Numero 26/2019

25 Giugno 2019

Alle porte di Mantova:l’Agribirrificio La Contea ed il sogno di essere autoctoni!

Alle porte di Mantova:l’Agribirrificio La Contea ed il sogno di essere autoctoni!

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Ritorno alle interviste per il Giornale della Birra: questa volta siamo nella bassa padana, alle porte di Mantova, dove abbiamo il piacere di chiacchierare con Simone Desiderato dell’Agribirrificio La Contea.

 

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Ciao Simone , come è nata questa grande passione per la birra e quando ti è venuta la pazza idea di buttarti in questo mondo in modo professionale? Raccontaci la storia de La Contea e come è strutturato l’agribirrificio.

Questa passione è nata in modo anomalo: quasi tutti iniziano da un kit per fare birra, io invece mi sono avvicinato al mondo della birra artigianale solo perché, adoro il mondo che gravita attorno al telefilm “Hazzard” e ho sempre voluto produrre Moonshine!
Fatte le determinate ricerche mi sono accorto che in Italia non è poi così semplice produrlo, ma ho scoperto che produrre birra non si discostava poi così tanto nelle procedure. Così mi sono documentato e cosa più importante ho iniziato ad assaggiare birre artigianali e me ne sono innamorato.
L’idea di produrre birra è nata nel momento in cui ho capito che in Italia era possibile farlo, magari aprendo un’azienda agricola, cosa che ho fatto immediatamente, iniziando subito a seminare l’orzo distico per poi produrre il malto: questo è stato il primo passo. Una volta raccolto il primo orzo, ho cercato e trovato un micromaltificio agricolo che mi desse la certezza che il malto che mi sarebbe tornato fosse quello prodotto dal mio orzo.
Inizialmente facevo produrre la birra ad un agribirrificio che continua ancora oggi a produrre per noi la birra: infatti, nonostante abbiamo installato un piccolo impianto da 200 litri nella nostra sede, diventando a tutti gli effetti produttori , questo non ci permette di soddisfare completamente la richiesta. Il vantaggio di avere un impianto così piccolo è che ci permette di sperimentare molto. Nei nostri orti a km zero, tra le tante cose coltiviamo anche il luppolo che utilizziamo per le nostre birre, presto avremo anche una micro malteria e questo ci permettera’ di chiudere il cerchio.

 

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Ci racconti la gamma di birre che produci ?

Per ora produciamo tutte birre alta fermentazione , la prima birra è stata la Uncles’s Beer , una bionda di puro malto , la seconda è stata la Dixie Honey’s Beer, una bionda doppio malto (passatemi il termine, che so non sarebbe corretto utilizzare) al miele, la terza è stata la Sheriff’s Beer una rossa doppio malto, la quarta la Rebel’s Beer una APA, che al momento è la mia preferita. Poi abbiamo prodotto altre tre tipologie di birre che sono uscite dalla cerchia delle birre dedicate al telefilm Hazzard, ovvero la birra medievale , rispettivamente una rossa e una bionda beverine e la birra alla ciliegia che un prodotto tipico della zona di Ceresara.

 

Cosa ci dobbiamo aspettare per il futuro in casa La Contea ?

Nel futuro della contea sicuramente ci saranno nuove tipologie di birra e tante sperimentazioni. Abbiamo in mente un progetto di luppolo autoctono, come dicevo prima c’è un progetto di micromalteria e stiamo già producendo prodotti trasformati partendo dalle nostre materie prime che sono differenti dalla birra: succhi, vino, ketchup. Tra i prodotti che svilupperemo ci sarà anche un distillato di birra che si avvicinerà il più possibile alla mia idea iniziale di produrre Moonshine.

 

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Come vedi il movimento brassicolo – agricolo degli ultimi anni? Cosa vuol dire per te essere un agribirrificio?

