Numero 17/2021

27 Aprile 2021

Brasserie Dubuisson: indipendente, autentica e di carattere

Brasserie Dubuisson: indipendente, autentica e di carattere

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La Brasserie Dubuisson è il più antico birrificio familiare della Vallonia, che nei suoi 250 anni di attività ha mantenuto e consolidato i suoi valori primordiali: l’indipendenza, l’autenticità e il carattere inconfondibile delle sue birre. L’indipendenza è l’elemento fondamentale perla Brasserie Dubuisson: sin dalla sua fondazione la famiglia è sempre rimasta impermeabile a qualsiasi influenza esterna.

Abbiamo chiesto a Stijn Destatsbader, export manager del birrificio Dubuisson nonché grande amante del nostro paese e della sua storia, cultura e gastronomia, di raccontarci di più sulla Dubuisson e del suo legame con il mercato italiano.

 

 

Quali sono i punti di forza dell’azienda che hanno permesso di rimanere al top negli anni in un mercato così competitivo?

“Ci sono due fattori principali: in primo luogo, la forza di carattere delle diverse generazioni che si sono succedute e che volevano perpetuare l’azienda di famiglia, ma anche la loro capacità di pensare fuori dagli schemi e un aspetto visionario”.

Destatsbader inoltre ci racconta: “La forza di carattere si è rivelata essenziale per continuare l’attività birraria durante i periodi più travagliati della nostra storia. In 250 anni abbiamo mantenuto l’attività nonostante le varie guerre e rivoluzioni che hanno visto le truppe di occupazione sbarcare nella Birreria. Prima del 1930, il birrificio-fattoria Dubuisson non produceva solo birra ma anche pane e formaggio, oltre alle attività classiche di una fattoria. Queste fattorie-birrerie erano quindi un luogo ideale per il presidio delle truppe. Abbiamo ancora tracce dell’installazione degli eserciti napoleonici, per esempio. Poi, durante le due guerre mondiali, le forze di occupazione vollero mettere le mani sul rame, che all’epoca era onnipresente negli impianti di produzione. Durante la prima guerra mondiale Clovis, che aveva appena investito in nuovi impianti, preferì tagliare lui stesso l’impianto e seppellirlo nel pozzo e negli stagni del Château de Ghyssegnies, situato di fronte al birrificio, ancora prima dell’arrivo delle autorità tedesche”.

Il Birrificio Dubuisson dispone di una gamma relativamente ristretta di birre, specificatamente voluta al fine di mantenerne alta la qualità. In un mercato dominato da grandi gruppi e invaso da una moltitudine di prodotti, le birre del birrificio Dubuisson sono riuscite a mantenere la loro specificità e mostrano tutte un carattere e una personalità molto forti. Pur rimanendo fedele ai principi della produzione tradizionale, il birrificio cerca costantemente di migliorare il processo di produzione per soddisfare le esigenze di una clientela diffusa su tutti i continenti.

 

 

“Durante la prima parte del ventesimo secolo, la determinazione non fu più sufficiente”. Continua a raccontarci Stijn Destatsbader: “È l’inizio della globalizzazione e le birre di qualità arrivano da ogni dove. Le principali sono una birra leggera dalla Cecoslovacchia, la Pils, ma anche birre più scure e forti dall’Inghilterra.  Mentre molti birrai belgi investiranno per poter produrre la Pils, Alfred Dubuisson creerà nel 1933 una birra speciale belga ma con luppolo inglese, e siccome c’era una richiesta di birra forte, sviluppò il lievito Dubuisson che usiamo ancora oggi per fare la più forte delle birre belghe. Siccome l’internazionalizzazione era già nella mente della gente, gli diede un nome inglese, la traduzione di “Bières Dubuisson”: nacque la Bush Beer. Questa birra unica nel suo genere ha partecipato molto rapidamente alla notorietà del birrificio Dubuisson e gli altri stili prodotti sono scomparsi. Quando Hugues Dubuisson prese in mano il birrificio nel 1991, era ancora l’unica birra prodotta. Dal 1991 in poi, le cose si sono accelerate per il birrificio perché c’era un rinnovato interesse per le birre speciali da parte del consumatore. Non dimentichiamo che senza alcuni birrai appassionati alcuni stili come la Gueuze o la Blanche sarebbero potuti scomparire alla fine degli anni 80. Fu anche nel 1991 che arrivò sul mercato il Christmas Bush, che è ancora oggi un riferimento nel suo genere. Quando abbiamo aperto il nostro primo Brewpub a Louvain-La-Neuve alla fine degli anni novanta, questo tipo di attività era ancora sconosciuto nel settore alberghiero e della ristorazione. Proprio come l’invecchiamento delle birre in botte, oggi di grande successo, che abbiamo iniziato a fare più di 20 anni fa. Per noi non è importante seguire le tendenze ma crearle”.

