Numero 06/2021

10 Febbraio 2021

Birrificio Pontino: Una storia lunga dieci anni!

Birrificio Pontino: Una storia lunga dieci anni!

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Photo credits Francesco De Marco.

 

Dieci anni di vita per un birrificio artigianale italiano è decisamente un bel traguardo, sicuramente da festeggiare ed osannare, anche in tempi non facili e felici come quelli che segnano l’inizio del 2021. I tempi mesti, però, non devono scoraggiare ed anzi, possono diventare il momento giusto per riprogrammare il futuro, migliorarsi, trovare nuovi slanci e nuove idee. E così, ovviamente, la grande intraprendenza del Birrificio Pontino si manifesta al raggiungimento di questo traguardo della maturità con una nuova birra, creata appunto per l’occasione.

 

Abbiamo incontrato la crew del primo birrificio artigianale di Latina: Matteo Boni (Socio fondatore, birraio e responsabile di produzione), Egidio Palumbo (Amministratore e responsabile area commerciale) e Stefano Ruffa (Socio fondatore e responsabile contabilità e finanze) in una piacevole chiacchierata telefonica, ripromettendoci di incontrarci al più presto, non appena potremmo tornare a viaggiare ed abbracciarci.

 

Abbiamo ripercorso insieme la storia della brasseria, la prima del territorio di Latina, da cui fin dall’origine è strettamente legata: “Sembra ieri quando abbiamo iniziato”, racconta Matteo. “Dalle birre fatte a casa ad un impianto tutto nostro che andammo a tirar fuori dalle macerie dopo il terremoto de L’Aquila. Un Compact WACHSMANN da 10 hl del 1998 del brewpub abbruzzese Magoo, di Adolfo Scimia. Wachsmann in persona venne a Latina per coccolarlo a dovere e ridargli vita come un’araba fenice”. Successivamente l’incontro con Mike Murphy di Lervig Aktiebryggeri e “il viaggio in Norvegia a brassare birra insieme a lui, con cui poi facemmo una collaborazione a Latina per dar vita a Spaccapalato, una west coast IPA da sempre apprezzatissima. Da allora, un crescendo continuo in termini di qualità, volumi, birre prodotte, innovazioni, ma senza mai dimenticare l’esperienza di essere innanzitutto appassionati di birra e bevitori da pub”, racconta sorridendo Matteo.

 

 

In tutti questi anni, il Pontino è sempre stato fedele alle alte fermentazioni: una scelta forse in controtendenza, ma che muove un po’ tutto il filo conduttore della fisionomia del birrificio. Matteo ci racconta: “Sono trascorsi dieci anni dalla nostra prima birra: la Runner Ale. Un’American Pale Ale che ha subito messo in chiaro la nostra scelta, rafforzata dalla seconda creazione e prima nostra IPA: Olim Palus. Due birre che negli anni si sono evolute, ma che fin da subito hanno dato un’impronta all’ispirazione e lo stile a cui volevamo ispirarci come Birrificio Pontino: quello anglo-americano. All’inizio del 2016, poco prima del passaggio all’attuale sito di produzione e della nostra rinnovatissima Taproom, arriva HopMachine: una birra che si richiama al periodo pre-proibizionista statunitense: modalità di luppolatura, tre diversi tipi di luppolo e l’utilizzo di cereali a caratterizzarne la struttura. Esattamente due anni dopo, nel febbraio 2018, HopMachine si rinnova ricorrendo al Double Dry Hopping (DDH). In mezzo, nella primavera del 2017, vede la luce il progetto Brain Damage, che apre le porte del Pontino alle hazy, soft and amazing New England India Pale Ale”.

 

“Oggi, all’inizio del 2021 – gli fa eco Egidio – la birra che scandisce il nostro decimo anno di attività ripercorre quel punto di partenza ma ha in sé tutto il nostro vissuto. Una Hazy IPA che ci accompagna nel nostro viaggio senza perdere di vista la nostra strada: il suo nome Orange Head”.

 

Nonostante il periodo non troppo dinamico sul fronte dei consumi, la sala cotte e la cantina di fermentazione non si fermano. “Sicuramente l’anno appena trascorso ci ha costretti a rivedere progetti e cilci produttivi, ma fin dal primo giorno di lockdown abbiamo riposto con una riprogrammazione produttiva e con una consegna a domicilio sul nostro territorio, dove Egidio in prima persona si è mosso tra i vuoti spettrali di Latina e dintorni. Fondamentale il sostegno in questa fase e nei mesi successivi della nostra ciurma: Lorenzo Bracchi (Birraio), Catalin Popa (Aiuto birraio), Jacopo Oteri (Responsabile Taproom) e Giampaolo Agostini (Responsabile della cucina)” sottolinea Matteo.

 

“E poi – continua Egidio – l’apertura del nostro shop online arrivata ad aprile (shop.birrificiopontino.com) affinché i nostri affezionati non sentissero troppo la mancanza del Pontino  Già da qualche mese avevamo iniziato con le lattine e in termini di magazzino e spedizioni questo ci aiutato durante i mesi di lockdown. Felicissimi di questa scelta. Tra l’altro le grafiche, figlie del nostro amico Stefano Zanini, che ha curato anche l’allestimento della Taproom, sono splendide come sempre”.

 

A giugno poi “la riapertura della nostra Taproom al pubblico, con i brunch del sabato e il lancio della nostra hard seltzer: Strong Water, aromatizzata con dragon fruit e ananas. Una bevanda fermentata, frizzante e aromatizzata alla frutta con gradazione alcolica leggera, basso contenuto calorico e di zuccheri. Questo per allargare la nostra proposta commerciale e offrire qualcosa di nuovo e diverso anche in Taproom”, spiega ancora Egidio.

 

 

“Sul futuro non ci sbilanciamo – spiega Stefano – Per quest’anno avevamo in programma diverse idee e progetti per festeggiare il nostro decimo anno di attività, ma valuteremo come sempre in corso d’opera viste le difficoltà che stiamo vivendo. In birrificio ci piacerebbe sviluppare un laboratorio per il controllo, lo studio e la propagazione del lievito. Soprattutto vogliamo riprendere a organizzare giornate di festa e condivisione qui in Taproom. Dieci anni fa siamo nati come Birrificio Pontino, consapevoli che l’identificazione con il nostro territorio e la nostra città fosse per noi un valore fondamentale. Oggi il nostro marchio è noto anche sul panorama nazionale, ma resta forte la volontà di continuare ad essere un punto fermo della nostra città”.

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Info autore

Massimo Prandi

Un Albese cresciuto tra i tini di fermentazione di vino, birra e… non solo! Sono enologo e tecnologo alimentare, più per vocazione che per professione. Amo lavorare nelle cantine e nei birrifici, sperimentare nuove possibilità, insegnare (ad oggi sono docente al corso biennale “Mastro birraio” di Torino e docente di area tecnica presso l’IIS Umberto Primo – la celeberrima Scuola Enologica di Alba) e comunicare con passione e rigore scientifico tutto ciò che riguarda il mio lavoro. Grazie ad un po’ di gavetta e qualche delusione nella divulgazione sul web, ma soprattutto alla comune passione e dedizione di tanti amici che amano la birra, ho gettato le basi per far nascere e crescere questo portale. Non posso descrivere quante soddisfazioni mi dona! Ma non solo, sono impegnato nell’avvio di un birrificio agricolo con produzione delle materie prime (cereali e luppoli) e trasformazione completamente a filiera aziendale (maltazione compresa): presto ne sentirete parlare!