Numero 42/2019

14 Ottobre 2019

Elvira Ackermann, una donna del mondo alla conquista della birra artigianale

Elvira Ackermann, una donna del mondo alla conquista della birra artigianale

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La nostra nuova rubrica “Le donne e la birra” è una rubrica che vuole dare spazio alle donne che si occupano direttamente o indirettamente di birra artigianale e della sua diffusione.  Le nostre protagoniste sono tutte donne che fanno il loro lavoro con passione e convinzione.

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Avrete occasione di conoscere tante donne della nostra scena birraria e quella internazionale, le loro storie di vita, i loro progetti attuali e futuri.

Iniziamo la nostra prima intervista con Elvira Ackermann. Elvira ricopre attualmente la carica di Presidente dell’Associazione “Le donne della birra”: è una donna che ama la vita e prende tutte le cose che arrivano con positività e ne fa tesoro, ti conquista con la sua energia e voglia di fare.

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Elvira, ci puoi raccontare la tua storia e come sei arrivata ad avvicinarti al mondo della birra?

Sono tedesca di nascita, italiana di adozione. Amante di Bacco e Sommelière del Vino dal 1995. Dopo una ventina di anni vinosi, sono tornata alle mie radici germaniche e mi sono appassionata di birre artigianali. Sono con-titolare delle storiche Enoteche Squillari di Genova e Presidente dell’Associazione Le Donne della Birra.

Poliglotta, ho girato il mondo in lungo e in largo. Sono nata ad Amburgo da padre tedesco e madre siciliana, accoppiata vincente che mi ha regalato un vasto orizzonte e la passione per le culture straniere.

A 19 anni ho attraversato per la prima volta l’Atlantico per studiare al Miramar College di San Diego, California. Sono rientrata in Europa e mi sono trasferita in Toscana dove ho vissuto per una ventina di anni e ho conosciuto il magico mondo del vino. Lavoro per le più prestigiose aziende vitivinicole d’Italia come Antinori, Folonari e Lungarotti.

Nel 2003 è nato mio figlio Filippo Sebastião da una relazione con un professore universitario portoghese. In una cantina del Chianti ho conosciuto il mio attuale compagno e grazie a lui sono approdata a Genova dove vivo e degusto appassionatamente dal 2009. A febbraio 2017 ho ottenuto il prestigioso diploma di “Bier-Sommelière” della rinomata scuola tedesca Doemens.

Uno dei miei progetti futuri è il sostegno promozionale e commerciale dei micro-birrifici italiani al femminile. Sogno nel cassetto: brassare le mie birre.

Mi sono avvicinata al mondo della birra tramite il mio lavoro come enotecaria, importatrice e distributrice di vino e di altre bevande. Nel 2011 ho importato le prime birre belghe e mi sono innamorata di questo mondo magico.

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.Attualmente hai la carica di Presidente dell’Associazione “Le Donne della Birra”: ci racconti come ti è venuta l’idea di creare questa associazione?

Quando nell’aprile 2015 ho fondato, insieme a Giuliana e Caroline, l’Associazione “Le Donne della Birra” ho preso spunto dall’Associazione “Le Donne del Vino” che esiste dal 1988. Considerando l’esplosione del fenomeno birrario italiano e il crescente numero di donne in esso coinvolto, sentivo la necessità e il desiderio di divulgare la cultura birraria coinvolgendo le donne nel settore birrario in un’ottica di pari opportunità, ma decisi di rivolgermi anche alle appassionate non soltanto alle professioniste, la scelta che ha invece fatto l’associazione Le Donne del Vino.

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Cos’è l’Associazione, quali sono i suoi obiettivi, chi può aderire e quali sono i vantaggi per i suoi soci?

Nel dettaglio cerchiamo di accrescere, evidenziare e valorizzare il ruolo della Donna nel mondo birrario e di diffondere e migliorare la conoscenza e la cultura della birra di qualità.

Per realizzare questi obbiettivi la nostra Associazione svolge numerose attività in tutta Italia e in Svizzera, come per esempio:

– eventi per la valorizzazione delle donne nel mondo della birra;

– eventi per la valorizzazione della cultura birraria e della gastronomia birraria italiana e internazionale;

– cene, degustazioni, show cooking, Beer Tours e altre attività brassicolo-gastronomiche;

– attività culturali, presentazioni di libri, mostre, concerti e spettacoli;

– corsi, laboratori, formazioni, conferenze, seminari e ogni altra attività collegata;

– attività educative per promuovere il consumo consapevole e informato di birre;

– attività per promuovere la parità di genere e dedicate all’empowerment delle Donne nel mondo della birra;

–  fiere, mostre e festival come Beer Attraction, Craft Beer Italy, Birraio dell’Anno, Cibus, SoloBirra, Bosa Beer Fest, Genova Beer Festival, Pompei Beer Festival, Birralonga……

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.Le nostre 166 Socie, di cui circa un terzo sono Professioniste, sono sparse su tutto lo stivale e abbiamo anche qualche socia in Ticino. La maggior concentrazione di socie si trova al nord, soprattutto in Lombardia e in Liguria, ma anche nel Lazio c’è un numero sostanzioso di socie. Circa due terzi delle socie sono appassionate che lavorano nei settori più disparati, dalla parrucchiera alla commercialista. Le professioniste sono birraie, publican, chef, ristoratrici, sommelières, manager, giornaliste, blogger, esperte di marketing, event planner, importatrici, distributrici….

