Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 20/2016

16 maggio 2016

Intervista esclusiva a Leonardo Di Vincenzo: Birra del Borgo tra passato, presente e futuro

Intervista esclusiva a Leonardo Di Vincenzo: Birra del Borgo tra passato, presente e futuro


 

Giornale della Birra ha intervistato in esclusiva Leonardo Di Vincenzo per parlare del passaggio di Birra del Borgo alla multinazionale AB InBev. L’a.d. rispondendo alle nostre domande ha rassicurato tutti gli appassionati che la qualità futura dei prodotti che usciranno dallo stabilimento di Borgorose sarà sempre la stessa. Ecco cosa ci ha raccontato.

Quando ha iniziato l’avventura di Birra del Borgo, quali erano i suoi sogni e i suoi obiettivi? Pensa di averli realizzati?

Preferisco parlare dei sogni e degli obiettivi di “Birra del Borgo”, abbiamo sempre ragionato come una squadra, anche questa è stata la nostra forza. Abbiamo iniziato nel 2005 in quel di Borgorose puntando sulla qualità e sulla sperimentazione. Oggi restiamo a Borgorose, fedeli alla nostra identità, con la grande opportunità di continuare a fare qualità, sperimentazione e innovazione. Obiettivi raggiunti.

C’è una delle sue birre a cui è legato maggiormente?

Ce ne sono più di una. Sicuramente la REALE, la nostra birra di punta, e poi l’EQUILIBRISTA, una birra in equilibrio tra il mondo del vino e quello della birra (40% mosto di vino e 60% mosto di birra).

Cosa dice a coloro i quali ritengono che il passaggio di Birra del Borgo ad AB InBev sia stato quasi come vendere l’anima al diavolo?

Ai nostri consumatori interessa avere ottima birra, e questo non cambierà. Il nostro partner ama la birra di qualità tanto quanto noi, questo ci ha spinti a siglare l’accordo. La nostra identità resterà la stessa, così come il nostro team.

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Ritiene che il Vostro birrificio possa avere in futuro libertà di azione nel creare nuove birre e nel mantenere uno standard qualitativo alto così come adesso? Non ha paura che AB InBev possa guidarvi verso la strada della birra industriale?

La partnership ci permetterà di continuare ad investire nello sviluppo del birrificio, sia in Italia che all’estero, per incrementare il nostro portfolio di grandi birre. Avremo inoltre accesso ad un incredibile quantità di know-how, sia dal punto di vista tecnologico che scientifico. Al momento non abbiamo paure da scongiurare, solo prospettive felici cui guardare.

Se verrà approvata la normativa sulla birra artigianale, il vostro birrificio a norma di legge non potrà più produrre “birra artigianale”. Avete valutato anche questo aspetto prima di firmare l’accordo di vendita?

Quello che ci interessa è produrre birre di ottima qualità cercando di distinguerci, di differenziarci dagli altri, intorno a questo termine si è invece creata un’enorme confusione e ne è stato fatto enorme abuso.

Ritiene che la definizione di birra artigianale non sia così importante per un birrificio tanto da poterne farne a meno?

Non lo abbiamo mai pensato, crediamo soltanto che la definizione “artigianale” non sia necessariamente sinonimo di qualità ma questo vale in assoluto, per la birra come per altro. La qualità si costruisce negli anni, con l’esperienza, la costanza e la capacità di guardare oltre. “Artigianale”, lo ribadiamo, è un termine abusato e utilizzato oggi in troppi contesti.

Crede che il futuro della birra sia legato alle grandi multinazionali del beverage?

Credo che il futuro della birra sia legato al mantenimento di standard elevati. E’ per mantenere elevati questi standard che abbiamo scelto di legarci ad una multinazionale. Questo ci consentirà di lavorare sulla qualità, sul prodotto, di sperimentare e di innovare senza doverci preoccupare degli aspetti manageriali e imprenditoriali legati alla produzione.

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Pensando ad alcuni vostri progetti come Etrusca e MyAntonia, crede che continuerete con i progetti con gli altri birrifici o crede che questo passaggio in qualche modo vi taglierà fuori dal mondo della birra artigianale?

