Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana
16 settembre 2015

Fermentazioni 2015: il nostro reportage!

Fermentazioni 2015: il nostro reportage!

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Fermentazioni ha concluso la sua terza edizione. Il festiva della birra artigianale che si è svolta a Roma, anche quest’anno ha avuto il compito di far esplorare alla clientela pagante i vari sapori che i birrifici italiani propongono costantemente, venendo accompagnati dall’ immancabile (aggiungo io) street food. Gli organizzatori hanno proposto al pubblico una selezione di 34 birrifici artigianali provenienti da tutta Italia; un’offerta ampissima se consideriamo che ogni birrificio ha portato con se una media di 4 tipologie di birra (dalle classiche bionde, alle birre preparate con il metodo Dry Hopping passando per le ambrate e le rosse), contando 130 birre circa.

Come funziona dunque Fermentazioni? Non è poi tanto diverso dall’andare al cinema per vedersi comodi un bel film; pagato all’ingresso il biglietto di entrata del costo di 10 € mi è stato fornito bicchiere, porta bicchiere, sconti da poter utilizzare nei vari birrifici e pub della capitale e un primo gettone. Si un gettone. È questa infatti la moneta di scambio che viene usata all’interno del festival. Ognuno ha il costo di 1 € e, a sua volta, i gettoni permettono di iniziare a degustare. Con ogni gettone era possibile “acquistare” quantità pari a 10 Cl di birra oppure il cibo proposto nelle aree apposite (ci torneremo più avanti).

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Come è strutturato? Una volta entrati, mi sono trovato di fronte ad una via che portava direttamente dalle parti del cibo; è però nello stabile vicino che pulsava il cuore dell’evento: nella parte esterna della struttura vi erano posizionati i primi birrifici mentre al suo interno, vi era presente il resto della selezione al completo.

L’architettura industriale (che ho trovato molto suggestiva e coinvolgente), faceva da contorno allo stabile diviso in due piani. Il piano inferiore dedicato ai birrifici, il piano superiore dedicato all’area relax. Quest’ultima è stata allestita con divani e tavolini su cui posteggiare in tranquillità lontano dalla folla di clienti assetati. Ho potuto godere appieno dello scopo di questa disposizione quando, in un momento di ordinaria degustazione, mi sono trovato a analizzare le qualità organolettiche della mia birra concentrandomi in tutta calma. Scelta utile e azzeccata da parte degli organizzatori.

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Fuori all’aperto vi erano lavandini per lavare i calici (non tutte le postazioni dei birrifici offrivano questa possibilità) e la parte riservata al cibo. Quest’ultima sezione della fiera infatti è rappresentata dal cibo di strada che, con la partecipazione di Slow Food, promuoveva cibo semplice ma di grande impatto (presenti piatti come Hamburger di Fassona da 200 gr., polpette di vario genere e addirittura spezzatino con peperoni). Anche qui il cibo per essere acquistato, necessitava degli appositi gettoni con “prezzi” che oscillavano dai due per le patatine fritte, fino agli otto per i vari assaggi di polpette.

Date e durata l’evento? Le date della capitale quest’anno, hanno occupato i giorni 11-12-13 settembre con partenza il tardo pomeriggio fino alla chiusura fissata alle ore 2.00. Peccato per l’ultimo giorno della fiera, che è stata accompagnata dal maltempo e ha limitato lo spostamento delle persone all’esterno del complesso. Non sono previste, al momento, ulteriori date.

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Il festival di certo è riuscito a centrare l’obbiettivo, attirando un afflusso di gente notevole. Cose di contorno come musica, posti a sedere e opere fotografiche che rendono il cibo protagonista, riescono a creare un atmosfera attiva e varia aggiunto al fatto che nell’arco della giornata, sono state tenute conferenze ad hoc da parte di alcuni mastri birrai e professionisti nel settore delle fermentazioni.

Con la possibilità che ho avuto inoltre di scambiare direttamente qualche parola con i rappresentati dei birrifici da me prescelti, questa terza edizione ha dimostrato e confermato il target alla quale si puntava: pubblicizzare l’artigianato della birra made in Italy. Non escluderei che gli alti consensi ricevuti dai partecipanti, possano portare un giorno gli organizzatori a decidere di spostarsi in giro per l’Italia durante l’anno anziché limitarsi ad una sola edizione annuale. I prezzi li ho trovati ben bilanciati in rapporto a tutto ciò che viene offerto.

Mi sarebbe piaciuto avere sottomano, un elenco dettagliato di quello che i birrifici avevano da offrire così da orientarmi meglio ed evitare magari di andare ad intuito.

C’è inoltre da dire però che il prezzo del singolo biglietto purtroppo, non è sufficiente a soddisfare le proprie aspettative se si vuole usufruire pienamente della possibilità di assaggiare quante più birre possibili; forse la vera unica pecca. Personalmente, mi sono stati infatti necessari ulteriori 10 € per assaggiare le birre (solo alcuni tipi) scelte da me. Con l’equivalete di una cena fuori (35 € circa), ho comunque avuto modo di assaporare dell’ottimo cibo ma soprattutto, bere sapori italiani che non conoscevo, in una spendita location immersa nel verde del Foro Italico della capitale.

 

Jacopo Bonafede
Info autore

Jacopo Bonafede

“Ché un boccale di birra è un pasto da re.” Così William Shakespeare definì ne “Il Racconto d’inverno” questa antica bevanda.
Ragazzo romano amante dell’enogastronomia e scrittore amatoriale, mi appassiona esplorare i nuovi sapori e le sensazioni che le birre del panorama italiano e non solo, riescono a proporre.