Numero 35/2022

3 Settembre 2022

Klosterbrauerei Weltenburg, il birrificio benedettino!

Klosterbrauerei Weltenburg, il birrificio benedettino!

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Tratto da La birra nel mondo, Volume V, di Antonio Mennella-Meligrana Editore

Kelheim/ Germania
È il birrificio dell’abbazia benedettina di Weltenburg, vicino a Kelheim, in Bassa Baviera.
La fondazione del monastero, intorno al 617, è attribuita ai monaci dell’ordine di San Colombano. Poi, nel secolo VIII, a Weltenburg fu adottata la regola benedettina.
Il complesso edilizio venne ampliato nell’anno 1000, e prese la forma giunta ai nostri giorni nel secolo XVIII. Ma, trovandosi lungo il Danubio, era ad alto rischio di inondazioni. Pertanto, nel 2006, furono messe in opera misure di protezione da parte del Magistrato alle Acque Landshut.
Quanto invece alla produzione di birra, documentata dal 1050, la Weltenburger aveva dovuto cedere il primato di birrificio più antico del mondo alla Weihenstephan che vantava l’inizio ufficiale dal 1040. Invece un necrologio del 1035, venuto alla luce di recente, riporta la morte del birraio di Weltenburg.
E la produzione della birra, a Weltenburg, si fermò soltanto durante il periodo della secolarizzazione, iniziato nel 1803.
Nel 1842, a opera del re Ludovico I, Weltenburg divenne priorato del monastero di Metten, per ritornare abbazia nel 1913 con il principe reggente Ludovico, poi re Ludovico III.
Oggi l’abbazia, appartenente alla congregazione benedettina bavarese. Il birrificio dispone di una locanda e di una birreria all’aperto.
La produzione, sui 30 mila ettolitri annui, è quella della tradizione bavarese.
La birra stagiona in particolari celle scavate a 40 metri nella roccia giurassica che circonda il convento.

 

Le birre che riportano in etichetta il nome Weltenburger Kloster sono prodotte nel monastero; le altre, presso la Brauerei Bischofshof di Ratisbona.
Weltenburger Kloster Barock Dunkel, dunkel di colore castano intenso con riflessi rossastri (g.a. 4,7%); presentata come “la più antica birra scura del mondo”. Il Barock invece è un riferimento agli stravaganti edifici barocchi che nel secolo XVIII venivano costruiti lungo il Danubio a nord di Monaco, nella zona appunto dove sorge il monastero. Con una moderata effervescenza, la schiuma ocra sbocca ampia, sottile, densa, cremosa, durevole e aderente. Il bouquet olfattivo, d’intensità abbastanza elevata, eroga, su fondo erbaceo e floreale di luppolo, gradevoli profumi dolci e maltati dal carattere di nocciolato e caramellato che lasciano ampio spazio per i più tenui ma non certo remissivi sentori di pane nero e cioccolato. Il corpo, con decisa tendenza al leggero, dispone anche di una scorrevolissima tessitura acquosa. Caramello e miele, ciliegia e pane nero, allestiscono una solida base per le note tostate e di cioccolato fondente che vanno man mano integrandosi con essi sin al raggiungimento di un ottimo equilibrio gustativo. Nel finale, s’intensifica l’amaro del cioccolato, nel mentre che le tostature emettono la solita punta di acidità rinfreescante. Fumo, malto tostato e caffè torrefatto alimentano la discreta persistenza delle sensazioni retrolfattive.
Weltenburger Kloster Asam Bock, bock di colore marrone scuro dai riflessi rubino (g.a. 6,9%). Con un’effervescenza abbastanza contenuta, la schiuma beige si alza enorme, sottile, compatta, di buona stabilità e allacciatura, anche se un po’ appiccicosa. L’aroma è un intenso miscuglio dolciastro di malto tostato, caffè, cola, liquirizia, caramello, frutta scura secca, cioccolato, pane nero, mou, zucchero di canna. Il corpo, da medio a pieno, ha una tessitura oleosa alquanto pesante. Nel gusto invece la morbida e lieve dolcezza maltata è controbilanciata adeguatamente dalle note amare del caffè e del cioccolato fondente, nonché acidule delle tostature. Nel finale compare un tocco secco di luppolo che, unitamente a un alito etilico, asciuga compiutamente il palato, consegnandolo alle sensazioni di caffè, liquirizia, cola, malto tostato.
Weltenburger Kloster Hefe-Weißbier Hell, hefe weizen di colore giallo dorato e dall’aspetto torbido (g.a. 5,4%). La carbonazione è abbastanza forte; la schiuma bianca, copiosa, fine, soffice, cremosa, tenace e aderente. Il fresco aroma di lievito non può reprimere i sentori fruttati e vegetali validamente sostenuti dalla decisa speziatura dei chiodi di garofano e dei semi di coriandolo. Il corpo, da leggero a medio, ha una buona consistenza acquosa. Nell’armonico ed effervescente gusto fruttato risalta una piacevole vena acidula di mela dal notevole apporto rinfrescante e dissetante. Nella sua secchezza, il finale agrumato risulta piuttosto amaricante. Dalla discreta persistenza del retrolfatto esalano ruvide impressioni vegetali e a malapena affumicate.

