Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana
9 febbraio 2015

Il nuovo Corso di laurea in Tecnologie birrarie: l’intervista al prof. Fantozzi

Il nuovo Corso di laurea in Tecnologie birrarie: l’intervista al prof. Fantozzi

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Un grande passo avanti per la birra italiana: a partire dall’anno accademico 2015 – 2016 l’Ateneo di Perugia avvierà il nuovo Corso di laurea triennale in Tecnologie birrarie. Un’offerta formativa tecnico-scientifica di elevato livello qualitativo per rispondere alla crescente esigenza di personale specializzato da parte del settore birrario nazionale,  che prende spunto dalle altre realtà accademiche già operanti nei paesi birrari tradizionali come Germania ed Inghilterra.

Enciclopedia e giornaledellabirra.it ha intervistato il prof. Paolo Fantozzi, referente per il corso di laurea in Tecnologie Birrarie e Direttore del CERB (Centro di Eccellenza per la Ricerca sulla Birra, sempre dell’Ateneo di Perugia).

 

Il prof. Paolo Fantozzi, Direttore del CERB e referente del Corso di laurea.

Quali obiettivi di formazione si propone il nuovo Corso di Laurea in Tecnologie birrarie? Quali competenze professionali saranno fornite agli studenti e quali le prospettive di inserimento nel settore delle birre industriali ed artigianali?
Il corso ha l’obiettivo di formare tecnologi alimentari specializzati nel campo della produzione di malto e birra, e di altri operatori che nella filiera si potranno occupare di aspetti tecnici connessi, come il controllo di qualità o la produzione di materie prime.
Il primo anno è dedicato all’apprendimento delle nozioni di base, è comune a tutti gli indirizzi del Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie Agro-alimentari e prevede esami di biologia, fisica, chimica, matematica e statistica. Nel secondo anno e nel terzo invece si entra nel mondo della birra, dal campo (con corsi dedicati di agronomia, coltivazione e difesa delle colture) per arrivare al funzionamento delle attrezzature presenti nell’impianto produttivo e quindi a corsi specifici di microbiologia, analisi e tecnologia maltaria e birraria, per finire con economia e marketing e gestione della qualità della birra. Ciò grazie anche alla collaborazione di tecnici professionisti di Assobirra (Associazione degli Industriali della Birra e del Malto).
Questo corso potrà dare ai nostri studenti delle reali prospettive occupazionali, nelle grandi aziende come nelle piccole realtà artigianali. Oggi, in tanti stanno provando a fare della birra il proprio lavoro, come già dimostrato dal successo della altre attività di formazione erogate presso il nostro Ateneo, sia con il master universitario di primo livello in Tecnologie Birrarie, che i numerosi corsi professionali erogati dal CERB.

 

Una istantanea dei corsi tecnico-pratici tenuti presso il CERB.

 

Oltre alle competenze in merito al processo di fabbricazione della birra, saranno fornite anche nozioni relative alla produzione delle materie prime (orzo, luppolo), con particolare riferimento alla filiera agricola?
Al secondo anno del corso di studi sono previsti due nuovi e specifici insegnamenti per la coltivazione dell’orzo da birra, di altri cereali e di altre materie prime amidacee che stanno riscuotendo successo tecnologico e commerciale nella produzione delle birre artigianali. Saranno inoltre dedicati approfondimenti al luppolo.

Quali esperienze pratiche (tirocini in aziende, attività di laboratorio) arricchiranno la formazione degli studenti durante il percorso di studio? Saranno previsti dei collegamenti formativi con analoghe realtà straniere?
È previsto un tirocinio pratico applicativo che dura alcuni mesi e che gli studenti possono svolgere o all’interno del CERB o nelle aziende convenzionate con l’Università, scelte tra quelle, grandi e piccole, associate ad Assobirra. Sono inoltre possibili collegamenti con altre Università e Enti di Ricerca stranieri con le quali già collaboriamo a livello scientifico e didattico (Weihenstephan , Ghent, Nottingham, Copenhagen, Campden BRI).

 

La sede del CERB di Perugia.

 

Al termine del percorso di studi triennale, il laureato potrà proseguire la propria  specializzazione nel settore, frequentando ulteriori corsi accademici (laurea magistrale, master) presso il vostro Ateneo?
Già dall’anno accademico 2008/2009 è attivo presso l’Ateneo di Perugia il Master universitario di primo livello in Tecnologie Birrarie, primo percorso accademico italiano interamente dedicato alla birra. Esso è arrivato oramai alla sua quarta edizione ed ha oramai proposto sul mercato del lavoro in ambito birraio figure che hanno trovato collocamento presso le più importanti strutture produttive industriali ed artigianali italiane, grazie ad un percorso ulteriormente vocato, rispetto al corso di laurea in tecnologie birrarie ed alla collaborazione con i maggiori esperti italiani ed europei nell’ambito birraio. In quel caso lo stage obbligatorio di 4 mesi rappresenta un’ulteriore opportunità di far incontrare i formandi con il mondo del lavoro.

 

L’impianto pilota per le esercitazioni e le sperimentazioni.

 

Infine, alcuni quesiti molto pratici di sicuro interesse per le future matricole: il corso sarà a numero chiuso? Sarà previsto un test di ingresso di selezione? Quando sarà possibile iscriversi? Quali le caratteristiche della vostra Università più apprezzate dagli attuali studenti dei corsi afferenti al settore delle Tecnologie alimentari?
Non è previsto attualmente il numero chiuso.
Non è previsto un test di ingresso e le modalità di iscrizione sono quelle già normalmente previste dai corsi di laurea del nostro Ateneo; quindi nei prossimi mesi sarà pubblicato il manifesto degli studi dell’Ateneo che includerà nell’offerta anche questo corso.
L’Ateneo di Perugia, ed in particolare i corsi di laurea erogati dalla ex Facoltà di Agraria di Perugia (oggi Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari ed Ambientali) destano interesse in ambito nazionale per le rinomate eccellenze che nei decenni si sono sviluppate storicamente presso questo Ateneo e che sono dimostrate anche dagli ottimi livelli ottenuti nelle classifiche nazionali rispetto agli altri Atenei e Facoltà. In particolare, il corso di laurea in Scienze e Tecnologie Agroalimentari e la laurea magistrale in Tecnologie e Biotecnologie degli Alimenti riscuotono oramai interesse da circa 15 anni permettendo una notevole ricaduta occupazionale nel settore agroalimentare, con studenti che già stanno occupando posizioni di rilievo, anche in aziende leader del settore.

Massimo Prandi
Info autore

Massimo Prandi

Un Albese cresciuto tra i tini di fermentazione di vino, birra e… non solo! Sono enologo e tecnologo alimentare, più per vocazione che per professione. Amo lavorare nelle cantine, sperimentare nuove possibilità, insegnare (ad oggi sono docente al corso “Mastro birraio” di Torino) e comunicare con passione e rigore scientifico tutto ciò che riguarda il mio lavoro. Grazie ad un po’ di gavetta e qualche delusione nella divulgazione sul web, ma soprattutto alla comune passione e dedizione di tanti amici che amano la birra, ho gettato le basi per far nascere e crescere questo portale. Non posso descrivere quante soddisfazioni mi dona! Ma non solo, da qualche mese ho avviato un mio blog dedicato al vino
www.enologoin500.it, nel quale racconto dei vini, delle cantine e dei magnifici luoghi di Langhe e Roero, in cui ho il privilegio di vivere, in compagnia della mia vecchia Fiat 500 L gialla!