Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 46/2017

15 novembre 2017

Passione birra. Sazerac Pub: Niko non ha paura di tirare un calcio di rigore!

Passione birra. Sazerac Pub: Niko non ha paura di tirare un calcio di rigore!


 

Non siamo alla prova del cuoco, ma gli ingredienti di oggi sono ospitalità, cortesia, competenza, Birre Artigianali di qualità, buon cibo, musica rock anni 70, nello specifico Rising on the Storm dei Doors, una password WiFi di appartenenza e amicizia.

Il nome della ricetta è Sazerac.

Nessun effetto speciale o passerelle, ma concretezza e aria di casa.

In più se non vi sentite bene potete chiedere a Niko Salvatori di prepararvi qualcosa con alcuni dei suoi distillati migliori e lui come un vero farmacista vi guarirà con una pozione magica.

Questo è il Sazerac, una medicina per l’umore.

Un piccolo e semplice triangolo delle Bermude dove nascondervi per non essere trovati.

Però quando uscite dal Pub e a mezzanotte sentite il rumore del cannone del Gianicolo ricordatevi di chiamare un taxi.

Ora cerchiamo con Niko di scoprire qual è la sua filosofia.

 

Niko, amore per la Birra Artigianale, ma anche per i distillati… una passione che hai da quando prima facevi il barista?

Ho iniziato a fare il mio lavoro per pura passione, frequentando successivamente corsi professionali di settore. Poter spaziare, proporre cose diverse e sperimentare … Credo che tutto ciò ti completi come publican. Molti locali sono specializzati solo nel settore birra, io invece voglio che i miei clienti possano bere quello che più desiderano quindi anche distillati, ma sempre garantendo qualità. Per farlo chiedo consigli a chi ha più esperienza, ma seguo sempre il mio gusto personale. Varcare i confini, birra e liquori da meditazione, uno non deve escludere l’altro.

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Sazerac, un Pub fuori dal solito giro. E’ un tram preso al volo, quando?

Abbiamo inaugurato il 30 aprile 2013. Oggi è Sazerac, ma un tempo era un pub storico in stile scottish. Io sono cresciuto qui dentro e quando si è presentata l’occasione l’ho voluto rilevare e ringiovanire con nuove idee. Il locale è lontano ed anche “fuori dal giro” perchè non voglio assolutamente scendere a compromessi per entrare in alcuni circuiti.

 

Da dipendente a proprietario, come un rigore tirato a cucchiaio… quanto coraggio e quanta paura?

Di coraggio ne ho da vendere. La paura delle scelte deve venire solo per eventi più gravi, difficili da affrontare. Questa decisione è stata semplice, felice e spontanea. Il mio motto è: ‘L’unica cosa che temo è rimanere senza birra’.

 

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Spesso la presenza di amici o famiglia durante un percorso possono essere un aiuto o un intralcio. A te com’è andata?

Sono molto fortunato perché la mia famiglia, mia nonna, mia sorella e la mia ragazza mi vogliono bene tanto quanto io amo loro. So che posso contare sempre sul loro sostegno. Spesso mi aiutano anche nella gestione del lavoro, dall’idea alla realizzazione di un evento per esempio. Anche i miei amici sono fantastici. Posso ritenermi fortunato ad averli al mio fianco. Nella vita quelli veri si possono contare sulle dita di una mano e bisogna tenerseli stretti, tutti gli altri sono conoscenti…

 

L’idea delle “Sfide” tra i birrifici… com’è nata e quale “partita” ti sogneresti?

A inizio anno sono stato a Beer Attraction con Egidio Palumbo, amico e socio del Birrificio Pontino. Erano tantissimi i birrifici presenti così abbiamo pensato di sfidare goliardicamente i migliori sul panorama italiano. Un’idea nata tra una birra e un brindisi, accolta con grandi sorrisi ed entusiasmo da tutti coloro a cui l’abbiamo proposta. Se devo sognare, lo faccio in grande: Grain Wash vs Mikkeller! “Grain chi?” vi chiederete, tra poco ve lo spiego.

 

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Se dico Bamberga, tu a cosa pensi?

Che è arrivato il momento di proporre altri stili e altre tipologie di birra, da noi un po’ snobbati o nerdizzati. Questa moda delle birre esageratamente luppolate o tedesche a Roma ha un po’ STUFATO!

 

E’ solo un pettegolezzo o esistono faide e gelosie tra i Publican di Roma?

Diciamo che se ne sentono molte negli ultimi tempi, ma a me queste storie non mi interessano. Feriscono solo il nostro mondo.

 

Se qualcuno ti chiedesse un Pub dove andare, oltre al tuo, quale consiglieresti e quale no?

