Numero 10/2021

8 Marzo 2021

Una bevuta facile ma mai banale: “Il Punto”, con Camilla Rodella

Una bevuta facile ma mai banale: “Il Punto”, con Camilla Rodella

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A Pratello, vivace rione popolare nel centro storico di Bologna, trovate uno dei pub più ricercati del nord Italia: “Il Punto. Per capire cosa rende “Il Punto” speciale e perché i beer lovers, i professionisti del settore, ma anche semplici curiosi, corrono lì a “dissetarsi”: abbiamo intervistato la publican Camilla Rodella, l’ideatrice e socia del locale.

Dal racconto di Camilla ci rendiamo conto che “Il Punto” nasce da una grande passione: quella per la birra artigianale (italiana in particolare). Ed è così che otto anni fa Camilla decide di dedicare tutte le sue energie a questa bevanda che le ha cambiato il corso della vita.

La missione del locale è la valorizzazione dei prodotti italiani, sia nella scelta delle birre, che nella proposta gastronomica.  Dunque una volta a Bologna segnatevi: fare tappa da “Il Punto”.

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Camilla raccontaci la tua storia: qual è la tua professione e come sei arrivata ad occuparti di birra nel tuo percorso di vita?

Sono una publican. Ho iniziato a fare questo mestiere 8 anni fa, prima presso un altro locale, e da 6 anni e mezzo nel mio locale: “Il Punto” di Bologna. Il mio percorso di vita mi avrebbe portata lontano dalla birra: ho studiato lingue all’università e poi ho iniziato a lavorare in una casa editrice alla segreteria della direzione commerciale. Direi nulla di più lontano dal lavoro che faccio ora…Devo ringraziare i viaggi fatti durante il periodo universitario, che mi hanno portata spesso in Germania e Inghilterra, dove ho avuto i primi approcci con la birra artigianale, e poi mio padre. Galeotto fu un kit di Mr Malt per fare birra in casa che mio padre tanto desiderava…è finita che lui l’ha fatta una volta e io invece mi sono appassionata! Mentre facevo un lavoro prettamente da scrivania mi divertivo a birrificare in casa, poi ho frequentato un corso di degustazione birra con ADB, a cui sono seguite le prime amicizie birrarie, i primi festival e poi la decisione di passare dall’altro lato del bancone.

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Il progetto “Il Punto”. Com’è nata l’idea? Perché la scelta è caduta sulla birra artigianale? Quali sono le sue peculiarità? Dove si trova il locale? Chi sono le persone che lavorano e ti sostengono in questo progetto?  

L’idea de “Il Punto” è nata prima nella mia testa: volevo cambiare vita e dedicare tutte le mie energie alla birra artigianale. Ovviamente non potevo farlo da sola e quindi il progetto è nato insieme ad Alberto, mio socio da sempre, a cui 3 anni e mezzo fa si è aggiunto Daniele. Il suo ingresso ci ha consentito di avviare altri due progetti: il Beershop “MezzoPieno” e l’omonima distribuzione all’ingrosso. Nei progetti iniziali avrei voluto aprire un brewpub, ma ci siamo rapidamente scontrati con le difficoltà economiche di un progetto così ambizioso, e abbiamo deciso di aprire un pub il cui cuore pulsante fosse la birra artigianale, soprattutto italiana. Il locale si trova a Bologna, appena dentro una delle porte di accesso della città, in uno dei quartieri più vivi della città, il Pratello. Oltre a me, Alberto e Daniele abbiamo uno staff splendido e appassionato di birra.

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Per la gente del posto e non solo, “Il Punto” è un posto speciale. Come si differenzia il vostro locale? Quali birre si possono trovare da voi? Secondo quali criteri fate le selezioni? Chi sono i vostri clienti?

