Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 31/2017

2 agosto 2017

Passione Birra – Christian Bertoni: “Fare birra è esprimere se stessi”

Passione Birra – Christian Bertoni: “Fare birra è esprimere se stessi”


 

Qual’è la “filiera di persone” che fanno parte di questo mondo?
Tempo fa ho fatto alcune domande ad un mastrobirraio, cioè chi di fatto produce la bevanda che tanto amiamo.
Una volta pronta però cosa sappiamo di ciò che stiamo per bere?
Chi la accompagna per mano fino ai pub e chi è che ci consiglia cosa consumare?
Questa la definirei una serie di chiacchierate con amici che appartengono al mondo birrario.
Stessa passione, ma ruoli diversi.
Il primo è Chris, all’anagrafe Christian Bertoni, cofondatore e socio di una Beer Firm e di un Pub che serve birra artigianale, sia di produzione propria che di terzi (nello specifico Birraio BiFor birra, Birra Forlì e socio dell’omonimo brewpub).

 

Dove e quando è nata la tua passione per la birra artigianale?
La passione per la birra l’ho sempre avuta, la passione per la birra artigianale, invece, è nata in seguito a problemi di reflusso gastrico: alcol e bollicine erano allora mal tollerati dal mio stomaco, pensai quindi che avrei potuto aggirare il problema facendo ricorso a “quelle birre” non gassate e di basso tenore alcolico che bevevo con enorme gusto quando andavo in Inghilterra: le cosiddette “Bitter”. All’ epoca la birra artigianale non era di così facile reperibilità dalle mie parti, percui decisi di iniziare a farmela in casa.

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Una domanda d’obbligo che faccio sempre: che significato ha per te la parola Birra?
Birra è innanzitutto passione, è un piacere da condividere con amici senza alcuna barriera di natura sociale, è condivisione di percezioni, andeddoti ed esperienze.

 

Birrifici artigianali, beerfirm, brewpub, beershop e beerbusiness… che significato o valore dai a questi soggetti?
Credo che significato e valore non dipendano tanto dalla natura del soggetto, quanto dall’ impulso che lo ha spinto a concretizzarsi: a mio avviso qualsiasi formula può avere un senso, purchè sia figlia della passione e non di un mero fiuto per il business. Purtroppo molti soggetti si sono affacciati sul mercato a caccia dei profitti che un settore in crescita come quello della birra artigianale può dare. Bisogna fare attenzione a distinguere chi fa qualità da chi fa business, ed educare i meno esperti a fare altrettanto.

 

L’interesse per la birra artigianale è in costante aumento, ma ad oggi quanta conoscenza hai riscontrato nei consumatori per questo argomento?
Per quanto ho potuto riscontrare nella zona in cui vivo, la conoscenza del prodotto è ancora poco diffusa, meno di quanto pensassi quando ho maturato la scelta di aprire il Pub. Sono sicuro che la birra artigianale abbia un grosso potenziale, e che in pochi ancora la conoscano per come è realmente. Nel nostro piccolo cerchiamo di far scoprire al consumatore cose speciali e gradevoli delle quali ancora ignora l’esistenza.

 

Com’è il tuo rapporto con le persone che bevono birra artigianale da sempre e quelli che la bevono invece per la prima volta?
Con i primi un vivace scambio di idee e opinioni, con gli altri dialoghi introduttivi, cercando di stimolare in loro la curiosità ed aprire la mente a nuovi profumi e sapori.

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Fare cultura birraria cosa significa?
Significa far scoprire alla gente le varie sfumature che la birra può avere. Significa capire chi hai di fronte e cosa potrebbe stupirlo piacevolmente, proporgli un’ esperienza raccontandogli un prodotto per come è e per come lo vede il sottoscritto, il tutto senza avere la pretesa che questo sia per forza di suo gradimento, almeno nell’ immediato. A me è capitato infatti che certi stili che trovavo inizialmente ostici, siano risultati essere poi tra i miei preferiti, magari dopo averli riassaggiati più e più volte.

 

Un evento brassicolo al quale non si può mancare…
Eh bella domanda… Il mio preferito in quanto selezione è forse Eurhop, come evento di nicchia dico senza dubbio l’Arrogant Sour Festival, ma vuoi per questioni di cuore essendo il primo evento importante al quale sono andato, vuoi per la location bucolica nella quale amo perdermi ogni anno, vuoi perché trovo sia il festival con il più forte legame con la tradizione, pur non trascurando affatto l’ innovazione, dico Villaggio della Birra.

 

Una cosa assolutamente da non fare o da non dire se ami la birra?
Il peccato da non fare è senza dubbio bere Birra industriale! Per quanto riguarda il non dire, invece, salvo eclatanti difetti preferisco un “non è di mio gusto” ad un “non è buona”-

 

Una birra da provare una volta nella vita e perchè?
Senza dubbio un Lambìc. Si tratta infatti di un tuffo nel passato, è l’ unico esempio arrivato ai giorni nostri di come erano le bevande alcoliche prima che il progresso ne modificasse le qualità organolettiche. Trovo che berne uno nel Birrificio/Museo di Cantillon in centro a Bruxelles sia un’ esperienza che non ha prezzo.

