Numero 41/2022

11 Ottobre 2022

Il colore e il bicchiere della birra: cosa dice la Scienza?

Il colore e il bicchiere della birra: cosa dice la Scienza?

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Che il colore della birra e il tipo di bicchiere siano aspetti importanti di ogni buona bevuta è noto a tutti, ma come questi due elementi influiscono sulle aspettative di ogni bevitore e come interagiscono tra di loro?

A queste domande ha provato a rispondere un recente studio coordinato dall’Università di Siviglia e dalla Norwegian Business School.

Alcuni birrifici e diversi stili brassicoli sono associati ad un bicchiere specifico, basti pensare alla famosa pinta della Guinness o al Weizenbecker per le Weiss tedesche. Allo stesso tempo, il colore della birra ci fornisce informazioni importanti sulle proprietà sensoriali del prodotto (nonostante però l’acquisto non debba essere basato unicamente su questo elemento).

Lo studio ha coinvolto 195 consumatori inglesi caratterizzati da un consumo di birra moderato. Ad essi sono state presentate 42 diverse immagini, basate sulla combinazione di 7 colori (giallo, nero, verde, ambrato, bruno, blu e “arancione”) e 6 bicchieri (pinta, tulipano, calice, Weizenbecker, boccale e Pilsner glass); ricercando, tramite questionario, come questi due elementi influenzino l’aspettativa al consumo e la conseguente disponibilità a spendere.

 

Ecco alcuni risultati interessanti:

I consumatori si aspettano che le birre di colore bruno e nero abbiano un sapore più amaro e un contenuto alcolico maggiore rispetto alle altre.

Il gradimento atteso dalle birre di colore giallo e ambrato è risultato più alto dei colori nero e bruno.

Le birre in bicchieri a tulipano hanno ottenuto un’aspettativa di gradimento maggiore, mentre la birra di colore bruno contenuta nella pinta è stata valutata più amara nei confronti del Weizenbecker.

Per quanto riguarda la disponibilità a spendere, i partecipanti sono risultati meno predisposti nei confronti di birre contenute nel calice rispetto alla pinta, mentre sono più disponibili per i colori giallo e ambrato.

Infine, quando il colore della birra era diverso dalle solite presenti sul mercato, come blu o verde, il tipo di bicchiere ha avuto un’influenza maggiore; al contrario, per colori più comuni questo ha presentato un impatto minore: si può concludere quindi che il colore della birra abbia un effetto maggiore sulle aspettative del consumatore rispetto alla tipologia di bicchiere.

 

 

Le ricadute di questo studio potrebbero essere, dal punto di vista dei produttori, una maggiore consapevolezza delle aspettative e dei bias che i consumatori portano inevitabilmente con sé prima di ogni bevuta; se tenuti in considerazione durante la fase di progettazione, è verosimile pensare di ottenere un maggior successo a livello di vendite. A livello di consumatori invece, occorre diventare coscienti dei meccanismi e pregiudizi che concorrono alla formazione delle nostre aspettative di consumo, in questo modo infatti la scelta della birra potrà appoggiarsi su altri elementi più significativi e oggettivi, come lo stile e il profilo sensoriale effettivo del prodotto. Un esempio tra tutti? Ricordandoci come il colore della birra non sia l’unico componente discriminante durante una bevuta e che c’è molto di più rispetto ad ordinare una semplice “bionda”.

(studio citato: Casales-Garcia et al., Assessing the influence of colour and glass type on beer expectations, Food Quality and Preference, 2022. ISSN 0950-3293).

 

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Pericle Raverta
Info autore

Pericle Raverta

Dopo la laurea in tecnologie alimentari presso l’Università di Torino ho deciso di mettermi in gioco nel percorso Magistrale in “Food Systems” offerto dall’Istituto europeo per l’innovazione e la tecnologia, in cui si cerca di andare oltre il concetto classico di “filiera” abbracciando una visione sistemica del settore alimentare.

Sono un sostenitore dell’approccio scientifico alla degustazione e un grande appassionato dell’analisi sensoriale, disciplina essenziale per imparare a godere appieno delle proprietà organolettiche di un prodotto.

L’incontro col mondo brassicolo artigianale risale ai tempi delle scuole superiori dove ho svolto una tesina sulle analisi chimico-microbiologiche della Birra, in collaborazione col birrificio torinese EDIT. Da allora ho continuato ad approfondire e studiare questo affascinante prodotto (e sono appena agli inizi!), in particolare grazie ai corsi di degustazione offerti da Fermento Birra, esperienze lavorative presso la Beer firm Antagonisti di Melle (CN) e diversi tentativi da homebrewer.

Prossimamente sarò in Polonia e Spagna da cui cercherò di condividere con tutti voi storie ed esperienze brassicole.