Il nostro locale si differenzia sicuramente per la selezione birraria, che punta al 90% su proposte italiane, e sulla rotazione continua delle spine, che si basa sulla nostra continua ricerca di nuove realtà brassicole da portare ai nostri clienti. L’offerta si compone di 8 spine, di cui una pompa inglese, e circa 150 etichette in bottiglia e lattina. In bottiglia la parte più interessante è la selezione di birre a fermentazione spontanea, sour e barrel aged dal Belgio. La selezione è curata principalmente da me e si basa sulla qualità del prodotto. È anche possibile cenare o stuzzicare qualcosa. Il menù è semplice e mostra una grande attenzione verso la materia prima e la valorizzazione dei prodotti italiani di qualità: taglieri di salumi e formaggi con tigelle montanare, battuta al coltello di fassona bio, hamburger di carne locale, focacce, e formaggi molto interessanti. Pur non dimenticando mai che il cuore pulsante del locale è la birra artigianale, è comunque possibile trovare una buona selezione di vini, whisky, rum, grappe e distillati di pregio. I nostri clienti sono molto variegati: si va dall’appassionato di birra che ha già fatto corsi di degustazione e viene da noi per la qualità del prodotto e per la ricerca di novità, al semplice bevitore di birra che non ha competenze specifiche ma gli piace quello che trova nel bicchiere, a un consumatore ancora più generalista che ha voglia di mangiare e bere bene.

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In quanto donna, come ti senti a fare la publican? Come è visto questo mestiere fatto da una donna?  Quali sono i tuoi piani per il futuro?

Da donna all’inizio ho dovuto superare qualche preconcetto. Molti avventori chiedevano consigli sulle birre ad Alberto, come se io fossi una “semplice cameriera”. Ora le cose sono decisamente cambiate: i clienti sanno che per consigli sulle birre devono rivolgersi in primis a me, mi conoscono e sanno quali sono le mie competenze. Rimane il fatto che sia un lavoro piuttosto faticoso anche fisicamente: spostare fusti e cartoni di bottiglie non è leggero e le ore di lavoro sempre in piedi sono tante. In futuro ambisco ad essere un po’ meno presente al locale, magari concentrando la mia presenza nelle ore “calde” del servizio e poter delegare allo staff il resto del lavoro.

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Per concludere, ci puoi dire qual è la tua birra preferita e perché?

Vi deluderò: non ho una birra preferita! Amo questo prodotto talmente tanto che non riesco proprio a dire quale singola birra porterei su un’isola deserta. Posso dirvi che dopo tanti anni di bevute uno stile che non mi stanca mai e che bevo sempre più che volentieri siano le Pilsner. Una bevuta facile, per veri bevitori, ma allo stesso tempo sorprendentemente ricca di sfumature e giocata su bilanciamenti delicati tra i malti e i luppoli. Una bevuta facile ma mai banale.

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Info autore

Lina Zadorojneac

Nata in Moldavia, mi sono trasferita definitivamente in Italia per amore nel 2008. Nel 2010 e 2012 sono arrivati i miei due figli, le gioie della mia vita: in questi anni ho progressivamente scoperto questo paese, di cui mi sono perdutamente infatuata. Da subito il cibo italiano mi ha conquistato con le sue svariate sfaccettature, ho scoperto e continuo a scoprire ricette e sapori prima totalmente sconosciuti. Questo mi ha portato a cambiare anche il modo di pensare: il cibo non è solo una necessità, ma un piacere da condividere con la mia famiglia e gli amici. Laureata in giurisprudenza, diritto internazionale e amministrazione pubblica, un master in scienze politiche, oggi mi sono di nuovo messa in gioco e sono al secondo e ultimo anno del corso ITS Gastronomo a Torino, corso ricco di materie interessanti e con numerosi incontri con aziende produttrici del territorio e professionisti del settore. Il corso ha come obiettivo la formazione di una nuova figura sul mercato di oggi: il tecnico superiore per il controllo, la valorizzazione e il marketing delle produzioni agrarie e agro-alimentari. Così ho iniziato a scrivere per il Giornale della Birra, occasione stimolante per far crescere la mia professionalità.