Numero 29/2018

18 Luglio 2018

Grande festa per i 18 anni di Hop! Un”dietro al bancone” tutto al femminile!

Grande festa per i 18 anni di Hop! Un”dietro al bancone” tutto al femminile!

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Ottime birre artigianali, una grande conoscenza del mondo brassicolo italiano, tanta simpatia e personale tutto al femminile. Sono questi gli ingredienti che da 18 anni contraddistinguono Hop: Solo Birra Artigianale in Viale Regina Margherita 16 a Milano, da sempre un punto di riferimento nel capoluogo lombardo per gli amanti della birra artigianale.

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Sara, Erika, e tutto il personale femminile lo scorso 7 luglio hanno festeggiato il compleanno del locale con una grande festa. L’evento è stata l’occasione per fare due chiacchiere con Sara Bedogni che, in esclusiva al Giornale della Birra, ha ripercorso i 18 anni di storia del locale, caratterizzati da sacrifici, successi e una passione smisurata per la birra.

Avete compiuto 18 anni. E’ un grande risultato. Per quale motivo secondo te la gente continua a venire da voi?

“Resistiamo; più la gente conosce la birra e più pub aprono. Però in realtà i locali, quelli storici, hanno un seguito che è diverso e che continua anche dopo tanti anni. Sicuramente siamo stati i primi a Milano e tra i primi in Italia a vendere le birre di tutti i birrifici. Il locale lo abbiamo aperto io e mio marito, che è il birraio del Birrificio Lambrate. Poi, lui aveva troppo lavoro e si è dedicato esclusivamente al Lambrate e io sono rimasta qui con mia sorella Erika. All’inizio a livello di birrifici c’erano appunto solo il Lambrate, Baladin, il Birrificio italiano e poco altro. Quando sono iniziati a nascere nuovi birrifici abbiamo cominciato ad ampliare l’offerta. Adesso ce ne sono un sacco; tanti che lavorano bene e altri un pochino meno. Alla fine, a dire la verità è anche difficile mettere delle birre che stanno in concorrenza con quelle del Lambrate che sono beverine ed equilibrate”.

 

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Dal tuo punto di vista di Publican, come vedi lo scenario attuale della birra artigianale?

Secondo me come offerta siamo sicuramente al picco perché ci sono un mucchio di birrifici, sono tantissimi, quindi l’offerta è enorme e il prezzo dei birrifici più famosi, che non vuol dire buoni, sale mentre il prezzo di quelli che si devono difendere – e quindi cercare di conquistare un po’ di mercato -scende . Il Publican ha tanta offerta da valutare però prima occorrere essere preparati, sapere scegliere e onestamente dopo quasi vent’anni di attività penso di essere in grado di fare selezione . L’offerta ormai è enorme, ogni settimana mi arrivano messaggi e mi contattano birrifici nuovi. Ci sono quasi più birrifici che clienti”.

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Sei soddisfatta di questi 18 anni?

“La concorrenza è spietata. Il mercato è saturo , ma io sono contenta perché a Milano sono stata la prima ad aver venduto birra di tanti birrifici. Sicuramente ho una cultura birraria che magari non tutti hanno. Penso anche che la gente venga qui per il locale e per il personale. In questi 18 anni devo dire che il nostro lavoro è rimasto sempre uguale;  eravamo i primi e ora che  siamo in tanti noi continuiamo a tenere”.

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Diciotto anni sono passati, quanti altri ce ne saranno ancora?

“Se ne abbiamo fatto 18 così, credo che ne faremo sicuramente altri 18. E’ comunque un lavoro duro. La vita del Publican è difficile”.

 

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Il personale è tutto al femminile, come mai?

“Ho scelto di lavorare solo con donne e  gran parte della ragazze sono con me da 8-9-10 anni. Magari vanno a fare altri lavori ma poi tornano. Trovare un posto di lavoro etico è difficile e noi  siamo una sorta di famiglia. Ci sono tante ragazze che sono andate per altre strade e poi, anche per affetto, tornano.  Io, poi, per la mia personalità mi trovo meglio con donne. Secondo me sono piu’ efficienti, equilibrate e organizzate. Ovviamente se si rispetta l’equilibrio tra le personalità”.

 

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