Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana
18 febbraio 2015

La lunga storia dei boccali da birra tedeschi

La lunga storia dei boccali da birra tedeschi

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I boccali di birra in ceramica sono un articolo da collezione per tantissimi appassionati in tutto il mondo, noti per la loro bellezza e per la loro storia. In inglese vengono chiamati “beer steins”, un termine che può derivare da “Stein Krug” (tazza o boccale di pietra) o da “Steingut” (oggetto in pietra). E’ possibile trovarne in tanti materiali: terracotta, porcellana, legno, ceramica, argento, vetro, cristallo e dei rari esemplari in avorio e oro. Le loro dimensioni variano dai 33 cl fino ad addirittura 32 litri, anche se le dimensioni medie sono mezzo o un intero litro.

I primi boccali risalgono al 14° secolo in Europa, flagellata a quei tempi dalla peste bubbonica trasportata dagli insetti (fatto non provato ma universalmente accettato) che ne facilitarono la diffusione. Si rese necessario quindi adottare delle misure sanitarie per risolvere il problema contagio, per questo si cominciarono a mettere dei coperchi sopra i boccali e fu così che nacquero i primi boccali con coperchio, tratto che poi divenne quasi fisso in tutte le produzioni fino ad arrivare ai boccali che tutt’oggi conosciamo. Nel contempo si sviluppò un metodo per solidificare l’argilla, di cui erano composti i primi boccali, tramite il calore trasformandola in gres, materiale più resistente e quindi più apprezzato dai bevitori. Per via della sua popolarità i boccali in gres vennero decorati con disegni artistici e decorazioni che li resero ancora più ricercati. I primi boccali in gres risalgono alla fine del 15° secolo, provenienti dalla zona tra Cologna e il fiume Reno e successivamente ogni città cominciò a produrre i propri boccali, aggiungendo dettagli artistici che li rendevano unici. Nei primi del ‘600, la città di Creussen, nella parte orientale del paese, divenne un importante centro di produzione, oltre ad essere la prima città ad usare la smaltatura per decorare i boccali. Dalla metà del ‘600 cominciano a circolare le prime Fayences (termine usato per indicare la maiolica) per competere con i costosissimi prodotti artistici cinesi in porcellana, anche se molte volte cercavano di riprodurre gli aspetti esteriori porcellana cinese e molto spesso erano decorati proprio con motivi artistici cinesi. Data la fragilità del materiale, veniva posto un anello di peltro sia alla base che all’imboccatura per prevenire danni.

 

 

Ma è dal 1860 che l’industria dei boccali conosce un periodo di grandissima attività, in cui la richiesta era molto alta: era cominciata la cosiddetta “golden age”. Spuntarono molte fabbriche di boccali nell’area del Westerwald, famoso centro di produzione con 200 anni di storia, per via dell’abbondante presenza di argilla, e nella zona di Dresda. Durante questo periodo cominciò la produzione di massa dove la funzionalità veniva prima dell’aspetto esteriore. Questo periodo di grande diffusione finì con la prima guerra mondiale, un duro colpo alla produzione tedesca dal quale non si riprese mai del tutto, anche se da allora i boccali non erano più solo un oggetto per bere ma dei e veri propri articoli da collezione. Sebbene essi erano famosi in tutta Europa, fu solo dalla seconda guerra mondiale che i boccali diventarono noti anche negli Stati Uniti, diventando oggetti di gran pregio per i collezionisti. Pare infatti che alla fine della guerra molti soldati statunitensi presero come souvenir i boccali tedeschi e li riportarono in patria. Nel 1970 la Anheuser-Busch, compagnia proprietaria della birra Budweiser, ha cominciato a produrre boccali con tema principale la celebre birra americana, famosi i boccali con la forma della mascotte Bud Man.

 

 

Ed arriviamo infine ai giorni nostri, dove la produzione di boccali si è spostata sopratutto in Cina e Brasile, sopratutto per via della globalizzazione e del basso costo di produzione, anche se occasionalmente in Svezia producono boccali in legno e anche la Russia sembra produrne in piccole quantità. La Germania, patria di questi articoli, continua a produrre questi splendidi boccali seguendo la tradizione, rievocando gli antichi boccali e al contempo migliorando la qualità grazie alle nuove tecnologie, in un’unione tra storia e modernità.

Giuseppe Mautone
Info autore

Giuseppe Mautone

Sono Giuseppe, 26 anni, e attualmente vivo a Perugia.

Il mio viaggio nella birra è cominciato per puro caso: una sera con amici vado a trascorrere la serata in un pub a Perugia dove noto, oltre alle marche di birra famose e “commerciali”, anche nomi poco noti. Chiedo che birre sono e mi rispondono che sono birre prodotte da microbirrifici locali. Incuriosito, decido di provarne una e scopro una differenza abissale rispetto alle classiche marche. Da lì comincia la mia curiosità verso questo nuovo mondo, quello delle birre “artigianali”.

Tutt’oggi sono a contatto quotidiano con le birre artigianali scrivendo articoli, riguardanti la birra e chi la produce, sul mio portale Birra e Birrerie. E’ stata la perfetta occasione non solo per coniugare le mie due più grandi passioni, la birra e il web, ma anche di entrare a diretto contatto con esperti del settore, birrai e semplici appassionati del buon bere. Tra questi vi sono anche gli autori di Enciclopedia della Birra, con cui condivido passione, opinioni e l’entusiamo di scrivere di birra!

La mia avventura nella birra è cominciata da poco e scopro ogni giorno cose nuove sulla birra, che non avrei mai immaginato. Ed è per questo che voglio far scoprire a tutti la bontà e i benefici di una buona birra artigianale.

Un saluto a tutti e buona birra!

Visita anche il mio portale web dedicato alla birra:
www.birraebirrerie.it