Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 33/2016

16 agosto 2016

Birrificio Messina: la birra del coraggio!

Birrificio Messina: la birra del coraggio!


 

La birra italiana non finisce mai di stupire: nel nostro Paese, infatti, per il settore brassicolo non sono solo rose e fiori, ma vi sono anche storie difficili, alcune per fortuna a lieto fine. Quella che si produceva a Messina è a tutti gli effetti una di queste, che torna a rifiorire grazie all’imprenditorialità di alcuni dei mastri birrai che avevano vissuto la fase più triste della propria azienda, ma che non si sono arresi ad un destino che sembrava scontato.

Nel 2011, infatti, la produzione di birra a Messina sembra arrivare ad un irrimediabile capolinea, dopo una storia ultracentenaria, che vedeva il primo insediamento risalire al 1923 per volontà della della famiglia Lo Presti – Faranda.

Ma dopo cinque anni di cassa integrazione e futuro nebuloso, 15 operai della brasseria in crisi, scommettono sulla propria passione e professionalità e, investendo in proprio Tfr maturato nel corso di tanti anni di lavoro,  fondano una cooperativa con lo scopo di riavvirare la produzione. Una scommessa di coraggio, ma che ha trovato terreno fertile, grazie al supporti di canali di finanziamento ed a un accordo con la Regione, che ha favorito la costituzione del nuovo insediamento produttivo.

 

Questa è una rapida sintesi, quasi asettica delle premesse del nuovo progetto, che merita di essere approfondita direttamente dalla voce di chi in questa scommessa mette tutto se stesso: Giornale della Birra ha intervistato Domenico Sorrenti, presidente  del Birrificio Messina Soc. cooperativa.

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Sorrenti, partiamo dall’elemento centrale del vostro progetto, ovvero la birra. Tutti voi soci fondatori della cooperativa avevate già un’esperienza pregressa nel settore brassicolo e avete deciso di non abbandonare la vostra professione, nonostante le difficoltà vissute. Cosa rappresenta, quindi, per voi il poter lavorare in birrificio e, soprattutto, voler scommettere in prima persona in un rilancio della produzione nella vostra città?

In periodi particolarmente difficili come questo, dove l’economia non solo cittadina ma anche nazionale, sta attraversando un momento difficile, non siamo riusciti a trovare aiuto da nessun imprenditore. Non volendo vivere di ammortizzatori sociali e di elemosine,  ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo deciso di fare quello che già sapevamo fare e metterlo a disposizione non solo nostro, ma di tutti. Per noi, oltre ad un sostenimento economico in quanto abbiamo perso il lavoro, significa riportare in essere un’ attività ed una tradizione  che era prima dei nostri padri e ancor prima dei nostri nonni. Una tradizione quella della birra, conosciuta e apprezzata in tutto il mondo. Molti nostri concittadini sono dovuti partire lontano dalla propria terra per lavorare e,  quando trovavano la nostra birra all’estero, assaporavano anche i ricordi e i sapori delle loro origini. Noi vorremmo continuare a fare questo, riportare l’orgoglio della sicilianità ovunque. Questa terra martoriata, sfruttata da molti e a volte disprezzata per  inattività e improduttività , deve risollevare la testa e dimostrare che è capace di poter dare dei buoni frutti, apprezzati ovunque,  perché la nostra è una terra bellissima e  tutti noi dovremmo contribuire a renderla migliore, uscendo dal torpore che per tanto tempo ci ha contraddistinto.  Questo è il messaggio che vogliamo lanciare,  tutti noi possiamo fare qualcosa per cambiare, perché volere è anche potere. E con l’impegno presto i risultati arriveranno.

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Il Birrificio Messina nasce in un contesto nuovo: sito produttivo concesso dalla Regione, impianti appena posati: quali sono gli obiettivi produttivi, in termini di volume e qualità che vi ponete? Quali i mercati di riferimento?

I nostri impianti sono stati predisposti per la produzione di circa 80.000  hl annui. Produrremo birre a bassa fermentazione, che qualitativamente si posizionano in una fascia di qualità più elevata rispetto ad altre birre. Siamo molto ottimisti riguardo agli sbocchi commerciali, infatti abbiamo già richieste di birra sul mercato siciliano, nazionale e anche estero. Ma oltre ai classici canali di distribuzione, punteremo anche a delle forme innovative, come l’ e-commerce.

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Quando avvierete la messa in vendita delle birre? Quale sarà la gamma che offrirete ai consumatori fin dalle prime fasi?

La birra sarà in commercio da settembre. Ovviamente, abbiamo già pianificato una gamma di prodotti in grado di rispondere a diverse sensibilità dei consumatori. I prodotti da noi proposti sono la Birra DOC 15 , Birra DOC 15 CRUDA, BIRRA DELLO STRETTO e BIRRA DELLO SRETTO PREMIUM.

Le materie prime sono un elemento di assoluta importanza nella definizione della qualità complessiva del prodotto, unite ovviamente all’esperienza ed alla capacità umana. Quali sono i principi che vi guidano nella scelta delle forniture?

Naturalmente nella scelta delle materie prime è necessario porre la massima attenzione. La buona qualità dei prodotti e la fiducia nei confronti dei fornitori sono i prerequisiti a cui non è possibile rinunciare. Noi vorremmo anche rivolgerci a fornitori esclusivamente siciliani , ma purtroppo per alcuni prodotti , come ad esempio il malto, non esiste nessuna realtà sul territorio siciliano.

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Il settore della birra in Italia è al centro di un grande mutamento delle strutture produttive e della sensibilità del consumatore. Quali sono, a vostro avviso, le giuste “mosse” che gli imprenditori di settore devono fare oggi per superare positivamente la sempre più forte concorrenza?

Secondo noi oltre a puntare sulla qualità, che è una caratteristica che viene sempre premiata, bisogna puntare sulle tipicità ed eccellenze del territorio. La nostra storia, che parte dal valorizzare le professionalità, le capacità di tante persone che hanno dedicato alla birra buona parte della propria vita è già una base di partenza che ci fa sperare in un buon accoglimento da parte del consumatore.

 

Giornale della Birra non può che augurare il miglior successo a questo bellissimo progetto imprenditoriale: la storia del Birrificio Messina deve far riflettere ogni consumatore ed appassionato di birra su quanta passione, sacrifici, momenti difficili e anche gioie e soddisfazioni si celano all’interno di un boccale di birra!

Maggiori informazioni sul Birrificio Messina sono disponibili sul sito web www.birrificiomessina.it

Massimo Prandi
Info autore

Massimo Prandi

Un Albese cresciuto tra i tini di fermentazione di vino, birra e… non solo! Sono enologo e tecnologo alimentare, più per vocazione che per professione. Amo lavorare nelle cantine e nei birrifici, sperimentare nuove possibilità, insegnare (ad oggi sono docente al corso biennale “Mastro birraio” di Torino e docente di area tecnica presso l’IIS Umberto Primo – la celeberrima Scuola Enologica di Alba) e comunicare con passione e rigore scientifico tutto ciò che riguarda il mio lavoro. Grazie ad un po’ di gavetta e qualche delusione nella divulgazione sul web, ma soprattutto alla comune passione e dedizione di tanti amici che amano la birra, ho gettato le basi per far nascere e crescere questo portale. Non posso descrivere quante soddisfazioni mi dona! Ma non solo, sono impegnato nell’avvio di un birrificio agricolo con produzione delle materie prime (cereali e luppoli) e trasformazione completamente a filiera aziendale (maltazione compresa): presto ne sentirete parlare!