 

Negli ultimi vent’anni la Brasserie Dubuisson ha vissuto una crescita senza eguali: oltre agli investimenti industriali effettuati nello stabilimento di Pipaix, il birrificio si è notevolmente sviluppato a livello commerciale, soprattutto in ambito internazionale.

In Italia è grazie a Brewrise (LINK) che possiamo trovare la gamma di birre del Birrificcio Dubuisson. A questo punto chiediamo a Destatsbader: quali prodotti hanno avuto e hanno ancora maggiore successo nel nostro mercato?

“Poiché non cediamo facilmente alle tendenze, abbiamo una gamma ridotta: i tradizionali Bush Character e Triple, la Cuvée des Trolls e i più fruttati Peach Mel Bush e Rasta Trolls. L’Italia è anche l’unico paese dove vendiamo la nostra Blanche Dubuisson, che in Belgio è esclusivamente riservata ai nostri ristoranti”.  

 

Ogni birra Dubuisson è una birra “con carattere” che il degustatore ricorderà: uno dei prodotti di punta sul mercato italiano è la Cuvée des Trolls, nata nel 2000 nei tini della microbirreria La Brasse-Temps, creata dalla birreria Dubuisson a Louvain-La-Neuve.La Cuvée des Trolls è una birra bionda non filtrata e quindi naturalmente torbida. Il simpatico e dispettoso Troll raffigurato in etichetta anticipa in qualche modo la vivacità degli aromi di questa birra, nella quale le scorze di agrumi (mandarino) inserite in cottura si combinano alla perfezione con le intense note luppolate, dando vita a profumi floreali, agrumati e fruttati. All’assaggio si dimostra equilibrata: vengono riproposti i morbidi toni mielati, di malto biscottato, caramello e frutta (pera e pesca), insieme ad una saporosità agrumata e floreale. Tutto merito di una calibrata luppolatura.

 

Stijn Destatsbader coglie l’occasione per un ringraziamento: Devo evidenziare l’eccellente lavoro del nostro amico di lunga data, Stefano Baldan, che, insieme a tutto il suo team di Brewrise, ci aiuta a trasmettere i nostri valori e a far conoscere le nostre birre al maggior numero di persone possibile”.

 

Vista la situazione difficile in cui vivono tutti i paesi a causa della incessabile pandemia, abbiamo chiesto a Destatsbader: qual è stato l’impatto che ha avuto Covid19 sulle relazioni commerciali con l’Italia?

“Questa pandemia è stata un colpo enorme, non solo in Italia ma ovunque. Come export manager, devo monitorare le esportazioni in molti paesi del mondo. E se le misure prese dai rispettivi governi di ogni paese per contenere questa pandemia sono state diverse da un paese all’altro, è chiaro che è stato un enorme fallimento ovunque e che è generalmente l’Ho.Re.Ca. che è stata sacrificata sull’altare del Covid19. Non possiamo ancora festeggiare la vittoria, difficilmente abbiamo una possibile data di riapertura, ma sono convinto che siamo più vicini alla fine che all’inizio. Questa crisi lascerà enormi cicatrici in tutti i diversi livelli del mondo birrario, dalla produzione alla vendita al consumatore finale, ma resto ottimista. Con i nostri partner italiani abbiamo ancora molti giorni buoni davanti a noi”.

 

In Italia le birre della Brasserie Dubuisson sono importate da  Brewrise (LINK)

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Info autore

Lina Zadorojneac

Nata in Moldavia, mi sono trasferita definitivamente in Italia per amore nel 2008. Nel 2010 e 2012 sono arrivati i miei due figli, le gioie della mia vita: in questi anni ho progressivamente scoperto questo paese, di cui mi sono perdutamente infatuata. Da subito il cibo italiano mi ha conquistato con le sue svariate sfaccettature, ho scoperto e continuo a scoprire ricette e sapori prima totalmente sconosciuti. Questo mi ha portato a cambiare anche il modo di pensare: il cibo non è solo una necessità, ma un piacere da condividere con la mia famiglia e gli amici. Laureata in giurisprudenza, diritto internazionale e amministrazione pubblica, un master in scienze politiche, oggi mi sono di nuovo messa in gioco e sono al secondo e ultimo anno del corso ITS Gastronomo a Torino, corso ricco di materie interessanti e con numerosi incontri con aziende produttrici del territorio e professionisti del settore. Il corso ha come obiettivo la formazione di una nuova figura sul mercato di oggi: il tecnico superiore per il controllo, la valorizzazione e il marketing delle produzioni agrarie e agro-alimentari. Così ho iniziato a scrivere per il Giornale della Birra, occasione stimolante per far crescere la mia professionalità.