Il movimento brassicolo negli ultimi anni lo vedo sicuramente in espansione, anche se
alcune realtà purtroppo stanno già chiudendo forse a causa delle troppeaperture di nuove aziende brassicole.
Il birrificio agricolo penso possa esprimere al meglio il proprio “terroir” ultilizzando tutte materie prime di propria produzione e questo dovrebbe distinguerle molto dalle altre birre.
Credo che in Italia manchi ancora molta informazione sul mondo della birra artigianale, sulla birra agricola e sul concetto di filiera di produzione.

 

Noto con piacere il collegamento con il mondo legato al telefilm Hazzard, una passione nella passione.

Bravissimo, tutto il mondo che ruota attorno al telefilm Hazzard di cui colleziono
da anni le auto fedelmente replicate e memorabilia!
La famiglia copre un ruolo fondamentale, abbiamo creato degli spazi in cui ho sempre sognato di far crescere i miei figli a contatto con la natura nei campi e negli orti dove spesso vengono ad ” aiutarmi “, tutto questo si riallaccia e sposa le filosofie del telefilm !
La Contea è divenuta anche il posto ideale in cui fare a luglio una volta l’anno l’Hazzard tribute , manifestazione dedicata al telefilm che con amici e associazioni del territorio abbiamo creato 7 anni fa!

 

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Infine una domanda che amo spesso fare e che piace tanto ai nostri lettori: il locale o luogo birraio che più ti sta a cuore.

I locali che preferisco sono tutti quelli in cui si possono sorseggiare birre strettamente legate al territorio in cui nascono: sono posti storici, autentici , per nulla sterili dove a volte bisogna fare molti km per raggiungerli, a volte sono spersi nel nulla , con pochi avventurieri, Ma una volta entrati si assapora un atmosfera unica ed inimitabile!

 

Maggiori informazioni alla pagina Facebook del birrificio!

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Info autore

Christian Schiavetti

Classe 1986, originario di Lecco, città che amo in tutto, dal suo lago alle sue magnifiche montagne.

Ho iniziato presto ad appassionarmi al mondo della birra, grazie ad un amico più grande, che mi regalava i primi sottobicchieri, e mi innamorai poi della collezione di birre del fratello. Iniziai poi io stesso a collezionarle. Oggi ne conto circa 1000 – 1100, oltre a bicchieri e altro.

Un’osteria in paese e le prime birre belghe, Kasteel, Kwack, Delirium, Chouffe, le prime trappiste , la Gouden Draak e le prime Baladin, fu amore. Presa la patente, la mia “ scuola” è stata l’Abbazia di Caprino Bergamasco del grande Michele Galati.

I primi viaggi ho iniziato a farli nel 2010, in Belgio per una settimana e li mi innamorai del Lambic; non ho più smesso di viaggiare: Belgio, Franconia, Baviera, Austria, Irlanda, Francia del nord e ovviamente Italia.

Navigo e leggo spesso sul web riguardo questo mondo, dal 2011 faccio birra in casa. Dopo i kit, grazie a un corso MOBI e a due giorni con Pietro del Carrobiolo, sono passato a all grain con buoni risultati.

Come detto, amo viaggiare appena posso e la birra non manca mai, da singoli eventi a locali famosi, dai piccoli birrifici a ben più lunghi beer tour che mi auto-programmo.

Amo le birre luppolate, e quelle parecchio alcoliche, che spesso dimentico in cantina per anni.

Da gennaio 2015 è nato quasi per gioco il mio blog, BIRREBEVUTE365 , supportato dalla mia pagina facebook, dove scrivo singole recensioni di birra, oltre ai miei viaggi e alle partecipazioni a fiere ed sagre, oltre ad un calendario eventi sempre aggiornato.

In futuro vorrei, visto che tra gli amici c’e già chi lavora in questo campo, poter fare della birra un lavoro dalla beer firm al birrificio, o un beer shop, o perchè no scrivere e viaggiare per la birra!!

Potete visitare anche il mio blog: www.birrebevute365.blogspot.it