Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 23/2018

6 Giugno 2018

Trinacria Homebrewers: l’unione fa la forza, anche per la birra!

Trinacria Homebrewers: l’unione fa la forza, anche per la birra!

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La birra è una bevanda che è capace di appassionare generazioni di bevitori, ma ancora più bello è coltivare l’hobby di realizzare a casa propria una birra artigianale. La soddisfazione ancora più grande deriva poi dal poter condividere i frutti del proprio lavoro con gli amici ed i famialiari, non solo all’atto della bevuta, ma anche scambiando idee ed esperienze con persone che hanno la tua stessa passione da domozimurgo. Ed è così che crescendo l’interesse degli italiani verso l’homebrewing, il mondo della birra fatta in casa si è arricchita di numerose organizzazioni di homebrewers. Tra queste “Trinacria homebrewers”, di cui ho intervistato il presidente, Riccardo Paternosto, uno dei fondatori e mente operosa dell’associazione palermitana.

 

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Quando e come è nata l’associazione Trinacria Homebrewers?
Una sera di ottobre dello scorso anno (2017) mi trovavo insieme ad altri homebrewers della mia città, Palermo, proprio in occasione di uno scambio di esperienze: ognuno aveva portato una propria produzione, per avere un riscontro dagli altri e capire cosa migliorare. Durante la degustazione abbiamo pensato: “Da troppo tempo non viene organizzato un concorso in Sicilia!”. Davanti ad una pinta si sa, spesso si parla di grandi progetti e tutto sembra più semplice: “Organizziamolo noi un concorso!” che è poi diventato: “Fondiamola noi un’associazione!”. Da qui è nata l’idea di fare qualcosa di nuovo. Così, insieme a quello che adesso è il consiglio di direttivo abbiamo deciso di essere noi stessi il cambiamento che tanto desideravamo per la nostra Sicilia brassicola. Nei giorni successivi a quella sera abbiamo cercato di contattare tutti gli homebrewers sparsi per la Sicilia, per capire se anche loro avessero le nostre stesse esigenze, e se avessero qualche idea da aggiungere o volessero mettersi in gioco in prima persona insieme a noi. Fortunatamente abbiamo avuto il supporto di tante persone, che hanno accolto l’idea con entusiasmo e ci hanno incoraggiato a concretizzare il nostro sogno. Così ha preso vita l’associazione culturale “Trinacria Homebrewers”, dedicata alla condivisione della nostra passione, l’homebrewing appunto, ma che cerca anche di fare promozione della cultura brassicola, ovvero della birra artigianale e delle realtà che ruotano attorno a questo fantastico prodotto.

 

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È importante per i neofiti dell’homebrewing far parte di un’associazione e perché?
Ritengo fondamentale il confronto con gli altri, soprattutto per chi ha intenzione di cominciare a cimentarsi nell’homebrewing. Entrando in associazione si ha la possibilità di conoscere homebrewers più esperti disposti ad aiutare i neofiti a produrre una birra migliore, cominciando da piccoli accorgimenti a cui si fa poca attenzione quando si comincia (ad esempio la pulizia) fino ad arrivare a consigli più tecnici come sull’acquisto di attrezzature varie per l’impianto di produzione.

Come vedi questa realtà nel panorama siciliano?
La nostra associazione porta una ventata di aria nuova nel movimento brassicolo siciliano. C’è stato un lungo periodo di stasi a livello culturale, che un po’ rispecchia la perdita di entusiasmo e propositività che si percepisce a livello nazionale.
Grazie ai social network abbiamo raggiunto una notevole copertura, scoprendo che l’homebrewing è un hobby molto più diffuso di quanto non si pensi.
Di certo la grandezza della nostra Regione e la carenza di collegamenti adeguati ha favorito nel tempo l’isolamento, ostacolando di fatto l’aggregazione di molti homebrewers residenti nell’entroterra siciliano. Per questo abbiamo contribuito all’organizzazione di un concorso per homebrewers a Niscemi (Dicembre 2017) e continueremo ad impegnarci per raggiungere anche le zone più remote della Sicilia.
C’è da dire anche che in un settore in cui si cerca di fare esclusività, noi siamo una realtà che punta sull’inclusività e totale apertura nei confronti di chi vuole capirne di più di birra artigianale, possibilmente fatta in casa.

 

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Da quando è nata l’associazione ci sono stati dei cambiamenti?
Non è passato molto tempo da quando abbiamo cominciato le attività, ma il cambiamento più grande e più bello che è avvenuto è stata la formazione di una comunità di homebrewers provenienti da tutta la Sicilia, una comunità che prende parte attiva nel proporre ed organizzare attività, che le vive con protagonismo e non le subisce passivamente. D’altronde è questo che vuol dire associazione: un insieme di persone (gli associati) legate dal perseguimento di uno scopo comune. Sanno di poter rappresentare questa realtà.

Quale consiglio puoi dare a colui che vuole avvicinarsi a questo mondo?
A chi vuole avvicinarsi a questo mondo consiglio di avere la massima curiosità e la voglia di sporcarsi le mani. Non arrendetevi ai primi tentativi andati male, per arrivare a produrre una buona birra c’è bisogno di una bella dose di studio (io mi sono documentato per due mesi prima di cominciare!), ma soprattutto siate sempre attenti alla pulizia dell’ambiente e delle attrezzature con cui preparerete la birra, non si scherza con la microbiologia!

 

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Sul territorio nazionale sono davvero molto le associazioni che, come Trinacria Homebrewers, contribuiscono ad accrescere la cultura per la birra prodotta in case e per i prodotti realizzati con artigianalità, senza mai dimenticare l’attenzione per il corretto stile di consumo delle bevande alcoliche. Un ruolo importante, quello rivestito da tali organizzazioni nel diffondere la cultura brassicola ed indurre una consapevolezza sempre maggiore in tutti i consumatori, da quelli più appassionati, fino anche a chi, invece, beve una birra in modo più superficiale. Il consiglio rivolto a tutti gli homebrewers italiani è di documentarsi sulla presenza di associazioni di questo tipo nel proprio territorio, per integrarsi in modo più attivo, dinamico e coinvolgente in questo bel mondo ed avere consigli dai più esperti nel campo produzione.

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Chantal Chiaramonte
Info autore

Chantal Chiaramonte

Nata nel 1996 a Caltanissetta, una città dell’entroterra siciliano. Diplomata in un istituto tecnico nell’ambito della chimica e delle biotecnologie sanitarie ho deciso di proseguire i miei studi nel campo dell’ingegneria civile e ambientale.
Mi sono avvicinata al mondo della birra grazie al mio fidanzato nel maggio del 2017. Ho iniziato a bere ogni settimana birre artigianali sempre diverse alla ricerca della birra perfetta che continua senza sosta. Ad un certo punto non mi bastò più berla volevo sapere anche tutto sulla produzione; così ho fatto qualche cotta e nel dicembre del 2017 ho conquistato il secondo posto regionale in un contest per homebrewers insieme al mio ragazzo, compagno di avventure. Non sono un’esperta tecnica del campo, ma di certo ciò non mi ferma.