Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 47/2017

22 novembre 2017

Quando un sogno passa attraverso la beerfirm: Matteo Pellis si racconta…

Quando un sogno passa attraverso la beerfirm: Matteo Pellis si racconta…


 

Matteo Pellis è il classico esempio di chi vuole intraprendere un determinato percorso, idee e concetti chiari sono il suo forte per ingrandirsi nel tempo. Attuamente Beerfirm, un domani con il progetto di diventare birrificio indipendente!

Abbiamo incontrato Matteo, per scoprire meglio le sue birre ed i suoi sogni birrari!

 

Matteo, come nasce Filodilana LABORATORIO BIRRARIO ?

Nasce dalla volontà di mettersi in gioco ed avere riscontri da più persone dopo la bellezza di sette anni di cotte casalinghe che svolgo con un grandissimo amico che si chiama Alberto Bodritti con il quale, un  po’ per gioco e un po’ per sfida ho iniziato a studiare sperimentando nel mondo della birra artigianale.

 

Filodolana : il nome da cosa deriva ?

Nasce dalle produzioni fatte in casa da homebrewer, nelle quali in modo scherzoso le etichette raffiguravano immagini di pecore in varie versioni…Filodilana inizia proprio da questo acquistando ulteriori significati importanti, ovvero : è un’ omaggio al territorio di Chieri ( TO ) da sempre conosciuto per l’artigianato tessile. Un’altro valore importante legato alla scelta del nome è la volontà di utilizzare nelle ricette della gamma differenti ingredienti del territorio.

 

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A proposito di ingredienti locali, quali utilizzi maggiormente  ?

Produco due Italian Grape Ale con vitigni tipici del Piemonte: La Fuori da gregge che prevede l’impiego di uva Arneis mentre la Fuori dal gregge #2 è prodotta con  uva Nebbiolo del Roero.  Poi c’è Quattro pere che è una Belgian Quadrupel con aggiunta di pere martin sec, tipica tipologia della mia regione. Infine è nata la Peura Neira, Imperial Stout prodotta con caffè selezionato Vergnano.

Molto simpatica la nascita del nome ma noto che sono simpatici anche i nomi dati alle vare tipologie di birra. Questi ultimi, invece, come nascono ?

Generalmente parlando i nomi richiamano sempre le amate pecore…..faccio giusto qualche esempio : Peura neira in alcune zone del Piemonte significa pecora nera e Beeela richiama priprio il belato.

Cambiando discorso : Filodilana è una Beerfirm. Per chi non lo sa, cos’è nello specifico ?

Dopo aver parlato in modo scherzoso di pecore e territorio entriamo nel difficile. Dal mio punto di vista fare Beerfirm significa poter produrre le mie ricette presso un birrificio non di mia propietà potendomi concentrare solo ed esclusivamente su qualità e sperimentazione, questo porta a non avere problematiche tecniche riducendo al minimo i costi d’investimento iniziali. Ovvio che, anche se produco conto terzi,  ringrazio e ringrazierò sempre mia moglie che si chiama Diana Vergnano perché in questo percorso è senza dubbio la persona più vicina.

 

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Problematiche tecniche, ovvero ?

In primis il dover aprire un laboratorio decisamente costoso, mentre in secondo luogo il dover rispettare tutta una serie di normative legate alla produzione e agli aspetti burocratici. In pratica, avere una Beerfirm si traduce nel commerciare all’ingrosso e al dettaglio le birre su mia ricetta prodotte da terzi, nel mio caso Birrificio Castagnero di Rosta ( TO )

Dato che lavori presso terzi, quali sono i vostri rapporti ?

La patnership con Castagnero, in particolare con il birraio Mattia, è basata sulla fiducia ( diventata anche amicizia ) e su uno scambio di aspetti produttivi molto proficuo. In pratica io porto la ricetta e insieme la affiniamo affinchè resti fedele anche su un’impianto di dimensioni diverse da casa…Quasi sempre il risultato ottenuto rispecchia le aspettative prefissate, mentre in pochissimi altri casi si necessita di qualche piccola correzione.

 

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Nella tua testa c’è l’idea di passare da Beerfirm a microbirrifio oppure altro ?

Sicuramente l’idea del birrificio non è imminente per le motivazione  già dette, non escludo però di affidarmi ad ulteriori piccole realtà produttive per aumentare i litri prodotti, che attualmente superano di poco i cento ettolitri. Un’idea a cui sto pensando seriamente è quella di aprire un locale per la mescita diretta dei miei prodotti ( Brewpub ) ai quali affiancare anche produzioni locali.

Tornando alle birre, secondo te in vista di un’ ipotetico Brewpub, quale potrebbe essere la tua birra che più ti rappresenterebbe ?

Senza ombra di dubbio una delle due Iga in quanto sono il frutto di lungo studio e tante vendemmie. Sono sicuramente il prodotto più particolare che può avvicinare un neofita al mondo della birra artigianale anche per i punti di contatto con il  buon vino. Invece, se guardiamo il lato commerciale secondo me la Luppolo Alberto, una APA mono Cascade. E’ la birra che attualmente riscuote maggior successo.

 

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Chi le volesse acquistare, dove le trova le birre Filodilana ? Hai un sito online o ti appoggi ai vari rivenditori ?

Attualmente la diffusione è locale : la provincia di Torino è quella più servita. A Chieri, la mia città, le roccaforti sono La cantina del convento, che è uno storico locale legato all’artigianale e che lavora molto con le mie bottiglie. Poi c’è La nave dei folli, che è una birreria nata da poco più di un anno che propone sempre tre mie birre a rotazione, in questo caso alla spina, sulle dodici vie disponibili. Per chi volesse comprarle on line consiglio di visitare il sito www.birrafilodilana.it dove troverete tutta la gamma.

Luciano Galea
Info autore

Luciano Galea

Un Torinese vocato alla birra: sono un homebrewer che produce birre ad alta fermentazione. Nel mio piccolo sto facendo grandi passi avanti in questo mondo che mi piace sempre di più. Gestisco la mia pagina su Facebook chiamata Brasseria CIVICOquattro2 e con lo stesso nome ho creato un profilo Instagram. Collaboro con Giornale della Birra per condividere le mie esperienze e la mia passione, credendo fermamente che prima di scrivere di questa bevanda sia necessario studiare tanto, ascoltare le altrui esperienze e degustare con attenzione e moderazione!