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Interessante anche la fascia di età delle nostre socie che spazia dai 25 ai 60 anni. Non ci sono limiti di età nel mondo birrario (a parte quello stabilito dalla legge) e questo lo trovo molto positivo. La passione per le birre può durare una vita e le persone di una “certa” età che frequentano pub o altri ambienti birrari non vengono viste in una luce inadeguata o ridicola, come succede in altri settori. Mi piace godermi una buona birra con mio figlio in un locale e sentirmi completamente a mio agio. Lo stesso ovviamente vale per lui!

Cosa è stato fatto fino ad oggi dall’Associazione e quali sono i vostri piani per il futuro?

Oltre agli eventi sopra menzionati, negli ultimi anni abbiamo anche partecipato a raccolte pubbliche di fondi, in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione. Abbiamo per esempio sostenuto il progetto di Roberta Stifano sulla violenza contro le Donne. In quel contesto abbiamo dato un contributo concreto alla “Casa delle Donne” di Milano tramite la donazione di birre brassate, importate o distribuite dalle nostre socie professioniste.

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Da maggio di quest’anno abbiamo delle “ambasciatrici” (delegate) per ogni regione e per la Svizzera per poter gestire meglio le iniziative e gli eventi regionali e provinciali. Sul nostro sito www.ledonnedellabirra.it  pubblichiamo regolarmente gli eventi che abbiamo in programma.

Quali sono secondo te le maggiori difficoltà che una donna trova lavorando in questo settore?

La marginalità delle Donne nel mondo della birra è evidente. La presenza delle Donne è scarsa anche se in aumento. Ancora oggi il settore è prettamente maschile, circa il 90% dei birrai sono maschi. Un dato positivo invece è che in altri settori, come per esempio la ristorazione (pub, bar, ristoranti, ecc.), le donne superano gli uomini in numero.

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Parlando con le nostre socie birraie è apparso che soprattutto all’inizio alcune di loro non venivano prese sul serio e spesso sottovalutate. Altre non negano il fatto che il lavoro da birraia può essere pesante dal punto di vista fisico: i sacchi di malto, i fusti e le casse di birra hanno un certo peso. Altre ancora, comprese le appassionate, si lamentano del fatto che la pubblicità della birra sia sessista sentendosi discriminate e ridotte a ruoli secondari, decorativi, stupidi o seduttivi. A mio avviso i messaggi pubblicitari sono migliorati notevolmente negli ultimi anni. Personalmente non ho mai avuto problemi con i maschi, spesso si sono complimentati per la mia carriera e hanno mostrato disponibilità e interesse nei miei confronti. Credo che le donne siano un grande valore aggiunto per il mondo birrario. Cerchiamo di vedere il lato positivo e facciamo un brindisi tutti insieme, maschi e femmine. Prost!

Un caro saluto da Elvira e le altre socie

Per maggior informazione: www.ledonnedellabirra.it

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Info autore

Lina Zadorojneac

Nata in Moldavia, mi sono trasferita definitivamente in Italia per amore nel 2008. Nel 2010 e 2012 sono arrivati i miei due figli, le gioie della mia vita: in questi anni ho progressivamente scoperto questo paese, di cui mi sono perdutamente infatuata. Da subito il cibo italiano mi ha conquistato con le sue svariate sfaccettature, ho scoperto e continuo a scoprire ricette e sapori prima totalmente sconosciuti. Questo mi ha portato a cambiare anche il modo di pensare: il cibo non è solo una necessità, ma un piacere da condividere con la mia famiglia e gli amici. Laureata in giurisprudenza, diritto internazionale e amministrazione pubblica, un master in scienze politiche, oggi mi sono di nuovo messa in gioco e sono al secondo e ultimo anno del corso ITS Gastronomo a Torino, corso ricco di materie interessanti e con numerosi incontri con aziende produttrici del territorio e professionisti del settore. Il corso ha come obiettivo la formazione di una nuova figura sul mercato di oggi: il tecnico superiore per il controllo, la valorizzazione e il marketing delle produzioni agrarie e agro-alimentari. Così ho iniziato a scrivere per il Giornale della Birra, occasione stimolante per far crescere la mia professionalità.