Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 37/2018

11 settembre 2018

La birra artigianale diventa Rap: la performance artistica “fuori stile” di Posaman

La birra artigianale diventa Rap: la performance artistica “fuori stile” di Posaman

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Difficile negare che quando un oggetto della passione diventa veramente popolare, possa esulare dall’onore e dall’onere di diventare soggetto di canzone: l’annuncio recentissimo del lancio sul portale youtube di un videoclip rap dedicato alle birre artigianali italiane è un ulteriore tassello dell’importanza che questa bevanda sta assumendo nelle scelte di consumo degli italiani. Una notizia finora forse passata in sordina al popolo degli appassionati delle craft tricolori, ma che sicuramente segna il passo dei tempi.
Ma quale artista si nasconde dietro la canzone? L’autore è Posaman, all’anagrafe Moreno Curti , un rapper che ha già fatto molto parlare di sé e delle sue performance artistiche sulla scena nazionale e non solo della moderna musica popolare. Nel testo e nel videoclip del suo ultimo singolo emerge a tutto tondo l’ambiente della birra: scene registrate in numerosi microbirrifici, con la partecipazione anche dei birrai, fraseggi in assoluto stile “di protesta”, ma da cui emerge passione e rispetto nei confronti del bere di qualità.
Oggi, in esclusiva per Giornale della Birra, la nostra intervista a Posaman!

 

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Posaman , la birra è stata spesso al centro dell’interesse degli artisti: fin dall’antichità è apparsa nei quadri fiamminghi, divenuta poi “comparsa” importante di numerosi film, oggi approda nella musica del Terzo Millennio. Come hai unito nella tua performance artistica la birra al rap?
Io adoro la birra, da appassionato mi piace sempre provare birre che non ho ancora mai bevuto , mi piace frequentare degustazioni ed eventi. Ho voluto unire la passione per la buona birra alla passione per la musica Rap che ho fin da quando ero pischello.
Ho collaborato con il producer trentino “$os Beatz” che ha prodotto il beat dando il mood giusto per questa canzone. Ho pensato a quali birre potessero stare bene sul beat e con qualche gioco di parole le ho inserite, ovviamente prima le ho bevute tutte!

 

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Esprimere con la musica e le parole il mondo e la cultura sottesa alla birra artigianale, così come le sue contraddizioni, presuppone una conoscenza intima del settore: come hai tratto l’ispirazione per la tua canzone?
Ci tengo a dire che non sono né un esperto né un birraio , ma un appassionato che vuole rimanere aggiornato nel campo birra perché semplicemente gli piace.
Devo dire che la creatività nel campo birrario si sposa molto bene con il mio tipo di scrittura rap.
Ho giocato coi nomi delle birre per completare alcune frasi come :“ Scrocco alle fiere, che Menaresta m’ urla “Verguenza” oppure citando lo stile della birra “Se mi eccito con Madame Galaxy poi non fare l’ Acida Lady Peach” o nominado birrai e birrifici.
Avrei potuto continuare a scrivere anche tre, quattro strofe visto che le birre che mi piacciono sono tante e altrettante sono le rime ispirate da esse, pero’ non potevo fare una canzone infinita.

 

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Ovviamente, la tua cultura musicale è “impresta” al mondo della birra: puoi raccontarci qualcosa di più sulla tua esperienza musicale?
Sono attivo musicalmente da ormai più di dieci anni, “Metereopatico” del 2016 è il mio sesto disco, da settembre di quest anno usciranno molti singoli , “Hoppy Ending” è il primo.
Ho condiviso tanti palchi con rapper forti da Bassi Maestro a Salmo e vinto tanti contest di freestyle, ci tengo molto al titolo di campione regionale del tecniche perfette Veneto (2017) e Marche (2016).

 

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Nel videoclip appaiono numerosi birrifici e birrai craft italiani: quali hai coinvolto e perché la scelta è ricaduta proprio su questi nomi?
Premetto che mi sarebbe piaciuto girare il video in ogni birrificio nominato ma per questioni di tempo e budget non è stato possibile.
Abbiamo girato da “Brewfist” perchè è come stare a casa per me, il “Terminal1” è proprio un posto che mi prende bene, un po’ per lo staff come “Gio” il pelato o “Rid3r” l’ amico rappuso ,un po’ per le birre, anzi un bel po’ per le birre. “Spaceman” tutta la vita.
“Bosco grosso” l’ ho conosciuto durante il “Melegnano Beer festival” ed è stato subito amore per la loro “Scream Ale” e visto che la strofa parte con “Prevedo la morte sotto onde di porter come Catherine Butler” ho voluto girare il video da loro visto che “Catherine Butler” è il nome della loro Porter.
Gianluca di “Birrificio Vetra” è sempre così generoso quando ci incontriamo alle fiere che ho voluto ricambiare il favore bevendo birra sul transpallet del loro birrificio. In realtà ero a una degustazione e ho fatto ascoltare la canzone ai ragazzi di Vetra che mi hanno invitato al loro birrificio e ho subito accettato.
Da “Lambrate” perchè era tanto che volevo collaborare con loro , le birre sono super , Giampaolo disponibilissimo e mi sono giocato la carta dello“Special Guest” perchè effettivamente l’ entrata in moto e le innumerevoli corna da concertone Metal fanno la differenza!

 

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Infine, una domanda più personale: lo stile di birra più rap?
Il fatto è che come la birra il rap ha numerosi stili.
A volte mi diverto ad assegnare gli stili birrai ai rapper: mc storici come “Bassi Maestro” o “Colle der Fomento” potrei abbinarli a Lagher , Ale o Strog Ale, un “Kaos” assolutamente a una acida , “Noyz Narcos” sicuro una Ipa , per “Nitro” ci vedo bene una Stout e per “Sfera e Basta”, “Drefgold” e compagnia trap delle NEIPA tropicali !

Non ci resta che ascoltare la tua canzone al LINK YOUTUBE, magari sorseggiando una buona craft italiana:
https://www.youtube.com/watch?v=m2jNQWRwfPU

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Massimo Prandi
Info autore

Massimo Prandi

Un Albese cresciuto tra i tini di fermentazione di vino, birra e… non solo! Sono enologo e tecnologo alimentare, più per vocazione che per professione. Amo lavorare nelle cantine e nei birrifici, sperimentare nuove possibilità, insegnare (ad oggi sono docente al corso biennale “Mastro birraio” di Torino e docente di area tecnica presso l’IIS Umberto Primo – la celeberrima Scuola Enologica di Alba) e comunicare con passione e rigore scientifico tutto ciò che riguarda il mio lavoro. Grazie ad un po’ di gavetta e qualche delusione nella divulgazione sul web, ma soprattutto alla comune passione e dedizione di tanti amici che amano la birra, ho gettato le basi per far nascere e crescere questo portale. Non posso descrivere quante soddisfazioni mi dona! Ma non solo, sono impegnato nell’avvio di un birrificio agricolo con produzione delle materie prime (cereali e luppoli) e trasformazione completamente a filiera aziendale (maltazione compresa): presto ne sentirete parlare!