Numero 19/2021

11 Maggio 2021

Giulia Bonacina, birrificio DuLac: passione per il territorio e la birra

Giulia Bonacina, birrificio DuLac: passione per il territorio e la birra

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Tempo fa intervistavo una ragazza, proprietaria di un birrificio, che mi diceva che spesso le donne che si occupano di birra sia a livello professionale che amatoriale, il più delle volte vengono trascinate in questo mondo dai loro compagni e finiscono per innamorarsi più di loro e in tanti casi questo amore finisce per cambiare le loro vite. Oggi vi presento Giulia Bonacina il lato femminile del birrificio DuLac, arrivata lì appunto, per “colpa” del suo compagno. Giulia si occupa principalmente di comunicazione e amministrazione e non solo.

Come ci racconta Giulia il birrificio nasce da una forte passione per la birra e il territorio: DuLac si trova in provincia di Lecco, e si propone come un simbolo del lago di Como. I nomi del birrificio e delle birre in dialetto “lagheé”, rappresentano un evidente tributo ai luoghi in cui ha preso vita. Le birre (ben 18) che ne costituiscono la gamma, sono dei veri e propri “progetti”, ognuno con la sua personalità e storia da raccontare.

Giulia da poco è diventata mamma e nonostante tutte le sue incombenze e il poco tempo a disposizione ha trovato un po’ di tempo per raccontarci la sua storia e quella del birrificio. Noi la ringraziamo e le facciamo i nostri più sentiti auguri.

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Giulia, raccontaci la tua storia: qual è la tua professione e come sei arrivata ad occuparti di birra nel corso della tua vita?

 

La mia storia nel mondo della birra inizia nel 2014, quando l’allora mio compagno Alessandro Andreotti (e oggi marito) ha deciso di aprire un birrificio insieme a suo papà.

Entrambi homebrewer già da tempo, hanno voluto dare seguito al loro sogno di avviare un’attività che mettesse al centro la passione per il nostro territorio, coniugandola con l’amata bevanda luppolata!

In breve tempo l’entusiasmo nato da questo progetto mi ha coinvolta a tal punto da voler partecipare anche io in prima persona a questo sogno, unendomi così all’attività dove mi occupo principalmente della comunicazione e dell’amministrazione, ma non solo.

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Quali sono state le tappe fondamentali nella creazione del Birrificio Artigianale “DuLac”? Ci puoi raccontare di più della vostra attività?

 

Il birrificio Dulac è nato come un’attività a conduzione familiare e, anche se ad oggi abbiamo 3 dipendenti, ci piace continuare a definirci tali per l’approccio che ogni giorno cerchiamo di seguire! Ognuno di noi infatti ha i propri ruoli, ma spesso questi si intrecciano e si confrontano per dar vita a progetti sempre diversi.

Ogni nostro prodotto è appunto un “progetto”. Le nuove birre possono nascere infatti per esigenze di mercato, o per l’estro dei birrai, o per sperimentare e divertirci, oppure per la forte spinta a volere collaborare con altri produttori della zona.

La scelta degli ingredienti gioca sempre un ruolo fondamentale e in molte delle nostre birre vengono utilizzati prodotti del territorio come il grano saraceno, il miele, le castagne o le uve rosse e bianche per le nostre Italian Grape Ale. Questo forte legame con il territorio lo si ritrova poi anche nei nomi delle birre in dialetto “laghee” (del lago).

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Che tipo di birre producete? A cosa vi ispirate?

Il Birrificio Artigianale Dulac offre un’ampia varietà di stili di birra, contando ad oggi 18 tipologie differenti! Molte di esse sono ispirate al territorio che ci circonda, sia per gli ingredienti utilizzati, ovvero quelli offerti dal territorio come nel caso de La Bianchina, La Durada, La Maron, La Murusa, La Desiderada.

In altri casi l’ispirazione deriva da ciò che rappresentano, come uno stato d’animo (emblematica la nostra La Renna Ciuca, birra natalizia che suscita allegria)

In alcuni casi le birre sono invece ispirate dalla situazione tipica di consumo, come La Casciaball, la Tel Chi, la Ciapa Fià o la Ghe Sem.

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Quali sono i tuoi piani per il futuro e come vedi la situazione dei birrifici in Italia oggi?

I miei piani per il futu ro prevedono di continuare a sviluppare l’attività del nostro birrificio sulla scia di quello che abbiamo fatto in questi primi anni, continuando a collaborare con le aziende agricole e le associazioni del territorio con l’obiettivo di arricchirsi sempre di nuove esperienze che diano vita a prodotti interessanti e di qualità.

Credo che il nostro approccio, mosso sempre dalla passione per la qualità, sia simile a quello di molti altri birrifici italiani, e proprio questo è ciò che li ha resi quello che sono e che ha fatto sviluppare considerevolmente negli ultimi vent’anni il mondo della birra artigianale in Italia. Vedo infatti un futuro carico di innovazione e ricerca.

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Come donna, ti senti avvantaggiata o svantaggiata nel fare il tuo lavoro?

Penso che il mondo della birra sia ancora prettamente di stampo maschile e lavorare in questo ambito presenta sia vantaggi che svantaggi, ma negli ultimi anni ho notato che il ruolo della donna stia mutando in meglio, grazie anche al supporto di associazioni come l’Associazione le donne della birra di cui faccio parte. Un’associazione che si prodiga per valorizzare gli aspetti tipicamente femminili all’interno del mondo birrario e sostiene le proprie associate, sempre più numerose, proponendo collaborazioni e workshop volti a far emergere le donne impiegate nel settore, oltre che a rivolgersi alle appassionate.

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Infine, qual è la tua birra preferita e perché?

Penso che ogni birra abbia “Il suo momento” ideale per essere consumata. Credo infatti che a seconda dello stato d’animo in cui ci si trova o della compagnia, può esserci una birra più o meno adatta. In alcuni casi ci vuole qualcosa di fresco e leggero, in altri si sente il bisogno di qualcosa di più intenso.

Personalmente una birra decisa, di buon corpo e di ispirazione belga è sempre un ottimo compromesso!

 

Maggior info: www.birradulac.it

 

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Info autore

Lina Zadorojneac

Nata in Moldavia, mi sono trasferita definitivamente in Italia per amore nel 2008. Nel 2010 e 2012 sono arrivati i miei due figli, le gioie della mia vita: in questi anni ho progressivamente scoperto questo paese, di cui mi sono perdutamente infatuata. Da subito il cibo italiano mi ha conquistato con le sue svariate sfaccettature, ho scoperto e continuo a scoprire ricette e sapori prima totalmente sconosciuti. Questo mi ha portato a cambiare anche il modo di pensare: il cibo non è solo una necessità, ma un piacere da condividere con la mia famiglia e gli amici. Laureata in giurisprudenza, diritto internazionale e amministrazione pubblica, un master in scienze politiche, oggi mi sono di nuovo messa in gioco e sono al secondo e ultimo anno del corso ITS Gastronomo a Torino, corso ricco di materie interessanti e con numerosi incontri con aziende produttrici del territorio e professionisti del settore. Il corso ha come obiettivo la formazione di una nuova figura sul mercato di oggi: il tecnico superiore per il controllo, la valorizzazione e il marketing delle produzioni agrarie e agro-alimentari. Così ho iniziato a scrivere per il Giornale della Birra, occasione stimolante per far crescere la mia professionalità.