Numero 01/2020

4 Gennaio 2020

Il romanzo di Alejandro Palomas “Capodanno da mia madre” e i ricordi che suscitano gli aromi

Il romanzo di Alejandro Palomas “Capodanno da mia madre” e i ricordi che suscitano gli aromi

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Il 2019 è appena trascorso e la mia ultima lettura è stata Capodanno da mia madre” di  Alejandro Palomas edito in Italia da Neri Pozza.

L’intera vicenda si svolge nell’arco di poche ore, nel tempo ben definito dell’ultima notte dell’anno. L’autore ci narra le storie di questa famiglia, addentrandosi in ogni intimità dei personaggi con delicatezza, concedendo al lettore tutto il tempo necessario per ascoltare il loro vissuto.
La cena di capodanno organizzata e tanto attesa da Amalia, la madre di Fer, Silvia e Emma, diventa il palcoscenico delle loro vite. Il racconto si snoda in un gioco di continui flashback, tra liti, recriminazioni e momenti di pura ilarità che calmeranno gli animi e alleggeriranno le tensioni nell’aria.

 

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I profumi e gli aromi ci riportano spesso alle nostre emozioni, non importa che essi siano riconducibili a momenti di felicità o di tristezza, permettono ai ricordi di riaffiorare nella nostra mente senza chiederci alcun consenso, sono talmente intrinseci dentro di noi che anche un vissuto o un racconto permettono ad una precisa fragranza di avvolgere la nostra psiche in una atmosfera aromatica. Amalia è il personaggio che tiene insieme tutti, e cerca nonostante le vicissitudini e le avversità, di tenere unita la famiglia. Si potrebbe identificare come un’ inesauribile fonte d’acqua dolce, da cui tutti attingono per dissetarsi, dalla fragranza familiare del pane bianco e il miele. E poi c’è Fer, la voce narrante, figlio di Amalia, che trascorre il suo tempo a rimembrare il passato per via di un abbandono che ricorda l’aroma insopportabile di gomma bruciata.
Infine ci sono Silvia ed Emma, figlie di Amalia e sorelle di Fer, nel libro le due affrontano la perdita e il lutto che sa inesorabilmente di amaro.
Le ore notturne, pagina dopo pagina passano, i misteri si svelano, cadono le facciate e il tempo si riavvolge. L’alba pian piano si avvicina, le domande di sempre otterranno una risposta e tutti, troveranno un modo nuovo per reinventare il proprio cammino.

 

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Ho trovato grande ispirazione tra le pagine di questo libro per la mia ultima ricetta dell’anno, ho scelto gli ingredienti ispirandomi alla storia e ai personaggi. A iniziare dall’ acqua, dolce e con pochi sali minerali. Per il grist ho scelto il malto pilsner della Wayermann con una piccolissima aggiunta di malto vienna per dare un leggero tocco maltato. Il luppolo che ho utilizzato si chiama Hersbrucker originario di Hersbuck, città della Franconia tedesca, si tratta di una varietà da aroma caratterizzata da un profilo particolarmente floreale e delicato. È un luppolo che dona una fragranza affascinante e che bene esprime l’atmosfera che vi ho raccontato. Infine il lievito 2565 della wyeast che mette in risalto le note del malto, rappresenta al meglio la scrittura scorrevole e leggera ma a tratti intensa e profonda dell’autore, un lievito che richiede cura e attenzione durante tutta la fase della fermentazione.
Vi auguro buon anno, buona birra e buone letture.

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Info autore

Cristiano Chighini

Sono nato a Sassari il 23/07/1984 e risiedo a Sorso in Sardegna. Sono laureato in filosofia e scienze dell’educazione.
Nel 2018 ho frequentato la scuola Assoapi e ho ottenuto il diploma di tecnico birraio.
Sono un homebrewer e la birra e la letteratura sono le mie grandi passioni, amo abbinarle insieme per apprezzarne di più la storia e la cultura.