Lavorando fino a notte fonda buona parte del mio tempo libero è legato alle prime ore del giorno e per questo scelgo non un Pub, ma il Bar Celestino. E’ un locale che ti permette di bere una birra artigianale già dalle 8 del mattino … rarità a Roma. Per l’aperitivo mi sposterei al Ninkasi che è un pub giovane con una ventina di spine a rotazione ed un ampio spazio esterno con giardino dove ci si può rilassare. Chiuderei la serata al Serpente Pub, tra chiacchiere e sorrisi con Simone che è un grande publican.

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Un momento felice per il panorama birrario regionale. Se io cito Hilltop, Pontino, Rebel’s, Ritual Lab, Ventoforte e Stavio tu quali nomi fai?

Io cerco sempre di scoprire nuovi birrifici e vorrei fare qualche nome che sono esempi di entusiasmo e voglia di credere nel futuro. Consiglio il Birrificio Sabino, ragazzi giovani con ottime idee e bravissimi nelle sperimentazioni.

Tibur Brewing Factory è invece un birrificio di Tivoli operativo da poco tempo e di cui spero sentirete parlare presto.

Sono poi tanti i beer firm che a Roma e dintorni stanno nascendo.

Ad esempio c’è Birra Contromano; producono una birra che hanno chiamato Mare Nero, una milk stout con i ricci di mare e secondo me è da assaggiare.

Un’altro è La Comune, un gruppo di ragazzi che sta già facendo birre di buon livello. Delle loro ho trovato interessante la Buffalo Soldier, una belgian strong ale smoked con uno zucchero da me consigliato, il Muscovado.

Per concludere, come avevo detto, “Grain Wash” che è un progetto recente di Gabriele Monteduro nel quale partecipo attivamente. L’obiettivo è quello di collaborare con diversi birrifici per produrre stili classici, ma anche per fare sperimentazione. E’ proprio per queste nuove idee che mi piace mettere a disposizione la mia conoscenza in campo erboristico … State attenti perché ne berrete delle belle.

 

In una metropoli come Roma oggi oltre a Fermentazioni e a EurHop non vengono organizzati altri grandi festival/eventi birrari, come mai?

Realizzare qualcosa di livello come EurHop è difficilissimo. Io personalmente ho qualche progetto fuori dagli schemi che sto sviluppando. Posso dire che vogliamo unire birra, musica ed arti visive.

 

Esprimi un desiderio

Che questo mondo della birra artigianale recuperi un po’ di quel senso di divertimento che in questo periodo secondo me è soffocato dalle chiacchiere e dall’ortodossismo. La birra deve unire le persone non dividerle.

 

 

Niko è dell’86. Ho amato e ricordo sempre con piacere gli anni in cui Sebino fumava a bordo campo, Agostino passava a Paulo che smistava per Bruno; lui scendeva sulla fascia e crossava per Roberto che di testa arrivava sempre puntuale.

Al Sazerac, spero più prima che poi, si festeggerà. Quel giorno, questo è sicuro, scorrerà tanta birra artigianale e non solo quella.

 

Niko «capì fin dal primo momento,
l’allenatore sembrava contento
e allora mise il cuore dentro alle scarpe
e corse più veloce del vento.
Prese un pallone che sembrava stregato,
accanto al piede rimaneva incollato,
entrò nell’area, tirò senza guardare
ed il portiere lo fece passare.»

 

Maggiori informazioni sul Sazerac Pub alla pagina Facebook ufficiale del locale. 

Piero Garoia
Info autore

Piero Garoia

Sono nato nel lontano millenovecentosess… il secolo scorso, a Forlimpopoli, paese natale di Pellegrino Artusi padre della cucina italiana.
Appassionato di musica, cinema, grafica e amante della fotografia.
La passione per la Birra Artigianale nasce tra gli scaffali di una libreria sfogliando un piccolo manuale per fare la birra in casa.
I disastrosi tentativi di produrla mi hanno fatto capire che diventare homebrewer non era proprio la mia strada.
Ho scelto allora di gustare la birra con gli amici, tutti appassionati, “credenti” che artigianale sia significato di unicità e qualità.
Non sono un docente, nemmeno un esperto, ma ho un obiettivo, mantenere vivo un piccolo mondo romantico dove la cultura della birra sia sinonimo di valori, socializzazione e condivisione di esperienze.
Coltivo le mie conoscenze partecipando a eventi, degustazioni, incontri e collaboro con l’Unper100 un’associazione di homebrewer forlivesi.
Mi affascina il passato delle persone, ascoltare le loro storie e capire come vivono le loro passioni.
Gestisco anche un mio blog semiserio www.etilio.it e mi piace pensare che questo possa contribuire a “convertire” più persone possibili al pensiero che “artigianale è meglio”.
Ho ancora tanti sogni nel cassetto e altrettanta voglia di concretizzarli.
Far parte del “Giornale della Birra” cosa significa? Vuol dire avere l’opportunità di comunicare a molte più persone quello che penso e mi appassiona.