Weltenburger Kloster Hefe-Weißbier Dunkel, dunkel weizen di colore marrone scuro lievemente sfumato e dall’aspetto offuscato dai lieviti in sospensione (g.a. 5,3%). Con una carbonazione vivace, la schiuma ecru si leva imponente, soffice, cremosa; dura abbastanza e lascia un pizzo molto spesso. L’aroma si apre dolce e granuloso, con un malto che pare chieda riverenza a sentori di caramello, banana, mela rossa, frumento, pane tostato; intanto che dal sottofondo spirano abbastanza ostinati indizi di legna da ardere, erbe essiccate, chiodi di garofano e anche qualche vago ricordo metallico. Il corpo, da medio a leggero, ha una consistenza un po’ acquosa. Ancora un energico malto, con venature di nocciolato, s’impone al palato; mentre le pur vibranti note speziate vengono relegate in secondo piano dalla decisa effervescenza a far compagnia a una tenue ma rinfrescante acidità. Il finale è improntato a una secchezza alquanto rustica, e sfocia nel discreto retrolfatto asprigno e terroso.
Stagionale
Weltenburger Kloster Winter-Traum, amber lager/vienna di un attraente colore oro ramato (g.a. 5,4%). Si pone a metà strada fra una hell, per la facile bevibilità, e una bock, per il pieno carattere maltato. Si tratta di una gradevole specialità per l’inverno: il nome infatti vuol dire “Sogno invernale del monastero di Weltenburg”. La carbonazione oscilla tra media e forte; la schiuma bianca fuoriesce ricca, finissima, densa, cremosa, di notevole stabilità e allacciatura delicata. L’attraente finezza olfattiva regala profumi di malto a malapena tostato, lievito, frutta secca, caramello, pane dolce, mela, pera, banana, foglie, luppolo sottilmente speziato. Il corpo medio ha una consistenza alquanto oleosa, benché di rapido scorrimento. Il sapore è incontrovertibilmente quello della bock di razza: un intenso maltato dalle lunghe note ridondanti di frutta e di noci; e, in più, qualche accenno di pepe, anche metallico a tratti. Il corto finale è di un secco erbaceo amarognolo. Sensazioni tostate e speziate animano la discreta persistenza retrolfattiva.

 

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Antonio Mennella
Info autore

Antonio Mennella

Sono nato il primo gennaio 1943 a Lauro (AV) e oggi risiedo a Livorno.
Laureato in giurisprudenza, sono stato Direttore Tributario delle Dogane di Fortezza, Livorno, Pisa, Prato.
 
La scrittura è sempre stata una delle mie passioni, che è sfociata in numerose pubblicazioni di vario genere, alcune specificatamente dedicate alla birra. Gli articoli riportati sul Giornale della Birra sono tratti da La birra nel mondo, in quattro volumi, edita da Meligrana.

Pubblicazioni: 
Confessioni di un figlio dell’uomo – romanzo – 1975
San Valentino – poemetto classico – 1975
Gea – romanzo – 1980
Il fratello del ministro – commedia – 1980
Don Fabrizio Gerbino – dramma – 1980
Umane inquietudini – poesie classiche e moderne – 1982
Gigi il Testone – romanzo per ragazzi – 1982
Il figlioccio – commedia – 1982
Memoriale di uno psicopatico sessuale – romanzo per adulti – 1983
La famiglia Limone, commedia – 1983
Gli anemoni di primavera – dramma – 1983
Giocatore d’azzardo – commedia – 1984
Fiordaliso – dramma – 1984
Dizionario di ortografia e pronunzia della lingua italiana – 1989
L’Italia oggi – pronunzia corretta dei Comuni italiani e nomi dei loro abitanti – 2012
Manuale di ortografia e pronunzia della lingua italiana – in due volumi – 2014
I termini tecnico-scientifici derivati da nomi propri – 2014
I nomi comuni derivati da nomi propri – 2015
 
Pubblicazioni dedicate alla BIRRA:
La birra, 2010
Guida alla birra, 2011
Conoscere la birra, 2013
Il mondo della birra, 2016
 
La birra nel mondo, Volume I, A-B – 2016
La birra nel mondo, Volume II, C-K -2018
La birra nel mondo, Volume III, L-Q – 2019
La birra nel mondo, Volume IV, R-T – 2020
 La birra nel mondo, Volume V, U-Z– 2021
Ho collaborato, inoltre, a lungo con le riviste Degusta e Industrie delle Bevande sull’origine e la produzione della birra nel mondo.