Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana
25 febbraio 2016

Le migliori birre senza glutine del Beer attraction 2016!

Le migliori birre senza glutine del Beer attraction 2016!


 

Non solo classici marchi del movimento brassicolo italiano ed internazionale di scena a Beer Attraction, ma anche attenzione ad un tema che richiama l’interesse di un pubblico sempre più numeroso ed interessato: BIRRA&CELIACHIA.

A riguardo dobbiamo segnalare le iniziative promosse sul tema dall’associazione Nonsologlutine Onlus, presieduta dall’esperto birrofilo Alfonso del Forno, che hanno coinvolto più di 100 birre andate in scena nei due concorsi a loro dedicati: il World Gluten Free Beer Award e l’Italian Low Gluten Beer Award, che Domenica 21 febbraio, all’interno della Fiera di Rimini, hanno visto il loro annuale epilogo.

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Il WGFBA 2016, giunto alla terza edizione, prevedeva tre categorie, data la vasta offerta dei produttori, con diverse tipologie di stili birrari sempre più vicini a quelle delle birre artigianali classiche

La Categoria A, riservata alle birre di alta e bassa fermentazione di basso contenuto alcolico (minore di 5,5°), ha visto la vittoria della Original Gluten Free di Die Weisse, birra di frumento austriaca e prima weizen senza glutine presente sul mercato. Al secondo posto si è piazzata la Mikropolis di To Øl, mentre al terzo c’è stato un ex-aequo con la Vagabond Pale Ale di BrewDog e la G-Free di St. Peter’s.

La Categoria B dedicata alle birre di alta e bassa fermentazione di alta gradazione alcolica (maggiore di 5,6°), ha visto la vittoria della Triple di Caulier, una birra tradizionale belga di ben 9°. Il secondo posto è stato raggiunto dalla Dark Ale di Green’s, mentre il terzo se lo è aggiudicato la Triple di Brunehaut, già vincitrice della prima edizione del concorso.

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La Categoria C, riservata alle birre molto luppolate, speziate e speciali, ha visto vittoriosa la Reaparationbajer di To Øl. Il secondo e terzo posto sono stati raggiunti da due birre di Mikkeller, la Peter, Pale and Mary e la I Wish Ipa.

Insieme alle birre vincitrici del mondiale, sono stati premiati anche i birrifici italiani che hanno partecipato all’ILGBA 2016, giunto alla sua seconda edizione. Questo concorso prevedeva, oltre al punteggio emerso dalla degustazione dei giudici, l’aggiunta di un bonus relativo alla verifica del quantitativo di glutine, a cui sono state sottoposte tutte le birre partecipanti, rilevato dalle analisi di laboratorio effettuate presso i laboratori di Ul Conal a Cabiate (Co). Anche in questa edizione le sorprese non sono mancate, con tante birre risultate “inconsapevolemente” senza glutine.

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Il primo classificato è stato il Birrificio del Forte con la Gassa d’Amante, al secondo posto abbiamo la Riverside di Hammer e al terzo posto un ex-aequo con American Magut del Birrificio LambrateWave Runner di Hammer e Blonde di Birrificio dell’Aspide.

Tutte le birre partecipanti all’ILGBA avranno inoltre la possibilità di inserire sulle loro bottiglie l’etichetta parlante LadyBugBeer, nata da un progetto di Nonsologlutine per la trasparenza delle informazioni in etichetta. L’idea nasce per informare il consumatore sull’esatto valore di glutine contenuto nella birra. Le informazioni vengono fornite in due modi differenti: il primo riguarda un messaggio visivo: il colore della coccinella stampata in etichetta; il secondo attraverso un QR Code, leggibile con un qualsiasi smartphone. Il colore della coccinella fa capire se la birra è senza glutine (verde) o a basso contenuto di glutine (viola). Il QR Code si collega alla pagina web del lotto di birra, da cui è possibile scaricare diverse informazioni: il certificato di analisi della birra, la scheda del prodotto e i contatti del birrificio. Questi sono solo i dati fondamentali garantiti ai fini del progetto, ma sarà anche possibile inserire tantissime altre informazioni e contenuti che vanno dall’abbinamento cibo-birra, all’elenco dei locali gluten free, fino ad un form di contatto col produttore che permetterà la tracciabilità, anche in post vendita, della bottiglia stessa. Sempre maggiore attenzione è, in definitiva, quella rivolta dai produttori e dagli addetti ai lavori ad una fetta di mercato sempre più consistente, per troppo tempo dimenticata, che oggi rivendica il sacrosanto diritto di godere dei piaceri del bicchiere senza immotivate privazioni.

Redazione Giornale della Birra
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