Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana
10 febbraio 2014

Birra in Italia: storia dell’Ottocento, nata a Torino!

Birra in Italia: storia dell’Ottocento, nata a Torino!

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In copertina: La vecchia facciata dello stabilimento Bosio & Caratsch.

In Italia il commercio della birra di importazione (da Francia, Germania ed Inghilterra) si sviluppò in modo consistente nel corso dell’ultimo decennio del Settecento ed il Piemonte, grazie all’influsso delle culture del centro Europa , risentì in modo particolare di questa nuova “moda” di consumo. Per tutto il 1800, però, l’apprezzamento della birra fu limitato alle fasce di popolazione più benestanti, mentre non trovò diffusione in sostituzione del vino.
Considerando la crescita del mercato, seppur con volumi ancora limitati, nel 1845 Giacomo Bosio costruì il primo birrificio in Piemonte e tra i primi in Italia: si trattava non di un semplice laboratorio, ma di una vera e propria fabbrica, ispirata ai grandi impianti tecnologici della Germania.

L’impianto produttivo nacque lungo il torrente artificiale “Canale di Torino”, che forniva acqua pura per la birra, ma anche energia a basso costo.
Successivamente alla prima brasseria, diventata Bosio & Caratsch, a poca distanza nel medesimo borgo industriale torinese nacque la Metzger e nella oggi centralissima Via Vittorio Emanuele II fu fondato il birrificio Boringhieri.
Le produzioni dei tre stabilimenti, spinte da un buon trend di mercato e dalle esigenze dei raffinati consumatori, privilegiarono produzioni di qualità ed una politica industriale innovativa, tanto da essere premiate con la medaglia d’oro all’Esposizione dell’Industria Italiana, svoltasi a Torino nel 1898.

 

 

Lo stabilimento Boringhieri.

Altre realtà produttive  più piccole, ma sempre a carattere industriale furono la Menabrea di Biella e la Metzger di Asti, ma si diffusero anche piccoli laboratori artigianali  specializzati nella produzione di birra o bevande “simili” alla stessa, anche con aggiunta di alcol derivato da distillazione.
Con l’approssimarsi del Novecento, la birra divenne una bevanda più popolare, anche grazie anche ad una notevole diminuzione dei prezzi. All’aumento della domanda crebbero importazioni e produzione locale, grazie alla costante nascita di piccoli birrifici.

 

 

Foto dei lavoratori del birrificio Menabrea.

A partire dagli anni Trenta, il regime dell’autarchia, che impediva l’importazione di birra dall’estero, favorì un nuovo rilancio industriale dei birrifici più grandi, mentre una battuta d’arresto delle produzioni si verificò con la seconda guerra mondiale, anche a causa di una limitazione degli approvvigionamenti delle materie prime.
Dal dopoguerra ad oggi, la storia della birra piemontese ci è nota e ben più famigliare: grandi multinazionali, alcuni marchi italiani nelle mani di industrie straniere…e tanti microbirrifici, alcuni celeberrimi a livello internazionale, nell’ultimo decennio!

Massimo Prandi
Info autore

Massimo Prandi

Un Albese cresciuto tra i tini di fermentazione di vino, birra e… non solo! Sono enologo e tecnologo alimentare, più per vocazione che per professione. Amo lavorare nelle cantine e nei birrifici, sperimentare nuove possibilità, insegnare (ad oggi sono docente al corso biennale “Mastro birraio” di Torino e docente di area tecnica presso l’IIS Umberto Primo – la celeberrima Scuola Enologica di Alba) e comunicare con passione e rigore scientifico tutto ciò che riguarda il mio lavoro. Grazie ad un po’ di gavetta e qualche delusione nella divulgazione sul web, ma soprattutto alla comune passione e dedizione di tanti amici che amano la birra, ho gettato le basi per far nascere e crescere questo portale. Non posso descrivere quante soddisfazioni mi dona! Ma non solo, sono impegnato nell’avvio di un birrificio agricolo con produzione delle materie prime (cereali e luppoli) e trasformazione completamente a filiera aziendale (maltazione compresa): presto ne sentirete parlare!