Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 28/2016

13 luglio 2016

Definizione di Birra Artigianale: cosa succederà alle beerfirm?

Definizione di Birra Artigianale: cosa succederà alle beerfirm?


 

Non abbiamo fatto in tempo a darvi notizia dell’approvazione al Senato del c.d. collegato agricoltura recante la definizione legale di birra artigianale che subito si sono, come è giusto che sia, scatenati commenti e sollevati dubbi legittimi sulla lettera testuale della norma di legge.

Unionbirrai e CNA, primi firmatari del disegno di legge approvato, seppur in parte, senza modificazioni, pongono in un comunicato congiunto la loro attenzione su quelli che dovranno essere i futuri sviluppi della disciplina complessiva relativa alla tassazione dei microbirrifici, che poi, come abbiamo già spiegato abbondantemente, altro non è che il motivo principale per cui si è arrivati a questa definizione:
“Si tratta di un passo importante, che riconosce e definisce l’ambito dei micro birrifici artigianali italiani. L’approvazione del collegato agricoltura infatti deve portare adesso a tenere accesi i fari sui micro birrifici e a far sì che ora l’attenzione si concentri su quanto suggerito da Unionbirrai e CNA nel corso delle audizioni in commissione agricoltura, e cioè l’adeguamento del sistema delle accise con agevolazioni per i piccoli produttori, insieme alla semplificazione burocratica non solo degli strumenti per l’accertamento delle accise, ma anche delle procedure per l’avvio ed il lavoro di tutti i giorni. Unionbirrai e CNA dunque continueranno a tenere alta l’attenzione sul settore, ponendo ora l’accento sulla proposta di legge 3344 che dispone “modifiche all’articolo 35 del testo unico di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, in materia di accertamento dell’accisa sulla produzione dei piccoli birrifici”, richieste ribadite dalle due associazioni in Commissione agricoltura del Senato e per questo inserite all’ordine del giorno per una prossima discussione in Parlamento”.

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Three Pints of Beer on a Bar

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MoBi, invece, per bocca del suo presidente Gianriccardo Corbo ha tenuto a puntualizzare una separazione netta fra la definizione di birra artigianale e quella di birra di qualità:
Cogliamo l’occasione per ribadire per l’ennesima volta cosa NON è Birra Artigianale. È errore comune, l’abbiamo visto negli scorsi mesi, pensare che la birra Artigianale sia sempre e comunque migliore dal punto di visto qualitativo e organolettico rispetto ad una birra industriale. Ciò non corrisponde a realtà e affermare il contrario significherebbe prendere in giro il consumatore. Artigianale, nell’ambito della birra, da ieri, è ciò che è strettamente definito dalla legge e null’altro”.
E’ un passaggio importante del comunicato, perché se da un lato è giusto tutelare il consumatore dall’invasione dei prodotti crafty, industriali in tutto e per tutto che cavalcano la moda fingendo di essere artigianali, dall’altro è corretto che i bevitori capiscano che se una birra è prodotta artigianalmente non è detto che sia per forza buona: non basta evitare microfiltrazione e pastorizzazione del prodotto per produrre una birra di qualità degna di questo nome.

Altri commentatori del panorama italiano, come la redazione del portale Fermento Birra si sono concentrati sulla parte del provvedimento che probabilmente solleverà più polemiche: quella relativa al requisito dell’indipendenza legale ed economica. Un birrificio artigianale è considerato tale se libero da qualsiasi altro birrificio, ma soprattutto l’indipendenza è considerata anche come utilizzo di impianti fisicamente distinti da quelli di qualsiasi altro birrificio, specificazione che sembrerebbe escludere dalla definizione di birra artigianale le quasi 300 beerfirm operanti in Italia.

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law

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Molti proprietari di marchi di birra prodotta presso impianti altrui si sono, ingiustificatamente, allarmati, vista l’importanza rivestita nel nostro paese dalla produzione per conto terzi (circa il 30% del totale) alla lettura della norma; la risposta che ci viene data è che, in realtà, andando ad interpretare nel dettaglio la normativa, le firm non dovrebbero incontrare alcuna limitazione di sorta: infatti abbiamo una definizione di prodotto che permetterà l’utilizzo della dicitura Birra Artigianale solo a quelle beerfirm che faranno produrre la loro birra a produttori che rientrano nei parametri previsti dalla norma in questione.

Farsi un’idea su questa definizione è tutt’altro che facile: al momento l’amarezza maggiore di molti addetti ai lavori è dover accettare che in Italia questo riconoscimento ufficiale è stato compiuto dalla politica, quando in più di 20 anni nessuna associazione del settore è stata in grado di fare lo stesso. Andrea Turco del blog Cronache di Birra, ad esempio, ritiene che sarebbe stato meglio se fosse stato il movimento brassicolo tutto a restare proprietario della definizione, sulla scia del modello statunitense, senza lasciarlo in mano alla politica, che pure ha operato ascoltando associazioni di categoria e produttori.

Queste e tante altre saranno le riflessioni di molti attori coinvolti nella vicenda, in virtù di quella che sarà l’applicazione nella pratica della normativa. I prossimi mesi saranno importanti per comprenderne le modalità di attuazione, al fine di assicurarsi che le difficoltà interpretative non superino i potenziali vantaggi innegabili che tutto il movimento potrebbe trarre da questa novità.

Redazione Giornale della Birra
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