Numero 14/2022

5 Aprile 2022

Riempitrici isobariche: un focus tecnico

Riempitrici isobariche: un focus tecnico

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Con il termine di riempitrici isobariche si intende una vasta tipologia di riempitrici, che impiegano diverse tecnologie di confezionamento della birra ma che hanno in comune una caratteristica: riempire un contenitore (bottiglia, lattina, ecc) alla stessa pressione che si ha nel serbatoio centrale del prodotto. Si tratta della soluzione applicata nel caso di confezionamento di birra già carbonata, quindi senza il ricorso alla rifermentazione in bottiglia.

Lo scopo principale di questo tipo di riempimento è quello mantenere costante la pressione del gas (CO2) fino al completo trasferimento del prodotto all’interno del contenitore in modo da evitare la perdita di carbonatazione del prodotto e l’eccessiva produzione formazione di schiuma.

Le riempitrici isobariche si distinguono principalmente in base al contenitore che devono riempire:

  • Riempitrici per bottiglie in vetro
  • Riempitrici per lattine
  • Riempitrici per bottiglie PET

Riempitrici isobariche per bottiglie in vetro

Le riempitrici per bottiglie in vetro sono impiegate soprattutto nell’ambito del vino, birra e sidro, ovvero con tutti quei prodotti in cui l’ossidazione genera un rapido deterioramento del prodotto.

Il ciclo di riempimento si suddivide nelle seguenti fasi:

  • Sigillatura della bottiglia: la bottiglia viene messa in contatto diretto con la valvola di riempimento
  • Aspirazione dell’aria dalla bottiglia (evacuazione)
  • Pressurizzazione della bottiglia con iniezioni di gas (Flushing CO2)
  • Riempimento di prodotto a caduta
  • Depressurizzazione della bottiglia (Snifting)
  • Tappatura

Alcuni processi di riempimento prevedono più fasi di evacuazione e pressurizzazione al fine di ottimizzare l’asportazione di ossigeno dalla bottiglia; inoltre – per alcuni prodotti (soprattutto birra) – al termine della depressurizzazione viene indotta una schiumatura nello spazio di collo libero in modo da espellere l’aria infiltrata durante il trasferimento dalla riempitrice al tappatore. In alternativa può essere inserito del gas inerte (azoto o nuovamente CO2) affinchè l’introduzione di aria sia minima.

 

Riempitrici isobariche per lattine

Le riempitrici isobariche per lattine impiegano un ciclo leggermente diverso da quelle per bottiglie in vetro in quanto non è possibile creare il vuoto all’interno della lattina senza danneggiarla.

Pertanto il ciclo di riempimento si compone delle seguenti fasi:

  • Flussaggio della lattina con CO2: si tratta di inserire gas in pressione quando la lattina non è ancora in contatto ermetico con la valvola; questa operazione consente al gas di prendere il posto dell’aria presente.
  • Sigillatura della lattina
  • Pressurizzazione (Flushing)
  • Riempimento
  • Depressurizzazione (Snifting)
  • Sigillatura tramite aggraffatrice (Seamer).

Anche in questo caso vengono impiegati sistemi di schiumatura o iniezioni di gas per l’eliminazione dell’aria residua nella lattina.

 

Riempitrici Isobariche per bottiglie in PET

Le riempitrici isobariche per bottiglie in PET impiegano un ciclo molto simile a quello del riempimento in lattina poiché anche in questo caso risulta sconveniente praticare il vuoto all’interno della bottiglia.

La differenza sostanziale per queste macchine consiste nel tipo di veicolazione delle bottiglie che avviene tramite trasporto a presa positiva sul collo denominato neck-handling. Con questo sistema le parti di ricambio per eventuali diversi formati si riducono al minimo in quanto solitamente i colli delle bottiglie sono standardizzati.

Il ciclo di riempimento si compone delle seguenti fasi:

  • Sigillatura della bottiglia
  • Pressurizzazione (Flushing)
  • Riempimento
  • Depressurizzazione (Snifting)
  • Tappatura

 

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Massimo Prandi
Info autore

Massimo Prandi

Un Albese cresciuto tra i tini di fermentazione di vino, birra e… non solo! Sono enologo e tecnologo alimentare, più per vocazione che per professione. Amo lavorare nelle cantine e nei birrifici, sperimentare nuove possibilità, insegnare (ad oggi sono docente al corso biennale “Mastro birraio” di Torino e docente di area tecnica presso l’IIS Umberto Primo – la celeberrima Scuola Enologica di Alba) e comunicare con passione e rigore scientifico tutto ciò che riguarda il mio lavoro. Grazie ad un po’ di gavetta e qualche delusione nella divulgazione sul web, ma soprattutto alla comune passione e dedizione di tanti amici che amano la birra, ho gettato le basi per far nascere e crescere questo portale. Non posso descrivere quante soddisfazioni mi dona! Ma non solo, sono impegnato nell’avvio di un birrificio agricolo con produzione delle materie prime (cereali e luppoli) e trasformazione completamente a filiera aziendale (maltazione compresa): presto ne sentirete parlare!