Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana
16 dicembre 2015

Tenute Collesi: alla scoperta della “Magia 2015” e del birrificio marchigiano

Tenute Collesi: alla scoperta della “Magia 2015” e del birrificio marchigiano


Il microbirrificio Collesi rappresenta una interessantissima realtà nello scenario delle birre artigianali marchigiane: fondato nel 2008 da Giuseppe Collesi, è riuscito a raggiungere livelli di qualità davvero d’eccellenza, riconosciuti da numerosi premi ed attestati italiani ed internazionali.

La nostra intervista a Giuseppe, cade non a caso nel periodo delle feste invernali: andremo a scoprire, infatti, la neonata “Magia 2015”, una birra speciale ed in edizione limitata dedicata al Natale!

Collesi è birra, ma anche grappa ed acquaviti. Come è nato questo connubio tra alambicchi e caldaie del microbirrificio?

«La distilleria è nata nel 1997: una delle prime nelle Marche, quando la grappa era inviolabile tradizione trentina. Più che scommettere su un sogno, ho voluto dar forma a una lucida visione. Nel 2000 abbiamo completato il primo stabilimento, collocato a 700 m di altitudine, circondato da una natura incontaminata e da una veduta panoramica che abbraccia a 360° le valli ai confini tra Marche, Umbria e Toscana.

È qui che ancora oggi distilliamo cinque grappe, denominate in base al vitigno di provenienza – Verdicchio, Sangiovese, Brunello Amarone, Montepulciano, Lacrima di Morro d’Alba – più una barricata di cinque anni e due acquaviti di birra, una di Torbato e una di Pilsen.Ad appena due anni di attività, è arrivato il primo “Alambicco d’Oro” (il titolo più prestigioso in assoluto per il settore), destinato poi a venire confermato anche negli anni successivi.

La svolta è stata nel 2005, con una degustazione al Senato della Repubblica con 40 ambasciatori da tutto il mondo. L’occasione è propizia: lì ho incontrato una mia vecchia conoscenza, che allora era diplomatico del Belgio. È stato lui, conquistato dalle mie grappe, ad incoraggiarmi nell’intraprendere un nuovo capitolo con la birra. Mi ha presentato un mastro birraio (anche lui belga) fra i massimi esperti dell’arte brassicola, e in qualche settimana mi ha convinto a fare di Apecchio un polo d’eccellenza per la birra artigianale.

Con l’attività della distilleria avevo dimostrato che sotto i nostri piedi c’è un territorio generoso, anzi ideale: oltre all’acqua del Monte Nerone, purissima e ricca di sali minerali, anche l’alta quota e il clima, che insieme favoriscono una bassissima umidità e una marcata escursione termica.

Ho lavorato per anni al progetto: come imprenditore agricolo ho iniziato a selezionare e coltivare orzi di altissima qualità in produzione propria; come uomo d’azienda ho investito sul processo, dai macchinari alle professionalità coinvolte, perché fossero conformi a un solo standard: quello dell’eccellenza. Il nostro è diventato uno dei rari casi di birrificio nato da un’azienda agricola a ciclo completo e fortemente orientata ai principi di ecosostenibilità, km 0, valorizzazione del territorio».

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La produzione delle birre è curata ancora oggi dal mastro birraio belga che ha seguito ogni fase dalla nascita del birrificio ai grandi successi odierni. Come definiresti la vostra filosofia produttiva e l’anima delle vostre birre?

«Produciamo 6 varietà di birre, secondo un’antica e preziosa ricetta dei monaci. Sono tutte ad alta fermentazione, non pastorizzate e con rifermentazione naturale in bottiglia, che permette di conservare intatti i profumi e gli aromi di ogni ingrediente, per un gusto pieno ed elegante.

Ad oggi siamo stati premiati da numerosi riconoscimenti a livello mondiale: in 10 anni 43 medaglie. Le ultime in ordine di tempo, nel 2015, sono state quelle al World Beer Awards (1 oro e 1 bronzo) e all’International Beer Challenge di Londra (1 argento e 1 bronzo), poi al World Beer Championship di Chicago (4 ori e 2 argenti), e all’Australian International Beer Awards (2 bronzi).

Sembra lontano quel 1997 degli inizi, rispetto ai tanti passi fatti dall’azienda in così poco tempo. Ma qualcosa certo non è mai cambiato: la massima cura per la qualità delle materie prime e degli standard produttivi, frutto di uno scrupolo artigianale e una costante innovazione tecnologica; il valore della tradizione nel rispetto di antiche e preziose ricette; infine il legame con il territorio e l’attenzione all’ambiente. Considero questi elementi come i pilastri di una visione nata e costantemente alimentata dalla passione per il mio lavoro e per le cose ben fatte».

La scelta delle materie prime per raggiungere l’obiettivo di realizzare birre di alta qualità è sicuramente un elemento fondamentale: in particolare l’acqua arriva dalle sorgenti del Monte Nerone e il malto è prodotto dall’orzo che voi stessi coltivate (argomentare questi aspetti, produzione malto). Quanto ritieni importante questo stretto legame territoriale nella definizione della qualità globale delle vostre birre?

