Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana
16 luglio 2014

Come degustare le birre artigianali!

Come degustare le birre artigianali!

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La birra artigianale dovrebbe sempre presentare profumi e gusti più intensi e variegati rispetto ad un’omologa produzione industriale. Questo è dovuto al fatto che gli artigiani utilizzano materie prime di alta qualità e non microfiltrano nè pastorizzano le loro birre. Purtroppo il termine “artigianale” non gode di nessuna tutela giuridica, quindi non è raro imbattersi in birre spacciate per tali pur essendo realizzate con metodologie tipicamente industriali. Un prodotto troppo trasparente (indice di microfiltrazione) con pochissimi residui sul fondo e in sospensione, profumi eccessivamente leggeri o troppo marcati (che spesso si trasformano in odori quasi sgradevoli all’aumentare della temperatura) e sentori di “cotto” sono segnali in gradi di metterci qualche ragionevole dubbio sull’effettiva “artigianalità” della birra che abbiamo nel bicchiere.

L’inizio di una degustazione parte con la stappatura della bottiglia che deve essere alla temperatura migliore per lo stile a cui fa riferimento (esempio: lager, weisse, stout etc.). Da evitare, pena la perdita di ogni caratteristica degna di nota, la birra ghiacciata. In linea di massima, come per i vini, maggiore è la gradazione alcolica e meno fredda deve essere la temperatura di assaggio. Un “plop” deciso con una piccola nuvoletta di anidride carbonica è sicuro indice di una buona carbonazione e della corretta tenuta del tappo. Ora si deve iniziare a versare cercando l’inclinazione migliore per ottenere una schiuma compatta ed in grado di formare un bel cappello, che deve aderire al vetro e mantenere una certa persistenza.

 

La corretta modalità di mescita.

Si può poi passare all’esame olfattivo scoprendo i profumi piacevoli, come il dolce “mielato” del malto o l’erba secca appena tagliata imputabile al luppolo ed eventuali spezie utilizzate in produzione. Eventuali difetti si individuano da sentori di zolfo, di solvente o di cartone bagnato. Se la birra è servita fresca è probabile che all’aumentare della temperatura cambino anche i profumi che spesso diventano più decisi ed identificabili. Le migliori birre sono sempre molto equilibrate e non hanno mai profumi o l’alcool dominante in modo fastidioso. Si può così passare all’assaggio vero e proprio. Una prima sorsata ci rivela subito se la gasatura è quella desiderata e dopo pochi attimi spicca il dolce che si focalizza sulla punta della lingua. In seguito si percepisce il “corpo”ovvero la consistenza vera e propria della birra cui segue, ai lati, l’amaro che va a compensare il dolce iniziale.

In chiusura arriva il retrogusto che risalendo dalla gola lascia le sensazioni più disparate tra cui il citrico o l’acido. Sta ora a noi fare le opportune valutazioni e considerazioni. L’importante è non scoraggiarsi in quanto ad ogni sorsata si scopriranno sempre nuove sensazioni che contribuiranno a formare il giudizio finale.

di Marianna Bottero e Lelio Bottero

 

Accademia Italiana della Birra - Sapere per gustare!

Guida all’apertura di un microbirrificio – brewpub

di Lelio Bottero. Conviene fare la birra? La risposta è senz’altro si! A patto di sapere bene a cosa si va incontro! I manuali da me curati  non hanno certo la pretesa di essere un toccasana contro i mali e gli imprevisti imprenditoriali, ma vogliono proporsi come una base, sulla quale costruire il proprio spumeggiante futuro.

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Marianna Bottero
Info autore

Marianna Bottero

Sono nata a Cuneo, nel dicembre 1991, ma attualmente vivo a Torino dove frequento il college Scrivere alla Scuola Holden.

La passione per la birra nasce in famiglia seguendo le orme del papà Lelio, esperto del settore. Dal 2013, per un anno, ho collaborato con il free press “La Mosca Bianca” curando, con pubblicazioni settimanali, la rubrica dedicata alla birra artigianale italiana. Nel marzo del 2014 ho iniziato la collaborazione con gustoSano, rivista mensile a tiratura nazionale, per la quale curo lo spazio riguardante la birra artigianale italiana. Dal 2015 seguo, insieme a Lelio, la sezione “mastri birrai” del Birre Magazine sul portale online di Pam Panorama, occupandomi di birra artigianale e industriale.
Dal 2011 al 2014 ho collaborato alla gestione del locale di famiglia: il Giratempopub, birreria con produzione propria.

Il mio primo amore è stata la Guinness a cui, adesso, affianco le IPA e le APA, meglio se extra-luppolate; ma sono tanti gli stili che mi conquistano.
Ho partecipato, fin dagli arbori, alla redazione di Enciclopedia e Giornale della Birra con l’obiettivo di diffondere la cultura del buon bere, utile a scegliere con cosa riempire il bicchiere “mezzo pieno”.

Sono, inoltre, appassionata di fotografia e mezzi fotografici e di scrittura, principalmente racconti. Considero irrinunciabili la musica, l’arte, il cibo e la curiosità, fonti continue di ispirazione e di ricerca. Maggiori informazioni su di me: www.mariannabottero.it

Visita anche il sito del: Giratempopub