 

Ho sete adesso. Cosa bevo oggi?
Dipende dalle stagioni, dall’ umore, dallo stato fisico, dai momenti ecc… ho la fortuna di essere pressochè onnivoro in fatto di birra e posso vantare quindi un ampia scelta dalla quale attingere, il tutto senza dimenticare che non è il cervello che sceglie, ma la pancia (cit. una cara amica nonchè insegnante di yoga).

 

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C’è un personaggio del mondo della birra che ammiri?
Sebbene in qualche occasione sia stato un poco sopra le righe, voto Schigi. Un po’ perché mi divertono i personaggi irriverenti, un pò perché è Juventino come me, ma soprattutto lo ammiro per le sue birre, che a prescindere dal grado alcolico esibiscono un mix unico di freschezza, intensità e bevibilità.

 

Qual è il peggior difetto dei birrai italiani? E delle birre italiane?
Trovo ci sia da lavorare un poco sulla costanza qualitativa del prodotto, pur riconoscendo però che si son fatti parecchi passi avanti in tal senso.

 

Se vuoi dirlo… chi o cosa non sopporti del panorama birrario?
Credo che in certi casi (pochi fortunatamente) un po’ più di umiltà non guasterebbe, e non parlo di soli birrai.

 

Cosa pensi ci sia ancora da fare per la birra artigianale italiana?
Di cose da fare ce ne sono diverse, una su tutte il consolidamento a livello legislativo, unito a qualche sforzo per alleggerire la pressione fiscale rendendo competitivo un prodotto capace di creare nuovi posti di lavoro ed esportare all’ estero. Fortunatamente ci sono associazioni di categoria che da tempo si battono per tutto ciò.
Credo inoltre che ci sia un buon margine per aumentare il bacino di utenza, e sta a noi del settore l’ esser bravi a divulgarne il verbo.

 

La domanda a cui desideresti rispondere?
Formula Marzulliana tipo “fatti una domanda e datti una risposta”, e visto che amavo guardare “Sottovoce” nelle mie notti insonni, non posso di certo tirarmi indietro… Perché tra i tanti hobby ho scelto proprio la birra? Perché tra i vari che ho sperimentato è quello in assoluto che di più mi ha fatto sentire realizzato. Attraverso la birra ho trovato un modo per eprimere me stesso, la mia creatività ed il mio gusto.

 

Ti stancherai mai della birra?
Sarebbe retorico e forse superficiale rispondere con un secco “no”. Penso che il segreto nel mio caso stia nel mantenere le giuste distanze tra passione e professione, fatto questo credo che la birra, da sola, abbia tutte le carte in regola per non farmi mai stancare di se.

 

C’è ancora grande necessità di educare l’opinione pubblica generale che non solo non conosce i prodotti dei microbirrifici, ma nel suo relazionarsi alla birra è ancora schiava di preconcetti a dir poco imbarazzanti. Ci sono persone che lo fanno tutti i giorni perché sono accomunati da un unico sentimento, l’amore per la birra artigianale.
Chris è uno di loro e, quindi, da parte di noi appassionati di birra è doveroso un grande GRAZIE.

Maggiori informazioni: www.biforbirra.it

Piero Garoia
Info autore

Piero Garoia

Sono nato nel lontano millenovecentosess… il secolo scorso, a Forlimpopoli, paese natale di Pellegrino Artusi padre della cucina italiana.
Appassionato di musica, cinema, grafica e amante della fotografia.
La passione per la Birra Artigianale nasce tra gli scaffali di una libreria sfogliando un piccolo manuale per fare la birra in casa.
I disastrosi tentativi di produrla mi hanno fatto capire che diventare homebrewer non era proprio la mia strada.
Ho scelto allora di gustare la birra con gli amici, tutti appassionati, “credenti” che artigianale sia significato di unicità e qualità.
Non sono un docente, nemmeno un esperto, ma ho un obiettivo, mantenere vivo un piccolo mondo romantico dove la cultura della birra sia sinonimo di valori, socializzazione e condivisione di esperienze.
Coltivo le mie conoscenze partecipando a eventi, degustazioni, incontri e collaboro con l’Unper100 un’associazione di homebrewer forlivesi.
Mi affascina il passato delle persone, ascoltare le loro storie e capire come vivono le loro passioni.
Gestisco anche un mio blog semiserio www.etilio.it e mi piace pensare che questo possa contribuire a “convertire” più persone possibili al pensiero che “artigianale è meglio”.
Ho ancora tanti sogni nel cassetto e altrettanta voglia di concretizzarli.
Far parte del “Giornale della Birra” cosa significa? Vuol dire avere l’opportunità di comunicare a molte più persone quello che penso e mi appassiona.