«Senza dubbio qui dove abbiamo costruito il nostro stabilimento ci sono le condizioni ottimali per una birra di altissima qualità: oltre all’acqua del Monte Nerone, ideale perché ricca di sali minerali (in Europa una delle migliori per la birra), anche l’alta quota e il clima, che insieme favoriscono una bassissima umidità e una marcata escursione termica. In secondo luogo il nostro birrificio appartiene anche a quei rari casi nati da un’azienda agricola a ciclo completo: Tenute Collesi. Per le nostre birre, sono stati selezionati i migliori orzi, che sempre qui vengono coltivati e sottoposti a rigidi controlli microbiologici ed organolettici lungo tutta la filiera. Anche la maltificazione avviene sul territorio nazionale. Raccolto ad agosto, l’orzo viene conferito al maltificio e dopo circa 3 mesi riportato in azienda per la produzione della birra. Ecco perché bere una birra Collesi significa sorseggiare veramente un prodotto d’eccellenza italiano».

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Magia 2015 è la birra speciale dedicata da Tenute Collesi al Natale: raccontaci tutto!

«Come tutte le Collesi, anche la limited edition Magia 2015 è realizzata osservando l’antica ricetta dei monaci belgi: una birra artigianale ad alta fermentazione, non pastorizzata e con rifermentazione naturale in bottiglia.

Ma accanto a questo marchio di fabbrica, la nuova birra si distingue con la sua unica personalità. Il bouquet di aromi che richiama fiori bianchi, accompagnati da una lieve speziatura, il colore biondo dal perlage fine, mosso da una delicata gasatura, infine la schiuma bianca, compatta e persistente. Quella di Magia 2015 è una bottiglia prestigiosa da condividere con gli amici o con chi si ama, per un regalo che coinvolge i sensi e scalda il cuore.

Servita a una temperatura ideale di 6°, si abbina perfettamente alla tavola natalizia con piatti di pesce o carni saporite, ma può essere degustata anche da sola, per il suo sapore delicato e al tempo stesso profumato, dal retrogusto persistente e gradevole al palato.

La bottiglia è già disponibile presso i migliori rivenditori e locali, oltre che nel nostro stabilimento ad Apecchio».

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L’esperienza maturata sul campo come imprenditori ti permette di analizzare il settore della birra artigianale italiana da un punto di osservazione privilegiato: come immagini il futuro delle craft-beer made in Italy? Quali consigli dareste a dei giovani con il desiderio di avviare un progetto imprenditoriale simile al tuo?

«Sono convinto che quello delle birre artigianali italiane sia un futuro in crescita, sia nel mercato domestico che all’estero. In questo senso, dando filo da torcere – come sta accadendo – all’industria della birra. Il marchio Collesi, ad esempio, sta consolidando una posizione di primo piano in Inghilterra, mentre si sta rapidamente affermando in Francia, con una crescita del 40-50% nell’ultimo anno. Seguono a ruota Stati Uniti e Giappone, dove sono in atto strategie di espansione altrettanto positive. Questo trend andrà di pari passo con la maggior qualificazione degli attori in gioco: si affermeranno le realtà che avranno avuto una visione strategica,supportata da un progetto imprenditoriale sul lungo periodo. Del resto, è una regola che vale per ogni mercato: è necessario prevedere e mettere in campo tutti gli elementi per competere con successo in ogni fase del business plan, dalla start-up alla vera e propria impresa.

Proprio per questo ai giovani che intendono avviare un’attività in questo settore consiglio di curare in ogni dettaglio il proprio sogno, per realizzarlo in modo completo. Se l’entusiasmo e la passione sono fondamentali iniziare, serve anche avere chiare tutte le fasi dello sviluppo, fin da subito: come promuoversi, dove farsi trovare e come supportare un’eventuale crescita della domanda. La competitività di un’azienda – anche un microbirrificio – è supportata dalle economie di scala: una volta partita, deve assestarsi su produzioni che le consentano di competere su un mercato agguerrito, e magari andare a erodere quote anche ai birrifici industriali».

Una eccezionale particolarità a fregio della qualità dei prodotti Tenute Collesi è che sarà il primo  microbirrificio artigianale italiano a comunicare su una rete televisiva nazionale: da fine dicembre a metà febbraio, infatti, sugli schermi televisivi di La7 compariranno alcuni spot dedicati alla promozione delle birre!

Maggiori informazioni sul birrificio e sulle birre prodotte sono disponibili sul sito web aziendale www.collesi.com

Massimo Prandi
Info autore

Massimo Prandi

Un Albese cresciuto tra i tini di fermentazione di vino, birra e… non solo! Sono enologo e tecnologo alimentare, più per vocazione che per professione. Amo lavorare nelle cantine, sperimentare nuove possibilità, insegnare (ad oggi sono docente al corso “Mastro birraio” di Torino) e comunicare con passione e rigore scientifico tutto ciò che riguarda il mio lavoro. Grazie ad un po’ di gavetta e qualche delusione nella divulgazione sul web, ma soprattutto alla comune passione e dedizione di tanti amici che amano la birra, ho gettato le basi per far nascere e crescere questo portale. Non posso descrivere quante soddisfazioni mi dona! Ma non solo, da qualche mese ho avviato un mio blog dedicato al vino
www.enologoin500.it, nel quale racconto dei vini, delle cantine e dei magnifici luoghi di Langhe e Roero, in cui ho il privilegio di vivere, in compagnia della mia vecchia Fiat 500 L gialla!