Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana
10 ottobre 2014

Birra e credenze popolari

Birra e credenze popolari

Tag:, , ,

Come sappiamo, la birra è nata nella notte dei tempi e attraverso i secoli è stata spesso la protagonista di credenze popolari, leggende e stregonerie. Essendo l’elisir per eccellenza dei popoli nord-europei è nel bagaglio culturale di tradizioni di questi ultimi che essa trova largamente spazio.

In Norvegia, come racconta Odd Nordland nel suo libro, la birra era associata a riti di passaggio fondamentali nell’arco della vita di un uomo come il matrimonio o il funerale. I contadini producevano nei loro casolari due differenti tipologie di questa bevanda: una chiara, leggera, beverina e dissetante da consumarsi nei mesi estivi ed una scura corposa, strutturata ed invernale adatta per le feste di Natale ma anche per le celebrazioni importanti. Gli anziani provvedano addirittura alla lavorazione del malto e alla produzione della birra che parenti ed amici avrebbero poi consumato una volta che gli anziani stessi fossero trapassati in memoria ed in ricordo di tutti i momenti trascorsi con il caro defunto. Spesso capitava che il rito funebre venisse posticipato a causa della fermentazione ancora incompleta.

 

Credenza molto diffusa era poi quella che le donne, durante i giorni del ciclo mestruale, non dovessero avvicinarsi ai tini in quanto potevano influenzare negativamente la fermentazione dei lieviti e di conseguenza il prodotto finito.

Non potevano di certo mancare le radicate credenze legate agli spiriti maligni, un po’ come le nostre masche piemontesi, che per beffa tentavano di rubare la birra. Nei paesi nord-europei si era soliti quindi spruzzare mosto e birra agli angoli della stanza con lo scopo di esorcizzare i locali di produzione da questi spiritelli birichini. La notte, inoltre, per evitare più facili incursioni da parte del temibile e malvagio Okorei veniva lasciato gironzolare un gatto che assumeva il ruolo di protettore, di difensore di quella ricchezza sia per evitare che essa venisse rubata sia per evitare che per sadica beffa venisse inacidita e resa imbevibile.

Altra curiosa superstizione riguardava il fatto che non si dovessero provocare forti vibrazioni nei locali di fermentazione sbattendo porte o provocando scossoni sul pavimento poiché ciò avrebbe disturbato il prodotto. In realtà questo mito ha una base logica e di comprovata natura in quanto affinché la fermentazione vada a buon fine è bene non provocare forti vibrazioni che potrebbero rendere più difficoltoso il deposito del lievito.

Come descrive Siegfried W. Rachewiltz anche il Trentino Alto Adige ha qualcosa da raccontare in materia. In particolare era tradizione bere la prima birra, del lotto appena terminato, in stato di buonumore poiché l’umore si trasmette alla bevanda ed il malumore, si sa, non è adatto allo spirito della festa e del brindisi in compagnia. Inoltre era necessario che la prima bevuta avvenisse in piedi ed in direzione del Sole cosicché il prodotto risultasse limpido e non fiacco.

 

La birra fu anche oggetto, in molte zone d’Europa, di numerosi rituali di corteggiamento amoroso. Se per esempio un giovane desiderava in sposa una fanciulla doveva affrontare tre diverse tappe. La seconda prevedeva una bevuta di birra insieme al padre della ragazza e nella terza egli doveva dimostrare di saper reggere un’elevata quantità dell’alcolica bevanda cosicché potesse essere inghirlandato con ogni sorta di erbe e dichiarato promesso sposo. Il giorno del fidanzamento ufficiale doveva poi presentarsi con gli amici all’abitazione dei suoceri che lo accoglievano con boccali stracolmi. Il giorno del matrimonio, invece, era compito del fratello dello sposo prelevare la sposa e le sue amiche facendole accomodare su un carro coperto di teli e fiori su cui venivano caricate scorte di pane e birra.

Le superstizioni riguardavano anche il mondo dell’agricoltura. I campi venivano irrorati con la birra e la restante veniva consumata dai presenti che disposti in circolo si passavano il boccale. Soltanto dopo questo rituale l’aratura poteva avere inizio. La cerimonia veniva ripetuta al momento del raccolto, della trebbiatura e di nuovo all’inizio della semina successiva.

 

Per quanto riguarda il significato dei sogni sognare una birra chiara è simbolo di vitalità, di energia e grinta. Ci sentiamo pronti e forti ad affrontare una determinata situazione ed il quadro generale è piuttosto positivo. Una birra scura è invece un prezioso consiglio, quello di evitare alcune persone, alcune amicizie che non nutrono un sincero affetto nei nostri confronti. Sognare di versare una birra, invece, indica che siamo ancora titubanti riguardo una determinata situazione da affrontare o decisione da prendere. Secondo la smorfia napoletana il numero in generale associato alla birra è il 5, ma è bene fare le dovute considerazioni circa gli altri elementi che caratterizzano il sogno.

 

di Marianna Bottero e Lelio Bottero

Accademia Italiana della Birra - Sapere per gustare!

Guida all’apertura di un microbirrificio – brewpub

di Lelio Bottero. Conviene fare la birra? La risposta è senz’altro si! A patto di sapere bene a cosa si va incontro! I manuali da me curati  non hanno certo la pretesa di essere un toccasana contro i mali e gli imprevisti imprenditoriali, ma vogliono proporsi come una base, sulla quale costruire il proprio spumeggiante futuro.

Clicca qui per saperne di più!

Marianna Bottero
Info autore

Marianna Bottero

Sono nata a Cuneo, nel dicembre 1991, ma attualmente vivo a Torino dove frequento il college Scrivere alla Scuola Holden.

La passione per la birra nasce in famiglia seguendo le orme del papà Lelio, esperto del settore. Dal 2013, per un anno, ho collaborato con il free press “La Mosca Bianca” curando, con pubblicazioni settimanali, la rubrica dedicata alla birra artigianale italiana. Nel marzo del 2014 ho iniziato la collaborazione con gustoSano, rivista mensile a tiratura nazionale, per la quale curo lo spazio riguardante la birra artigianale italiana. Dal 2015 seguo, insieme a Lelio, la sezione “mastri birrai” del Birre Magazine sul portale online di Pam Panorama, occupandomi di birra artigianale e industriale.
Dal 2011 al 2014 ho collaborato alla gestione del locale di famiglia: il Giratempopub, birreria con produzione propria.

Il mio primo amore è stata la Guinness a cui, adesso, affianco le IPA e le APA, meglio se extra-luppolate; ma sono tanti gli stili che mi conquistano.
Ho partecipato, fin dagli arbori, alla redazione di Enciclopedia e Giornale della Birra con l’obiettivo di diffondere la cultura del buon bere, utile a scegliere con cosa riempire il bicchiere “mezzo pieno”.

Sono, inoltre, appassionata di fotografia e mezzi fotografici e di scrittura, principalmente racconti. Considero irrinunciabili la musica, l’arte, il cibo e la curiosità, fonti continue di ispirazione e di ricerca. Maggiori informazioni su di me: www.mariannabottero.it

Visita anche il sito del: Giratempopub