Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 15/2018

13 aprile 2018

Dietro le quinte di Birramia.it: la nostra intervista a Samara Bianchini

Dietro le quinte di Birramia.it: la nostra intervista a Samara Bianchini

Tweet


Lo sviluppo della passione per l’homebrewing è stato accompagnato e spesso anche determinato dallo sviluppo di una serie di store online e blog che dispensano informazioni utili per i birrai casalinghi e permettono un approvvigionamento in piccoli lotti e su scala perfetta per piccole cotte delle materie prime necessarie. Sono moltissimi i siti web che oggi popolano la rete offrendo servizi dedicati e diversificati, ma pochi in Italia hanno fatto la storia del settore. Tra questi, sicuramente non si può dimenticare Birramia, con sede in Toscana, ma che da anni rifornisce in tutta Italia generazioni di homebrewer!

Oggi incontriamo Samara Bianchini, Che ci racconta in un’intervista esclusiva per Giornale della Birra, questa realtà dinamica ed il punto di vista dell’azienda sull’evoluzione del settore hobbystico in Italia.

 

.

.

 

Samara, precisamente di cosa ti occupi in Birramia ?

Ho cominciato a lavorare a Birramia fin dai primissimi tempi: il nostro titolare Jeanluc è il marito di mia madre, quindi l’azienda è sempre stata una cosa di famiglia. Durante i primi anni  ho collaborato in maniera più o meno saltuaria, mentre lavoro in modo continuativo dal 2012 e da un paio d’anni sono diventata socia dell’SRL. Ho iniziato occupandomi principalmente del sito internet e dei social, poi con il passare degli anni ho cominciato ad occuparmi di tantissime altre cose, dai rapporti con l’estero (sia per gli acquisti che per le vendite), alla creazione e lancio di nuovi prodotti, all’assistenza tecnica ai nostri clienti, al marketing, alla creazione di contenuti per il blog e chi più ne ha più ne metta…e se ce n’è bisogno ogni tanto aiuto anche i ragazzi in magazzino.

 

.

.

 

 

Lo store come nasce e per chi non lo sa, dove si trova ?
Lo store nasce da  una delle tante passioni di Jeanluc all’incirca nel 2000: stanco del suo lavoro come tecnico elettronico e progettista di hardware ha deciso di lanciarsi in questa avventura, un po’ contro il buonsenso che diceva che il business era troppo nuovo e quindi troppo rischioso..lui è andato avanti, ha aperto il primo sito “giallo”, e piano piano con gli anni ha trasformato la sua passione personale per la birra fatta in casa in una vera e propria impresa. L’azienda si trova in Toscana a Querceta, in provincia di Lucca: qui abbiamo i nostri magazzini dai quali spediamo in tutta Italia e in Europa.

Non essendo i soli sul web, come la gestite la concorrenza e che rapporti avete con i più noti ?
Siamo sempre stati in buoni rapporti con quasi tutti: all’inizio ovviamente eravamo in pochi e ci conoscevamo tutti, le regole erano un po’ diverse, sicuramente si dava più valore ai rapporti umani e alla correttezza. Da quando la birra artigianale è diventata una moda sempre più persone si sono lanciate in questo campo, spesso trattandolo solo come business, senza avere reali conoscenze in materia. Noi  ancor prima di essere commercianti siamo degli appassionati: ci occupiamo di birra ormai da tanti anni, facciamo corsi, proviamo tutte le nostre ricette, cerchiamo di capire dove e come i nostri prodotti possono essere migliorati e soprattutto ascoltiamo i nostri clienti, le loro richieste e le loro necessità.

 

.

.

 

 

Il mondo della birra nel nostro paese sta vivendo un vero e proprio boom, di quanto sono aumentate le vendite rispetto al passato ?

Il boom vero e proprio lo abbiamo avuto soprattutto qualche anno fa, adesso la situazione si sta un po’ assestando e la clientela sta un po’ cambiando. Sono molto aumentate le vendite verso i microbirrifici, mentre per quanto riguarda i privati le cose sono un po’ diverse. Anni fa si vendevano molti più kit di fermentazione e molti più malti pronti, mentre adesso si vendono più attrezzature e più materie prime: questo significa che gli homebrewers si stanno specializzando e amano sperimentare e mettersi in gioco. Detto questo sono felice ogni tanto di scoprire che c’è ancora chi non sa che fare la birra in casa è possibile, a volte do per scontato che lo sappiano tutti ma non è così e questa è sicuramente una buona cosa per tutti noi del settore.

 

.

.

 

Secondo te, questa crescita veloce potrebbe portare vantaggi o svantaggi nel settore ?

Il mio timore è che la crescita sia troppo veloce rispetto al consolidamento. L’Italia non ha una tradizione birraria vera e propriae lo svantaggio potrebbe essere che l’aumento esponenziale di micro birrifici e rivenditori non venga poi assorbito dal mercato e dai consumatori: troppa offerta rispetta alla reale richiesta. Quest’anno a Beerattraction erano presenti molti più birrifici rispetto agli anni precedenti: quanti di loro riusciranno davvero ad andare avanti? Stesso discorso vale per i negozio specializzati: gli homebrewers sono tanti, e continuano ad essere in crescita, ma stiamo comunque parlando di prodotti di nicchia, quindi solo con il passare del tempo si vedrà come il mercato si assesterà.
Ci sono anche dei vantaggi ovviamente, e questi riguardano soprattutto la ricerca della qualità: sempre più persone in questo settore (sia per lavoro che per hobby) si impegnano in maniera incredibile  nella ricerca e  nello sviluppo di birre di grande qualità. La concorrenza in questo senso ha i suoi lati positivie senza cadere nel banale permettimi di dire che noi italiani abbiamo davvero delle marce in più: credo che con il passare del tempo il prodotto italiano migliorerà sempre di più e otterrà i riconoscimenti che merita anche all’estero.

 

Maggiori informazioni: www.birramia.it

Tweet

Luciano Galea
Info autore

Luciano Galea

Un Torinese vocato alla birra: sono un homebrewer che produce birre ad alta fermentazione. Nel mio piccolo sto facendo grandi passi avanti in questo mondo che mi piace sempre di più. Gestisco la mia pagina su Facebook chiamata Brasseria CIVICOquattro2 e con lo stesso nome ho creato un profilo Instagram. Collaboro con Giornale della Birra per condividere le mie esperienze e la mia passione, credendo fermamente che prima di scrivere di questa bevanda sia necessario studiare tanto, ascoltare le altrui esperienze e degustare con attenzione e moderazione!