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1 giugno 2015

Birra affinata in botte: consigli per homebrewers!

Birra affinata in botte: consigli per homebrewers!

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Le birre affinate in botte stanno diventando sempre più popolari grazie al loro complesso insieme di aromi e profumi che le caratterizzano. Quando la birra viene inserita nella botte, viene assorbita dalle doghe della botte per poi essere spinta nuovamente fuori, assorbendo così le componenti chimiche, gli aromi e i profumi lasciati nella botte dall’alcolico che prima conteneva, come vino, whisky e bourbon ad esempio. Le botti erano utilizzate nel passato, oggi invece si preferisce il tino d’acciaio, molto più facile da pulire e molto più igienico, anche se le botti stanno spopolando sia in Belgio che negli Usa, con gli homebrewer che hanno riscoperto questo sistema per fare la birra. Realizzare però questo tipo di birre può non essere facile, data la complessità dell’operazione, ma visto il risultato finale, ne vale certamente la pena! Vediamo perciò degli utili consigli su come realizzare la nostra birra affinata in botte:

SCELTA DELLA BOTTE
Cominciamo chiaramente dall’elemento principale: la botte. Per iniziare l’ideale sarebbe una botte piccola da 50 litri o anche meno, ma nulla impedisce di provare con una botte più grande. L’ideale sarebbe prendere botti che sono state utilizzate fino a uno, massimo due giorni prima in modo tale che gli aromi e i sapori dell’alcolico che prima stava nella botte rimangano intatti. Nel caso che si prenda una botte nuova, si dovrà pulire attentamente per eliminare eventuali residui e sostanze del legno. Altra cosa da considerare è la dimensione: più piccola è la botte, più veloce sarà l’assorbimento dei composti e degli aromi. Inoltre si dovrà anche scegliere il legno di cui è composta la botte, in commercio se ne possono trovare di tanti tipi: quercia, ciliegio, castagno, acacia e il più conosciuto e utilizzato di tutti, il rovere.

 

 

SCELTA DELLO STILE
Solitamente si preferiscono stili con sapori forti come Imperial Stout, Dubbels, strong ales oppure birre acide. Si consiglia invece di evitare stili più freschi e leggeri come APA e IPA poiché i forti sentori lasciati dalla botte contrasterebbero troppo i sapori freschi di questi stili.

QUANTO DEVE RESTARE LA BIRRA NELLA BOTTE?
Dipende da che tipo di birra volete realizzare e dalle dimensioni della botte, come detto prima. Una cosa bisogna chiarirla: la birra in botte non è per gli impazienti o per chi vuole investire poco tempo nella sua realizzazione. Molti homebrewer che provano questo sistema all’inizio si aspettano che la birra sia pronta dopo un paio di settimane, la verità è che sono necessari almeno alcuni mesi. Se si vogliono dei leggeri sentori di legno o se la botte è piccola, già dopo due mesi la birra potrebbe essere pronta, se invece si vogliono dei sapori più marcati dalla botte o se la botte è grande ci possono volere anche dai 6 ai 12 mesi se non di più. Per quanto riguarda la temperatura, solitamente si mantiene la botte ad una temperatura costante tra i 12 e i 15 °C, anche se delle variazioni di temperatura possono far espandere o contrarre il legno, favorendo così l’assorbimento e la fuoriuscita della birra dalle doghe.

 

 

SAPORI DI FRUTTA PER LA BIRRA
Punto riservato a chi intende fare una sour. Dare un sapore di frutta alla birra, può non essere facile, in quanto aggiungere semplicemente la frutta potrebbe non dare i risultati sperati e bisogna anche considerare che la frutta può contenere batteri che andrebbero a contaminare inevitabilmente la birra, nonostante l’accurata pulizia. Alcuni birrifici aggiungono frutta durante il whirlpool in modo tale che il calore sterilizzi la frutta, altri invece pastorizzano la purea prima di aggiungerla.

IMBOTTIGLIAMENTO E CONCLUSIONE
Quando la birra sarà pronta, possiamo finalmente passare all’imbottigliamento. Prima di imbottigliarla, la birra dovrà essere versata in un contenitore pulito e sanitizzato dove potrà riposare per un paio di giorni. In questo modo pezzetti di legno e sedimenti si poseranno sul fondo.

Ultimo punto, la birra in botte non è il più semplice dei metodi, ma non è neanche così complicato come si crede. E in più chi ha sperimentato questo metodo ha aggiunto che è anche divertente: veder maturare la birra, immaginarla assorbire i sapori e gli aromi del legno e assaggiarla di tanto in tanto per vedere se è pronta sono solo alcuni degli aspetti che rendono questo sistema così affascinante.

Giuseppe Mautone
Info autore

Giuseppe Mautone

Sono Giuseppe, 26 anni, e attualmente vivo a Perugia.

Il mio viaggio nella birra è cominciato per puro caso: una sera con amici vado a trascorrere la serata in un pub a Perugia dove noto, oltre alle marche di birra famose e “commerciali”, anche nomi poco noti. Chiedo che birre sono e mi rispondono che sono birre prodotte da microbirrifici locali. Incuriosito, decido di provarne una e scopro una differenza abissale rispetto alle classiche marche. Da lì comincia la mia curiosità verso questo nuovo mondo, quello delle birre “artigianali”.

Tutt’oggi sono a contatto quotidiano con le birre artigianali scrivendo articoli, riguardanti la birra e chi la produce, sul mio portale Birra e Birrerie. E’ stata la perfetta occasione non solo per coniugare le mie due più grandi passioni, la birra e il web, ma anche di entrare a diretto contatto con esperti del settore, birrai e semplici appassionati del buon bere. Tra questi vi sono anche gli autori di Enciclopedia della Birra, con cui condivido passione, opinioni e l’entusiamo di scrivere di birra!

La mia avventura nella birra è cominciata da poco e scopro ogni giorno cose nuove sulla birra, che non avrei mai immaginato. Ed è per questo che voglio far scoprire a tutti la bontà e i benefici di una buona birra artigianale.

Un saluto a tutti e buona birra!

Visita anche il mio portale web dedicato alla birra:
www.birraebirrerie.it