Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana
28 dicembre 2015

Millecento: la birra del Monastero di San Silvestro

Millecento: la birra del Monastero di San Silvestro


Nel cuore dell’Appennino Umbro-Marchigiano, nel cuore di un’area incontaminata e lontana dal caos nei pressi di Fabriano, si trova l’antico Monastero di San Silvestro.

La struttura monumentale, che comprende l’importante Chiesa romanica di San Cassiano in Valbagnola e l’Abbazia, ospita dal 2014 anche un birrificio artigianale. Il nome della birra, denominata non a caso MilleCento, prende il nome proprio dall’epoca a cui risalgono le prime testimonianze storiche del complesso religioso. Elemento caratterizzante, oltre alla particolarità del luogo in cui ha sede l’azienda, è la possibilità da parte del mastro birraio di attingere alle sorgenti incontaminate del luogo per produrre birra con acqua purissima.

 

giornaledellabirra.it, in esclusiva, ha intervistato Alessandro Guerci (titolare).  Come sempre, nel nostro stile, non vogliamo scrivere o recensire le birre, ma soprattutto permettere ai nostri lettori di apprezzare l’aspetto umano, i progetti e le storie che stanno dietro ad ogni boccale. In effetti, l’unico giudizio che conta è quello del singolo consumatore, la sua esperienza sensoriale, le sue emozioni e sensazioni.

Alessandro, raccontaci la nascita del MilleCento ed il suo legame con la storia plurisecolare del luogo in cui ha sede il birrificio artigianale. Come si è creato questo connubio?

Con la cooperativa sociale di cui faccio parte, già da alcuni anni, gestivamo l’intera struttura che è di proprietà del vicino monastero benedettino di San Silvestro. La struttura che comprende l’abbazia è molto grande e considerata la disponibilità di spazi, abbiamo iniziato insieme ad alcuni amici a fare birra a livello amatoriale, soprattutto vista anche la possibilità di attingere acqua direttamente ad una sorgente. Da sempre, infatti, i birrifici sono sorti in prossimità di  acque sorgive che, non dimentichiamolo, ne è la parte più importante. Dal primo esperimento amatoriale e vedendone le possibilità di sviluppo, ci siamo organizzati per poter anche commercializzare la birra che produciamo.

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Qualità, parola d’ordine delle vostre birre: oltre all’artigianalità del processo produttivo e l’attenzione ad ogni fase della lavorazione, giocano un ruolo importante le materie prime. Come le scegliete?

Attualmente selezioniamo quelle che riteniamo, dopo un’accurata selezione, le migliori materie prime che riusciamo a reperire sul mercato. Nostro intento è quello, nel breve termine, di iniziare a produrre autonomamente quanti più ingredienti possibile. Anche per dare ancor più importanza all’uso di materie prime locali di qualità.

Come già evidenziato, l’acqua che sgorga naturalmente dalle sorgenti incontaminate presenti nei dintorni del birrificio è un ingrediente caratterizzante della qualità. Puoi descriverci più in dettaglio le proprietà di queste acque? Come avviene l’approvvigionamento alla fonte?

L’acqua San Cassiano, che è l’ingrediente principale della nostra birra, sgorga nel cuore dell’Appennino Umbro-Marchigiano. L’acqua che usiamo è oligominerale e quindi con un residuo fisso relativamente basso. Questa caratteristica dell’acqua ci permette di realizzare la nostra birra ambrata, che non sarebbe fattibile con un’acqua più dura.

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Tommaso, Giovanni e Gregoire sono le vostre birre: quale la ragione di questi nomi curiosi? Come definireste sinteticamente “la vostra firma”, il vostro marchio di fabbrica? Nuovi progetti brassicoli “in cantiere”?

Nel dare i nomi alle nostre birre abbiamo voluto evidenziare il nostro legame con i posti che ci ospitano. Nel corso della nostra collaborazione con i monaci benedettini abbiamo conosciuto molte persone che per vari aspetti ci hanno favorevolmente colpito; ecco, nello scegliere i nomi delle birre abbiamo voluto rendere omaggio ad alcuni di loro, cercando una connessione tra le caratteristiche della birra e le persone che ci hanno ispirato. Persone semplici e genuine, proprio come le nostre birre, che si bevono per il piacere di bere una buona bevanda.

A proposito dei nostri progetti futuri, proprio in questi giorni è nata Hugo una birra scura ad alta fermentazione di ispirazione anglosassone. È una birra che all’iniziale sensazione di dolcezza affianca la nota decisamente amara dei malti tostati che rendono questa birra molto elegante e pulita.

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Come vedi il futuro della birra artigianale in Italia? Quanto ritieni importante il costruire un legame birra – storia – territorio per consolidare il “Made in Italy” brassicolo e creare un mercato attrattivo anche per consumatori stranieri?

Sappiamo tutti che la birra artigianale sta avendo un grande sviluppo in Italia e per questo attira le attenzioni di grandi gruppi che vedono un’ulteriore possibilità di business, forse andando a minare le caratteristiche portanti di questo prodotto. L’artigianalità della produzione, infatti, mal si sposa con grandi produzioni. Pensiamo che sia molto importante salvaguardare tutti i prodotti eno-birro-gastronomici artigianali, che sono una delle ricchezze più importanti del nostro Paese, proprio per la loro capacità di raccontare le storie dei territori da cui provengono. Questo aspetto è quello che, secondo noi, andrebbe valorizzato e che potrebbe attirare i consumatori di tutto il mondo.

Maggiori informazioni sul Birrificio Millecento, nonché la possibilità di acquistare le birre on-line, sono disponibili sul sito web aziendale www.birramillecento.it

Massimo Prandi
Info autore

Massimo Prandi

Un Albese cresciuto tra i tini di fermentazione di vino, birra e… non solo! Sono enologo e tecnologo alimentare, più per vocazione che per professione. Amo lavorare nelle cantine e nei birrifici, sperimentare nuove possibilità, insegnare (ad oggi sono docente al corso biennale “Mastro birraio” di Torino e docente di area tecnica presso l’IIS Umberto Primo – la celeberrima Scuola Enologica di Alba) e comunicare con passione e rigore scientifico tutto ciò che riguarda il mio lavoro. Grazie ad un po’ di gavetta e qualche delusione nella divulgazione sul web, ma soprattutto alla comune passione e dedizione di tanti amici che amano la birra, ho gettato le basi per far nascere e crescere questo portale. Non posso descrivere quante soddisfazioni mi dona! Ma non solo, sono impegnato nell’avvio di un birrificio agricolo con produzione delle materie prime (cereali e luppoli) e trasformazione completamente a filiera aziendale (maltazione compresa): presto ne sentirete parlare!