Abbiamo sempre accolto con entusiasmo tutte le valide occasioni di collaborazione a progetti con altri birrifici che si sono presentate in passato e continueremo a farlo. Siamo certi che ne arriveranno altre.

Come vede il futuro di Birra del Borgo? Quali progetti ci saranno nel futuro grazie anche ad AB Inbev?

Roseo più che mai. Da tempo progettavamo di aumentare le capacità produttive di Birra del Borgo e siglando questa partnership ci siamo mossi esattamente in questa direzione. Vogliamo continuare ad investire nello sviluppo del birrificio ed incrementare la produzione di grandi birre.

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Cosa consiglierebbe ad un giovane che si affaccia oggi sul mondo della birra artigianale come produttore?

Il mercato è saturo, la competitività è alta, quello che conta è riuscire a differenziarsi creando dei prodotti di alta qualità. Per arrivare a questo le idee e la creatività sono importanti ma anche il rigore, lo studio, i viaggi, l’approfondimento e la capacità di guardare oltre. Al di là del prodotto c’è poi una caratteristica che riconosco a pochi produttori incontrati: la capacità di farsi ambasciatori della cultura birraria sensibilizzando la propria gente, facendo un lavoro sul proprio territorio d’origine.

 

Potete anche leggere l’intervista esclusiva di Giornale della Birra a Simon Wuestenberg, country director della multinazionale belga AbInbev.

Maggiori informazioni su Birra del Borgo e sulle birre prodotte sul sito web aziendale www.birradelborgo.it.

Andrea Gattini
Info autore

Andrea Gattini

Sono nato il 23 Novembre 1979 a Carrara (MS) e vivo da sempre ad Avenza una frazione di Carrara. Ho conseguito il diploma di maturità scientifica.

La mia passione per la birra è nata parecchi anni fa. Inizialmente con una collezione di sottobicchieri di ogni marca di birra (ad oggi ne ho più di trecento), ma per motivi di spazio sto rallentando la raccolta. Grazie al gemellaggio pluritrentennale della mia città natale con Ingolstadt in Baviera, visto che ogni fine estate viene organizzata una festa della birra in stile Oktoberfest, questa mia passione non poteva che aumentare. Negli ultimi tempi sto inziando a collezionare bottiglie vuote di birra artigianale e bicchieri da birra. Ho pinte nonic, masskrug sia in vetro che in ceramica, weizenglass, teku, coppe trappiste, tulipani e calici a chiudere.

Con il tempo ho imparato a conoscere ed apprezzare meglio questa antichissima bevanda grazie ad un corso di degustazione a cui ho partecipato. Quando mi è possibile insieme alla mia compagna di vita Francesca partecipo ad eventi Slow Food e mi diletto, ove possibile, a visitare birrifici artigianali sparsi un po’ in tutta Italia. Cerco sempre di inserire nei miei viaggi qualche meta a sfondo birrario.

Non sono un esperto che può esibire certificati, sono semplicemente uno dei tanti consumatori pieno di passione per la birra che non smette mai di imparare e scoprire nuove notizie in ambito birrario e quando può cerca di divulgare il buon bere. Amo molto la cucina e mi piace sperimentare nuovi abbinamenti gastronomici con la birra.

Non sono un homebrewer, la birra preferisco berla!

Mi piace molto leggere libri gialli o thriller, tra i miei autori preferiti ci sono Camilleri, Follet e Malvaldi. Altra vera passione è il calcio, sono tifosissimo della squadra più bella che ci sia al mondo: ovvero la Fiorentina (vi avviso, in questo campo non riesco ad essere molto sportivo). Tra gli sport mi piacciono anche il ciclismo e il basket.

Spero che possiate appassionarvi ai contributi che ho pubblicato e produrrò su giornaledellabirra.it!

Aspetto i vostri suggerimenti e anche le vostre critiche e se avete dei dubbi o curiosità su qualcosa che ho scritto non esitate a contattarti tramite mail!

Prosit!