Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 47/2018

20 Novembre 2018

Birrificio kottabos: passione femminile

Birrificio kottabos: passione femminile

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Il kottabos era un gioco ampiamente diffuso nel mondo greco antico, dall’elevato contenuto ludico. Lo scopo del gioco consisteva nel colpire un bersaglio, un piatto o un vaso, sul cui fondo era rimasto del vino. Generalmente il premio che spettava al vincitore era una mela, dei dolci, una coppa o il bacio della persona amata, cui era dedicato il lancio. Qualunque fosse il premio, il risultato era che a fine serata si usciva un po’ brilli. Il beerpong è la versione moderna del Kottabos, solo che anziché con il vino si fa con la birra. Da qui, e dal nome Kotta che si rifà alla cotta cioè alla produzione della birra, nasce il nome di questo birrificio e brew pub che si trova in un piccolo paesino siciliano Rocca di Capri Leone, in provincia di Messina.

 

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Oggi, in esclusiva per Giornale della Birra, ho avuto una breve chiacchierata con uno dei collaboratori del birrificio Kottabos, Giuseppe Sferruzza.

Quando e come nasce il vostro progetto birrario?

Noi nasciamo nel 2015 come microbirrificio grazie alla passione di tre donne che facendo birra in casa decisero che era giunto il momento di iniziare l’attività. Noi non solo produciamo ma fin dalle origini ci occupiamo della mescita direttamente in loco, dato che siamo anche un locale con cucina.

 

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Di quante birre consta la vostra linea di produzione? Qual è la vostra birra di punta?

Le nostre birre sono prodotte con metodo artigianale, non filtrate, non pastorizzate ed evocano i profumi e i sapori intensi di un territorio coinvolgente come sa essere quello di Sicilia. Produciamo cinque diversi tipi di birre, soprattutto stili ad alta fermentazione; una Golden Ale dal nome Leonia che richiama il nostro paese Rocca di Capri Leone. Esprime complesse note di frutti rossi e frutti tropicali come la papaia e il mango. In bocca ha un gusto vivace e fragrante con note di luppolo e di malto. Una American Amber Ale di nome Berenice, molto bilanciata tra malto e luppolo, evidenzia note di miele, liquirizia e tabacco. Con un corpo medio e una carbonazione moderata, sprigiona una morbida dolcezza che rilascia un gusto rotondo al palato.Produciamo anche una special Weiss di nome Despina che a differenza delle Weiss tradizionali che hanno sentori di banana e chiodi di garofano, combina note di frutti tropicali, mela verde, crosta di pane e fieno.

 

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In bocca ha un gusto deciso con sentori freschi e leggermente amarognoli. Inoltre, abbiamo una American Ipa di nome Ipazia chepresenta al palato un amaro gentile, fruttato e agrumato. L’amaro dei luppoli resta e cresce nel finale rimanendo piacevolmente, con eleganti sensazioni erbacee ed agrumate. Infine, la nostra punta di diamante è la Rauchbier che abbiamo chiamato Moriano, una birra a bassa fermentazione che abbiamo pensato di produrre perché nel nostro territorio, quello dei Nebrodi, c’è un prodotto eccezionale conosciuto in tutto il mondo, che è appunto il suino nero dei Nebrodi. Abbiamo pensato di fare una birra che potesse accompagnare questo nostro prodotto tipico e la scelta è ricaduta su una Rauchbier, perché il gusto affumicato della birra è ideale per essere abbinato alla carne di maiale.

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L’idea della birra degustata direttamente in loco è una bella idea, soprattutto se accompagnata a dei piatti culinari…

Nel birrificio Kottabos, oggi, si può trascorrere una serata all’insegna dell’allegria e dell’ottima musica, degustando le nostre birre artigianali sempre fresche e accompagnate da un tagliere di salumi e formaggi prodotti da artigiani locali.

Maggiori informazioni sul birrificio e sulle birre prodotte: www.lnx.kottabos.beer

 

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Pierfrancesco Caffarelli
Info autore

Pierfrancesco Caffarelli

Classe 1988, nato a Licata, paese del profondo sud della Sicilia. Ho una laurea magistrale in Economia presso l’Università di Messina.

Il mio amore per la birra è nato proprio a Messina quando nel 2012 e per circa due anni, ho lavorato in un brewpub della città, iniziando ad apprezzare e a conoscere quello che sarebbe diventato un mio grande amore. Ho partecipato, come rappresentante del birrificio a diverse fiere nella mia regione, cercando il più possibile di trasmettere il mio amore e la mia passione per la birra. D’altronde, se si vuole provare a vendere un prodotto come questo, che a molti può essere sconosciuto, la cosa fondamentale è incuriosire la gente, trasmettendo la propria passione e voglia, alla conoscenza di questo fantastico mondo.

Non sono un esperto, non ho certificati però potrei parlare di birra e delle sue mille sfaccettature per ore senza mai fermarmi, solo allo scopo di trasmettere quanto più possibile, a chi ha la pazienza di ascoltarmi. Da qualche tempo cerco di fotografare tutte le birre che bevo e pubblicarle nella mia pagina Instagram, al solo scopo di incuriosire i miei followers e conoscere quanti più beerlover nel mondo.

Sono sempre pronto ad ascoltare e a leggere da “umile bevitore” le tante persone che scrivono e operano intorno a questo mondo. D’altronde non sono neanche un homebrewer, la birra preferisco berla e apprezzarla.