Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana
16 maggio 2014

Alla scoperta di Bamberga e delle sue birre!

Alla scoperta di Bamberga e delle sue birre!

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In copertina: Il Municipio della città.

Se state programmando una vacanza per la prossima stagione estiva e siete alla ricerca di una meta poco conosciuta che coniughi arte e cultura birraria allora questo è l’articolo che fa per voi: infatti oggi scopriremo Bamberga e le sue birre affumicate, vera specialità brassicola di questa cittadina che dal 1993 è Patrimonio dell’Umanità.

Bamberga si trova in Franconia nel sud della Germania a circa sessanta chilometri da Norimberga proprio sulle rive del fiume Regnitz. Visto che la città sorge su sette colli, Enrico II, imperatore del Sacro Romano Impero, decise di trasformarla in una sorta di Roma. Infatti, oltre ad un imponente duomo, che nel 2012 ha compiuto ben mille anni,  nel 1007 Enrico II volle che Bamberga fosse sede vescovile e che dipendesse direttamente da Roma. Quando arriverete in città concedetevi un giro tra le viuzze medievali ancora perfettamente conservate, visitate il duomo in stile gotico e romanico, la residenza imperiale e vescovile che si affaccia proprio davanti alla cattedrale, il municipio che fu costruito in contrapposizione all’imponenza del duomo per contrastare il potere temporale della Chiesa.

 

Il Duomo di Bamberga.

 

Passeggiate lungo le strade dell’antico quartiere dei pescatori, chiamato anche piccola Venezia per i suoi canali che si formano con il fiume cittadino. Non perdetevi la visita del Grüner Markt, al centro del quartiere degli ortolani: la piazza è circondata da splendidi palazzi barocchi e qui troverete la fontana di Nettuno. Ancora oggi in questa zona si svolge il mercato ortofrutticolo.
Quando vi verrà sete, accomodatevi in una delle numerose taverne tipiche e assaggiate una rauchbier, la perla brassicola della città.

Uno scorcio della città.

Stiamo parlando di una birra a bassa fermentazione, tipo marzen con decisi sentori di affumicato sia al naso che al palato. Le rauchbier seguono ovviamente l’editto di purezza del 1516, che prevede l’utilizzo esclusivo di acqua, luppolo e malto d’orzo. In questo caso però il malto viene fatto essiccare sopra una maglia metallica a rete stretta, dove al di sotto viene posto del legno di faggio invecchiato almeno tre anni a bruciare. L’affumicatura avviene attraverso il calore e non grazie al contatto con il fumo.
La leggenda vuole che un birrificio del luogo venne completamente o quasi distrutto da un incendio e il malto che era nel magazzino venne letteralmente affumicato dal fumo dell’incendio. Il birraio, in grandi difficoltà economiche, decise così di utilizzare ugualmente i malti contaminati per la produzione in modo da contenere le perdite. La birra che si ottenne andò letteralmente a ruba, così fu deciso di affumicare volontariamente il malto e di avviare la produzione di rauchbier.

Un boccale di rauchbier.

Queste birre presentano un grado alcolico che si aggira intorno ai 5% alc. e si presentano di un colore solitamente ambrato e una schiuma abbondante e cremosa. Al naso spiccano subito i sentori di affumicato, anche se in alcuni casi possono essere un poco più attenuati e privilegiare le profumazioni di panificato date dai malti. Le fragranze dei luppoli utilizzati, solitamente tedeschi o cechi, non sono avvertite. In bocca solitamente si fondono, a seconda della mano sapiente del mastro birraio, i sapori dolci e affumicati dei malti. Essendo una bassa fermentazione i sentori di fruttato non dovrebbero essere avvertiti ne in bocca ne al naso.
Potete degustare questa tipologia di birra solamente per deliziare il vostro palato oppure accompagnandola con piatti a base di ingredienti affumicati come la scamorza o il salmone.

Andrea Gattini
Info autore

Andrea Gattini

Sono nato il 23 Novembre 1979 a Carrara (MS) e vivo da sempre ad Avenza una frazione di Carrara. Ho conseguito il diploma di maturità scientifica.

La mia passione per la birra è nata parecchi anni fa. Inizialmente con una collezione di sottobicchieri di ogni marca di birra (ad oggi ne ho più di trecento), ma per motivi di spazio sto rallentando la raccolta. Grazie al gemellaggio pluritrentennale della mia città natale con Ingolstadt in Baviera, visto che ogni fine estate viene organizzata una festa della birra in stile Oktoberfest, questa mia passione non poteva che aumentare. Negli ultimi tempi sto inziando a collezionare bottiglie vuote di birra artigianale e bicchieri da birra. Ho pinte nonic, masskrug sia in vetro che in ceramica, weizenglass, teku, coppe trappiste, tulipani e calici a chiudere.

Con il tempo ho imparato a conoscere ed apprezzare meglio questa antichissima bevanda grazie ad un corso di degustazione a cui ho partecipato. Quando mi è possibile insieme alla mia compagna di vita Francesca partecipo ad eventi Slow Food e mi diletto, ove possibile, a visitare birrifici artigianali sparsi un po’ in tutta Italia. Cerco sempre di inserire nei miei viaggi qualche meta a sfondo birrario.

Non sono un esperto che può esibire certificati, sono semplicemente uno dei tanti consumatori pieno di passione per la birra che non smette mai di imparare e scoprire nuove notizie in ambito birrario e quando può cerca di divulgare il buon bere. Amo molto la cucina e mi piace sperimentare nuovi abbinamenti gastronomici con la birra.

Non sono un homebrewer, la birra preferisco berla!

Mi piace molto leggere libri gialli o thriller, tra i miei autori preferiti ci sono Camilleri, Follet e Malvaldi. Altra vera passione è il calcio, sono tifosissimo della squadra più bella che ci sia al mondo: ovvero la Fiorentina (vi avviso, in questo campo non riesco ad essere molto sportivo). Tra gli sport mi piacciono anche il ciclismo e il basket.

Spero che possiate appassionarvi ai contributi che ho pubblicato e produrrò su giornaledellabirra.it!

Aspetto i vostri suggerimenti e anche le vostre critiche e se avete dei dubbi o curiosità su qualcosa che ho scritto non esitate a contattarti tramite mail!

Prosit!