spirito e una delicata speziatura. La gradazione alcolica è di 6,5 gradi. E infine, la nostra Imperial Stout, denominata Polyphemus da 7,9 gradi, possiede sentori di cioccolato, melassa, liquirizia, rum e caffè.

 

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Come mai le vostre etichette richiamano i personaggi della mitologia greca?

Anche questa è una nostra scelta territoriale perché la storia della Sicilia è profondamente legata ai Greci e ai loro miti. Per cui le nostre birre non possono che chiamarsi con i personaggi della mitologia greca sempre in riferimento all’Etna e al nostro territorio.

 

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Puntate molto sul settore alberghiero e della ristorazione. Come mai questa scelta?

L’idea è di creare un prodotto di nicchia, con un certo tipo di packaging ed un tipo di bottiglia ben specifico, più elegante, puntando su un target di consumatori medio alto. Siamo presenti in ogni parte d’Italia, in ristoranti stellati e in hotel a 4 o 5 stelle. Vorremmo espanderci il più possibile nel Nord d’Italia e puntare anche sull’export creando un marchio forte ma di nicchia e rimanendo sempre una realtà profondamente legata al territorio siciliano.

 

La mia intervista con Delfio Faraci volge al termine, lo ringrazio per la sua disponibilità e invito i lettori, per maggiori informazioni, a visitare il sito www.birrificiodelletna.it

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Pierfrancesco Caffarelli
Info autore

Pierfrancesco Caffarelli

Classe 1988, nato a Licata, paese del profondo sud della Sicilia. Ho una laurea magistrale in Economia presso l’Università di Messina.

Il mio amore per la birra è nato proprio a Messina quando nel 2012 e per circa due anni, ho lavorato in un brewpub della città, iniziando ad apprezzare e a conoscere quello che sarebbe diventato un mio grande amore. Ho partecipato, come rappresentante del birrificio a diverse fiere nella mia regione, cercando il più possibile di trasmettere il mio amore e la mia passione per la birra. D’altronde, se si vuole provare a vendere un prodotto come questo, che a molti può essere sconosciuto, la cosa fondamentale è incuriosire la gente, trasmettendo la propria passione e voglia, alla conoscenza di questo fantastico mondo.

Non sono un esperto, non ho certificati però potrei parlare di birra e delle sue mille sfaccettature per ore senza mai fermarmi, solo allo scopo di trasmettere quanto più possibile, a chi ha la pazienza di ascoltarmi. Da qualche tempo cerco di fotografare tutte le birre che bevo e pubblicarle nella mia pagina Instagram, al solo scopo di incuriosire i miei followers e conoscere quanti più beerlover nel mondo.

Sono sempre pronto ad ascoltare e a leggere da “umile bevitore” le tante persone che scrivono e operano intorno a questo mondo. D’altronde non sono neanche un homebrewer, la birra preferisco berla e apprezzarla.