Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 42/2017

19 ottobre 2017

Tu per tu con “il Capo dei Cattivi”

Tu per tu con “il Capo dei Cattivi”


 

L’alias di Giuseppe Leone non nasce a caso: è, infatti, a tutti gli effetti il capo di una combriccola di “cattivi” che si dedicano alla produzione di birra fatta in casa, e che usano questa passione per mettere in atto tutta una serie di progetti, alcuni funzionanti, altri meno, perché sono semplicemente incapaci di “stare fermi”, ma soprattutto perché dopo tanti anni, ancora non hanno ancora trovato un modo più divertente per stare insieme…

Giuseppe, fin dai primordi della sua passione, ha deciso di condividere le sue esperienze sul web, diventando oggi un vero e proprio riferimento per molti domozimurghi del nostro paese che trovano su www.ilcapodeicattivi.it fonte di ispirazione e di conoscenza.

Oggi abbiamo l’onore di conoscere meglio Giuseppe e la sua passione per l’homebrewing!

 

Giuseppe, come nasce l’idea di condividere la tua esperienza mediante il sito e la pagina facebook ?

Il sito esisteva già da parecchio tempo, e seppur con grafiche e contenuti diversi, si occupava di questa mia piccola passione per la birrificazione casalinga; si è poi “evoluto” quando ho deciso di mettere in pratica l’idea di creare un impianto “single vessel” partendo da un comune bollitore elettrico commerciale come quello della klarstein, cominciai a parlarne e a descrivere quello che stavo progettando e mettendo insieme su alcuni forum che frequento, e li mi chiesero se fosse possibile  “concentrare” tutte le informazioni in un solo luogo, e cosi, nacque il sito.Che oggi è parecchio frequentato, francamente, molto di più di quanto avessi previsto.

 

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Sei molto seguito e spieghi passo passo la costruzione del tuo impianto, come mai questa scelta ?

Forse, perché quando iniziai a produrre birra, ebbi la fortuna di incontrare persone che mi spiegarono con pazienza come si facessero le cose e perché andassero fatte in un determinato modo, e mi sono ispirato a loro… Ma sia ben chiaro: io non ho mica inventato nulla, ho solo applicato nozioni e concetti già ampiamente conosciuti ed utilizzati, e dato che in tanti mi chiedevano dettagli e particolari sul mio lavoro, è venuto naturale condensare tutto in una specie di grosso “tutorial”, a cui poi si sono aggiunti approfondimenti, divagazioni, ed eventuali consigli, che sono derivati dalla mia esperienza d’uso (e anche da quella di molti utenti che hanno realizzato impianti validi come il mio, se non di più..), anche le ricette che si possono trovare sul sito sono state aggiunte per richiesta degli utenti, che dopo aver realizzato l’impianto, mi hanno chiesto anche di condividere alcune delle ricette che avevo provato, in modo da avere a disposizione i pesi dei grani e i volumi dei liquidi da impiegare, e poter accumulare “esperienza su strada” con questo tipo di impianto, che come dico spesso su mio sito, è fondamentale per utilizzarlo in modo corretto, soddisfacente, e soprattutto: sicuro. Ecco, la “sicurezza” è uno dei temi ricorrenti nelle mie pagine, e forse uno dei motivi principali che mi hanno spinto a realizzare il sito, bisogna valutare con attenzione i rischi a cui si va incontro “maneggiando” una resistenza elettrica da 2,5 Kw in presenza di 30 litri d’acqua, e fornire consigli ed esempi “validi” mi è sembrato indispensabile quanto, e forse più, che descrivere come si poteva creare un impianto single vessel…

 

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L’impianto come il tuo l’ho visto in funzione da un amico ed è molto pratico per uso casalingo, hai in mente delle varianti ?

Si, ho già una variante pronta, non l’ho ancora collaudata, più per pigrizia che per altri motivi, ma cercherò di farlo prima dell’autunno, non voglio anticipare molto, ma alcune cose le posso dire: se per la prima modifica della pentola klarstein, mi sono ispirato al sistema del Grainfather, in cui il mosto filtra attraverso i grani per caduta dall’alto, per la seconda variante ho deciso di cambiare radicalmente i principi del ricircolo, e mi sono ispirato al Braumeister, in cui il mosto circola attraverso i grani spinto dal basso; un’altra cosa che posso dirvi fin da ora su questa versione dell’impianto, è che per la creazione del cestello interno non saranno necessarie saldature o lavorazioni specialistiche, e che la sua realizzazione sarà semplicissima e alla portata di tutti, e ovviamente, la modifica verrà descritta con disegni, fotografie, descrizioni ed eventuali tutorial sul mio sito

 

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Quante cotte fai in un anno e principalmente di quali stili ?

Diciamo che ne faccio almeno una al mese, durante il periodo freddo anche una ogni 3 settimane, i miei “volumi” non sono  enormi, faccio cotte da 20/23 litri finali dato che mi piace molto sperimentare stili e ricette, e anche perché un fermentatore da 50 litri non saprei dove metterlo; per quanto riguarda gli “stili” io prediligo le basse fermentazioni, non disdegno una buona “Ale”,  i profumi che ne derivano e tutte le sfumature che le spezie e i lieviti specifici riescono a dare a queste birre, ma una pilsner ben fermentata e lagerizzata, con la sua trasparenza e i suoi sapori ed aromi netti e definiti, riesce a darmi molta più soddisfazione.

 

Secondo te cosa non deve assolutamente mancare in casa di ogni hombrewer ?

Una camera di fermentazione a temperatura controllata…  Spesso noi homebrewers ci concentriamo sul mash e tutti i suoi aspetti, e ci dimentichiamo che la birra si ottiene per fermentazione…  Io ritengo che il controllo delle temperature di lavoro dei lieviti sia indispensabile per ottenere un prodotto finale di qualità, quindi, il possesso di una camera a temperatura controllata o di un frigorifero, è una cosa imprescindibile per chi vuole veramente “evolversi”, personalmente, io utilizzo un vecchio frigorifero pilotato con un termostato STC1000 dotato di una sonda in acciaio inox lunga 30 cm, che metto direttamente a bagno nel mosto.

 

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Ci terrei a concludere questa chiacchierata nel solito modo:

ragazzi, fate attenzione a quello che fate, corrente elettrica e acqua calda non vanno molto d’accordo, quindi, leggete ed informatevi pure sul web in siti come il mio, ma poi, agite sempre cum grano salis, il nostro è un hobby bellissimo e molti “lavoretti” sembrano facilmente realizzabili, ma quando si parla di elettricità, l’approssimazione e il dilettantismo non devono esistere.

Maggiori informazioni su www.ilcapodeicattivi.it

Luciano Galea
Info autore

Luciano Galea

Un Torinese vocato alla birra: sono un homebrewer che produce birre ad alta fermentazione. Nel mio piccolo sto facendo grandi passi avanti in questo mondo che mi piace sempre di più. Gestisco la mia pagina su Facebook chiamata Brasseria CIVICOquattro2 e con lo stesso nome ho creato un profilo Instagram. Collaboro con Giornale della Birra per condividere le mie esperienze e la mia passione, credendo fermamente che prima di scrivere di questa bevanda sia necessario studiare tanto, ascoltare le altrui esperienze e degustare con attenzione e moderazione!