Numero 07/2019

12 Febbraio 2019

Conviene ancora produrre Birra? Riflessioni dal deal Fuller’s/Asahi

Conviene ancora produrre Birra? Riflessioni dal deal Fuller’s/Asahi

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A fine gennaio il mondo della birra ha visto un’altra grande operazione da parte dell’industria con il colosso Asahi che ha siglato un accordo per l’acquisto delle attività di produzione di birra dello storico birrificio inglese Fuller’s. Le attività oggetto di acquisto sono quelle legate alla produzione e distribuzione di birra, sidro e soft drink e includono anche Griffin Brewery, Cornish Orchards, Dark Star Brewing e Nectar Imports.

Sebbene Fuller’s abbia raggiunto ormai dimensioni piuttosto rilevanti per un birrificio indipendente può essere utile andare a leggere un passaggio del comunicato dello scorso 25 gennaio per capire lo situazione del mercato inglese e non.

“Recent structural changes to the beer industry, which have resulted in material economies of scale benefiting global brewers and a progressive beer duty spawning small brewers (resulting in over 2,000 breweries in the UK), have been challenging for the mid-sized Beer Business to navigate while maintaining the commitment made to customers to brew exceptional, award-winning beer at Fuller’s historic Chiswick home”.

 

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In sostanza, Fuller’s nota che i recenti cambiamenti strutturali che hanno caratterizzato il settore della birra si sono tradotti in benefici in termini di economie di scala per i produttori globali (che sono sempre più grandi) e in un proliferare di piccoli birrifici (oltre 2 mila in Uk). Fattori questi che hanno portato ad un contesto decisamente sfidante per i produttori di medie dimensioni nel continuare ad operare mantenendo l’impegno verso prodotti di qualità.

In response to the challenges faced, the Beer Business has made a number of successful acquisitions including Cornish Orchards (a premium cider and soft drinks maker), Dark Star Brewing (a craft cask brewer) and Nectar Imports (a boutique drinks wholesaler). The Beer Business has also developed exciting new products (most notably Frontier Premium London Lager) as a way of driving volumes without the scale or financial capacity that larger competitors have to invest behind their brands”.

Per contrastare uno scenario sempre più sfidante, Fuller’s ha quindi compiuto in passato una serie di acquisizioni, anche in un’ottica di diversificazione, e lanciato nuovi prodotti (Frontier Premium London Lager).

“Given the structural changes outlined, and Fuller’s limited financial resources relative to global brewers, the Company’s ability to add further value and drive organic growth in the Beer Business and its brands is constrained. For these reasons, the Board views the Proposed Disposal as achieving significant long-term value creation for Shareholders and it will provide the Company with significant capital to invest in its premium pub and hotels business in order to drive future growth”.

 

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Alla luce di tutti questi cambiamenti strutturali e delle limitate risorse finanziarie rispetto ai produttori globali, Fuller’s giudica limitata la sua capacità di creare ulteriore valore nel segmento della Birra e quindi ritiene che la cessione possa invece creare valore nel lungo termine, fornendo il capitale per investire nel business dei premium pub e degli hotel.

Immediata la reazione delle azioni Fuller’S (il birrificio è quotato alla Borsa inglese) che hanno reagito positivamente alla notizia con gli investitori che hanno apprezzato proprio questo focus su attività più redditizie.

L’operazione Fuller’s/Ashai, e soprattutto le sue motivazioni, rappresentano quindi un campanello di allarme per quei produttori medio/grandi che non vogliono cedere alla lusinghe dell’industria e che allo stesso tempo fanno fatica a ‘rispondere’ a nuovi birrifici sempre più piccoli, agguerriti e pronti a sperimentazioni, spesso azzardate, per ritagliarsi un posto in un mercato della birra artigianale che inizia a evidenziare alcuni segnali di saturazione.

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Marco Fusi
Info autore

Marco Fusi

Giornalista finanziario per professione e amante della birra – di qualità – per passione. Grazie ad una cara amica sommelier qualche anno fa ho scoperto il mondo delle birre artigianali e da allora è stato un crescendo.

Ho frequentato i corsi di degustazione organizzati dal network Fermento Birra, superando con successo l’esame finale; ho anche partecipato ad un corso di un giorno sull’Home Brewing di MOBI e spero, quando avrò un po’ piu’ di tempo libero, di iniziare la produzione a casa, nel frattempo degusto birre a Milano e provincia e vado alla ricerca dei migliori festival e appuntamenti birrari lungo tutta la penisola (lavoro permettendo) sia per scoprire le ultime novità e sia per conoscere la storia e le persone che si celano dietro ogni birrificio.

Mi piace confrontarmi sulle birre che bevo – per questo cerco di partecipare a degustazioni guidate e non – e prima o poi, chissà, tenterò l’esame BJCP… seguitemi e che il luppolo sia con voi!