Numero 05/2021

2 Febbraio 2021

Ritual Lab: Grande Slam brassicolo!

Ritual Lab: Grande Slam brassicolo!

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Credit fotografici: Paolo Tosti

Ritual Lab è stato sicuramente il nome più chiacchierato nell’ultimo anno in Italia, e si appresta ad esserlo anche in questo 2021. E se per molti è un periodo decisamente difficile, il birrificio romano ricorderà con grande piacere invece questo 2020, in cui si è aggiudicato in successione i due premi più ambiti a livello nazionale. Un grande slam brassicolo davvero eccezionale.

Tutto questo segna solo un punto di partenza per Giovanni Faenza e tutto il team. Ce ne parla direttamente lui, “il birraio dell’anno”.

 

 

Giovanni, ti incalzo subito con una domanda classica: Come nasce Ritual Lab? Come sei arrivato fin qui?

Ritual Lab nasce come un gioco, una passione tra me e mio padre , nasce come laboratorio di produzione birra, troppo grande per essere una produzione casalinga ma troppo piccola per essere un vero e proprio birrificio; in pochi anni il gioco si è trasformato in lavoro senza che ce ne rendessimo conto, l’impianto di produzione e’ passato da 200 litri a 1200 ed infine a 2500 ma la voglia di fare qualità , di sperimentare ricette nuove e nuovi metodi produttivi è sempre la stessa.

 

Raccontaci la scelta del nome

 

Il nome viene dalla stanza in cui tutto ha avuto inizio e dove io e mio padre trasformavamo ogni cotta in veri e propri rituali , ci siamo sempre riconosciuti di più in un vero e proprio laboratorio più che in un birrificio e da qui il nome !

 

 

Vuoi presentarci il tuo staff?

Lo staff di Ritual è la vera arma segreta.

Siamo un birrificio familiare a tutti gli effetti, ogni membro della famiglia ricopre un ruolo ben preciso. In più ad affiancarmi in produzione ci sono due ragazzi molto talentuosi, che mi supportano e che ogni giorno portano avanti i principi di qualità e costanza che caratterizzano la filosofia Ritual.

 

 

Due premi uno dietro l’altro? Te lo aspettavi? Sensazioni?

Sinceramente di fare doppietta no! Anche se conosciamo le nostre potenzialità, e sappiamo che in quest’anno folle abbiamo davvero fatto i salti mortali sfornando da una parte nuove ricette e dall’altra confermando grandi classici sempre a livello.

 

 

Parlaci delle tue produzioni. Come nasce una birra di Ritual?

Siamo dei perfezionisti , a volte sfioriamo la maniacalità!

Il processo per la creazione di una nuova ricetta è complesso e a volte molto lungo.

Altre volte si tratta invece di un’illuminazione, di un abbaglio e magari in qualche giorno la ricetta è pronta. E non è detto che sia peggiore di quella a lungo ragionata!

La realtà è che una vera ricetta si fa lotto dopo lotto. Si aggiusta, si smussa, finché non si raggiunge l’equilibrio sperato.

 

Impossibile non parlarne… Papanero. A te la parola!

La Papanero è un mood più che una birra.

É un modo di intendere il mondo produttivo in maniera diversa, sicuramente lontano da quelle che sono le mie origini brassicole. Ma molto vicino a quello che per me rappresenta la figura del birraio moderno.

Birra esagerata, piena , ricca ,fantastica per l’evoluzione in legno, soprattutto se maturata in botti che hanno contenuto distillato in precedenza, una parola per riassumerla … Esperienza!

 

 

Come avete reagito al blocco Covid?

E’ stato ed è un periodo duro, molto difficile.

Ci siamo dovuti riorganizzare totalmente. In prima battuta abbiamo ampliato la bottaia e ci siamo dedicati a grandi birre per lo più destinate all’ invecchiamento.

In seguito abbiamo deciso di incrementare la vendita di bottiglie, aprendoci al commercio verso i privati oltre che ai locali.

In questo momento speriamo solo di tornare alla normalità il prima possibile.

 

Progetti per il futuro?

Il futuro è pieno di progetti. Stiamo attivando un piccolo birrificio sperimentale dedicato solamente a produzioni “sour”, dove finalmente potremo sbizzarrirci su sperimentazioni selvagge in un ambiente sicuro (lontano dal birrificio principale).

Inoltre nel 2021 prevediamo di ampliare ulteriormente la barrel room per arrivare a circa 60/70 barrique.

Infine speriamo di poter mettere su al più presto un vero e proprio laboratorio all’interno di Ritual, progetto ambizioso ed oneroso che passo dopo passo sta andando avanti.

 

Il futuro brassicolo artigianale italiano? Si è parlato tanto di GDO. Può essere una buona strada?

Sicuramente in futuro lo sarà!

Tra quanto? Sono convinto che seguiremo la scia americana con qualche anno di ritardo, forse qualche decade purtroppo.

Negli States, nei migliori super mercati, puoi trovare tranquillamente i più grandi marchi del paese e  in condizioni ottimali.

Tutto ciò a mio avviso dipende solo dal crescere del consumo pro capite di birra nel nostro paese, dato essenziale per rendere possibile, sostenibile e soprattutto qualitativo il mondo della GDO per il nostro comparto.

Ad oggi siamo ancora molto, molto lontani. Ma ci arriveremo…

 

 

Cosa vorresti assaggiare che ancora non hai avuto opportunità di provare?

Sicuramente qualche variante di “Xiaoyu” di Baladin che ancora mi manca!

Ne ho provate tante, ma qualche versione manca all’appello.

Per me uno dei più grandi prodotti a livello mondiale quando parliamo di birra, se così vogliamo definirla.

 

Salutiamo qui Giovanni e il mondo di Ritual, aspettando una visita non più solo virtuale.

 

Maggiori informazioni: Home Page – Ritual lab (ritual-lab.it)

 

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Daniele Bertozzi
Info autore

Daniele Bertozzi

Novarese, classe1981.
Un viaggio in Belgio per scoprire che la birra è molto di più di quello che trovi nei supermercati e che, a dire il vero, poco mi è sempre piaciuta (tranne rare occasioni…).
Cercavo emozione tra gli scaffali e non l’ho quasi mai trovata!
Ho vissuto come tanti colleghi il “rinascimento birraio italiano” che dà ancora oggi tante possibilità e soddisfazioni a livello personale e professionale.
La passione è sempre cresciuta costantemente tra eventi, formazione, fino a giungere ai corsi di Unionbirrai con relativi esami e il conseguimento del titolo di Unionbirrai Beer Taster.
Il mondo birra diventa più di una sola passione, e ad oggi mi occupo di docenze e organizzazione di corsi ed eventi vari di formazione tra Piemonte e Lombardia.
Oltre alla birra adoro viaggiare, la musica e il buon cibo.
Curo una pagina Instagram come “Arte_birra” e ho anche pensato di fare l’homebrewer… sì, ma l’ho sempre solo pensato…