Numero 52/2020

21 Dicembre 2020

Natale… toscano!

Natale… toscano!

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Era una notte buia e tempestosa…Così iniziavano tutti i romanzi di Snoopy e così inizia anche questo mio articolo visto che sto scrivendo durante una notte insonne, flagellata da un’incessante tempesta tardo autunnale. Dopo questo breve e poco birraio incipit, anche in Toscana è arrivato il Natale!
Potevamo essere esclusi dalla passerella delle birre natalizie? Assolutamente no!
Per onestà intellettuale devo avvisarvi che non sono riuscito a bere queste birre a causa degli spostamenti non concessi, ma mi sono affidato ai vari birrai, che me le hanno descritte minuziosamente e mentre scrivo posso solo attingere da due calendari dell’Avvento Birrai, con i quali mi sto deliziando.

 

 

Piccolo Birrificio Clandestino & Hop GP – Liquid Treasure
La prima birra che vado a presentarVi è stata scelta per due motivi principali: una motivazione tecnica in quanto brassata con mash reiterato, (metodologia di ammostamento che mi affascina alquanto), ed una motivazione “sentimentale” in quanto la cotta è stata prodotta dal Piccolo Birrificio Clandestino di Livorno in collaborazione con Hop(peration) Good Beer, che è un gruppo di amanti del panorama brassicolo toscano, ma anche nazionale del quale sono appassionato sostenitore.
È proprio Alessandro Schembri, uno dei soci fondatori a descriverci la birra:
“Aspetto bellissimo, facilitato anche dal bicchiere che è panciuto e stringe molto per favorire l’accumulo di schiuma.
Al naso la parte del cocco esce prepotente, miscelandosi agli aromi della vaniglia che danno quasi una sensazione di frutta con la panna. La parte scura dei malti rimane timida tra queste componenti uscendo solo una volta scaldata.
In bocca è mediamente corposa con il torrefatto e il cacao amaro che iniziano il sorso, poi si percepisce il cocco che comanda i toni della bevuta.”

Podere la Berta – Galaverna

Podere la Berta è un birrificio artigianale di Castelnuovo Berardenga, in provincia di Siena, che unisce Toscana e Romagna, per riscoprire i grandi stili birrari classici e allo stesso tempo ricercare le nuove tendenze, senza dimenticare la profonda cultura agricola e vitivinicola dei territori da cui provengono. La loro proposta è la Galaverna, che i Birrai Marco Mignola e Davide Calfa descrivono così:
“La Galaverna è una birra ispirata dallo stile belga Kerst. Per quanto riguarda la base viene utilizzata quella della loro Dubbel, tipica delle “birre dell’abbazia” con un colore brunastro (tonaca di monaco), buon corpo e alcol. Al naso e in bocca sono presenti note leggermente caramellate e profumi di frutta bianca, sentori speziati con note di melegueta (grani del paradiso, nda) e pepe, che si confondono in bocca con il bergamotto e la vaniglia.
Un panettone liquido caldo e avvolgente, come la vigilia di Natale!

 

Bruton – St.renna di Natale
Passiamo al Birrificio principale di Lucca,Bruton!
Come consuetudine anche quest’anno è uscita la St. Renna, che i ragazzi del birrificio descrivono così:
“Per la nostra bière de Noel, un gioco di parole. St. Renna infatti può essere letto come un’unica parola, “strenna”, ovvero il dono che si fa a parenti e amici durante le festività natalizie o come “st. renna”, suggerendo l’idea che sia la birra delle renne, comunemente associate al concetto di Natale.
Birra speciale ambrata, ispirata alle birre di Natale della tradizione belga. Prodotta con aggiunta di spezie, è una birra alcolica ma dalla facile beva, con sensazioni vinose ed esotiche e profumi di bacche rosse sotto spirito e malto. Ideale per accompagnarvi nelle fredde notti invernali.
Si accompagna perfettamente a dolci della tradizione natalizia, pasticceria e frutta secca, ma può essere bevuta anche sola, nel dopo cena.
Da notare, che questa birra è stata premiata allo Slow food 2017.

 

Birrificio la Diana – Piccarda

Il Birrificio La Diana è un birrificio di Siena, che per questo Natale ci propone la Piccarda, ne abbiamo parlato col Birraio Dario Perondi.
La Piccardaè una birra doppio malto invernale, aromatizzata con Panpepato del panificio “Il Magnifico” e aghi di abete rosso (picea abiens).
Discretamente amara con luppoli inglesi e americani, l’aggiunta di panpepato le da un sapore di frutta candita e pepe nel finale, mentre gli aghi di abete donano una nota balsamica e agrumata; il luppolo è molto presente nel finale. Schiuma bianca, corpo pieno, carbonazione media.
Abbinabile a formaggi molto stagionati o piccanti, secondi piatti di selvaggina e dolci quali torte di frutta, crostate, dolci della tradizione, Panpepato.”

 

Brasseria della fonte-Notte di Natale

Se la liquid treasure del PCB è stata scelta per la tecnica del mash reiterato, la Notte di Natale merita di essere citata per altre due tecniche di produzione utilizzate che la rendono estremamente interessante, il long boiling e il ripasso in botti di Bourbon.
Il Birraio Samuele Cesaroni la descrive così:
“LaNotte di Natale è una Imperial Stout maturata in botti di Bourbon uscita dal nostro birrificio da tempo quasi immemore.
Si tratta di una poderosa birra scura brassata più di 13 mesi fa sulla base di una ricetta consolidata nel tempo, composta da malto Pils, fiocchi d’Avena e Avena maltata con aggiunte di Crystal T50, DRC e una valanga di malti tostati. Durante il processo produttivo sono state effettuate aggiunte di sciroppo d’Acero in dosi quasi oscene, soprattutto durante la bollitura, che in questa birra ha superato le 5 ore.
Una volta fermentata con ceppo di lievito neutro è stata trasferita in botti di Maker’s Mark e Four Roses Bourbon, dove ha riposato per oltre 12 mesi, prima di essere confezionata su un letto di fave di cacao tostate e cannella di Zanzibar.
Le note con cui si presenta all’assaggio stanno in equilibrio tra loro senza che una prevalga sull’altra: questo era il mio focus principale e la potenza con cui si esprimono è il risultato della qualità degli ingredienti stessi. Alla base, il distillato con aromi caldi e dolci di vaniglia e legno tostato, amplifica l’aroma di cacao, cioccolato al latte, sciroppo d’acero scuro e sullo sfondo una spolverata di cannella fresca.
Il gusto è dolce e festivo, fortemente caratterizzato dal cacao, dal passaggio in botte e, soprattutto dallo sciroppo d’acero Extra Dark. Il tenore alcolico di 11,2% chiude in un sorso pieno e morbido, vellutato e con un residuo zuccherino notevole.
E’ una birra che consiglio di bere fresca, entro i 90 giorni dall’imbottigliamento per dar modo alle spezie di rimanere al massimo della loro freschezza. Nella speranza che sia gradita a tutti coloro che l’hanno già acquistata, ricordo di conservarla allo stesso modo con cui conservereste una birra luppolata o una lager.”.

Chianti Brew Fighters-La Bestemmia di Natale
Chianti brew fighters, è un birrificio di Pieve in Chianti, zona nota soprattutto per il vino, dove loro stanno emergendo controcorrente sfornando una delizia dopo l’altra.
Nata sulla base de La Bestemmia, la nostra birra natalizia di quest’anno è una strong ale di ispirazione belga, che arricchisce la ricetta originale rinnovandosi nella speziatura: una ricca miscela di spezie balsamiche tipiche dei “pepini” (o “cavallucci” – dolci tipici senesi), più cedro e arancia canditi. La speziatura si manifesta evidente nei profumi e nel gusto; la secchezza e il taglio leggermente amaro vanno a “sfidare” il calore alcolico. (alc. 8,7% vol. – 35 IBU). Viene prodotta ogni anno in 350 magnum da 1,5 litri, numerate e confezionate in scatola singola ed in fusti.

 

Birrificio del Forte Cintura d’Orione

La Cintura d’Orione è una Belgian Dark Strong Ale stagionale (esce in inverno, pensata anche, ma non solo, come natalizia), ogni anno viene brassata con miele, ogni anno una diversa varietà. Per l’edizione 2020 si è scelto quello di marruca che aggiunge agli aromi di base della birra, assai caldi (biscotto, datteri, uvetta sotto spirito), una serie di freschezze dunali (ginepro), resinose (sandalo) e balsamiche (finocchio selvatico).

L’abbinamento proposto è con quello che probabilmente il più noto tra i formaggi tipici della Versilia, lo scoppolato. Ma non è tutto: la bevuta, con la sua bollicina e la sua alcolicità (10 i gradi), opererà in pulizia sulla massa grassa del formaggio, alleggerendo il palato e incoraggiandolo a proseguire: ancora un morso, ancora un sorso, grazie…

Sperando che questa rassegna sia riuscita a incuriosirVi perlomeno la metà di quanto lo ha fatto con me vi auguro Buon Natale! Cheers!

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Info autore

Antonio Baselice

Nato a Pisa nel 1990, di mestiere progettista meccanico, Homebrewer dal 2013.
Dopo aver sperimentato produzioni con pentole tradizionali e con sistemi AIO, al momento sta brassando micro cotte in BIAB per spingere al massimo la sperimentazione.
Da anni collabora con l’associazione cultural brassico locale e ha avuto modo di collaborare con birrifici locali sai durante le cotte che durante fiere locali e nazionali.
Amante di tutto quello che riguarda il mondo brassicolo, dalla coltivazione delle materie prime, alle produzioni casalinghe e artigianali e alle bevute, ultimamente si è appassionato in maniera più radicata sui lieviti, sul loro riutilizzo e sulla costruzione di un gruppo locale di “scambio” al fine di consentire agli homebrewers, e a se stesso, di accrescere la conoscenza su questo ingrediente.