Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 14/2016

8 aprile 2016

Birra Gladiatore: una storia tutta romana

Birra Gladiatore: una storia tutta romana


 

Apprezzare il Birrificio Gladiatore significa conoscere una pietra miliare delle craft-beer di Roma ed italiane: infatti, rappresenta una delle pionieristiche realtà artigianali nazionali, essendo stato fondato nel “lontano” 1998, quando i micro-birrifici si potevano ancora contare sulle dita.

Oggi il birrificio si affianca a una variegata realtà imprenditoriale, che spazia dalla produzione e vendita delle birre a marchio, alla realizzazione di birre conto terzi, ma anche alla conduzione di un rinomato brew-pub, conosciuto con il nome di Stazione birra.

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In esclusiva per Giornale della Birra, l’intervista a Fabio Verzieri, mastro birraio di Birra Gladiatore.

Le Birre Gladiatore vantano una lunga storia: oggi sono otto le referenze in produzione. Quale è la filosofia produttiva e di qualità che le accomuna? Come è cambiato il gusto del consumatore target, secondo il vostro punto di vista?

Tutte le produzioni sono accumunate dalla stessa procedura produttiva volta al raggiungimento della massima qualità. Questa  filosofia si realizza nella maniacale cura e dedizione impiegata in ogni singola birra prodotta. Fin dalla prima stesura della ricetta, l’impegno è rivolto a ottenere il miglior risultato possibile.

Ogni particolare viene curato nel minimo dettaglio, la ricerca delle migliori materie prima, l’attinenza allo stile, stando sempre attenti a far si che il prodotto ottenuto possa avere una piena sostenibilità economica. Il tutto deve necessariamente accumunarsi con un piano vendita serio ed efficace. Il gusto del consumatore si è sicuramente fatto più consapevole. Oggi ormai tutti conoscono il termine “birra artigianale”, anche se poi non sempre ci si trova di fronte un consumatore competente. Fa comunque piacere vedere che da parte del consumatore ci sia una maggior conoscenza verso il prodotto, conoscenza che richiede anche un maggior impegno da parte nostra per soddisfare le richieste di chi apprezza le nostre birre.

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Quali sono gli elementi chiave della qualità delle vostre creazioni?

Bastano poche e semplici parole: passione, amore, ricerca cura dei particolari e tanto tanto lavoro!!!

La vostra attività imprenditoriale spazia in più settori collegati alla birra. Quanto ritenete importante il rapporto diretto con il consumatore finale, che potete riscontrare personalmente grazie al brew-pub, nel processo di evoluzione delle vostre birre?

È molto importante perché ci consente di capire ciò che “gira” nell’ambiente, le varie tendenze e non solo. Non è però fondamentale! Ritengo, infatti, che un produttore debba si tener conto dell’opinione del pubblico, ma debba altresì avere il coraggio di proporre le sue idee e far si che quest’ultime collimino con i gusti del pubblico.

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Beer4you è il vostro servizio dedicato alla creazione di birre per beer-firm: come è nata questa idea, come gestite il rapporto con il committente e quale valore aggiunto apporta alla vostra esperienza?

L’idea è nata per varie ragioni; in primis, senza nasconderci, Beer4you è nato per allargare il nostro giro d’affari, dando al tempo stesso la possibilità di realizzare i loro prodotti ad alcune realtà produttive che altrimenti non avrebbero avuto questa possibilità. Il rapporto con i committenti, varia per l’appunto a seconda di ciascun interlocutore: con ognuno di loro si instaura un rapporto caratterizzato da professionalità, sostenibilità economica e, a volte, si sviluppa un vero e proprio rapporto di collaborazione. Il valore aggiunto è senz’altro un notevole arricchimento professionale, poiché si ha modo di realizzare tipologie birrarie diverse, alcune delle quali mai realizzate prima. Si hanno infine degli scambi professionali che consentono un’importante crescita reciproca.

Una ultima domanda dedicata la panorama brassicolo nazionale: come immaginate il futuro delle craft-beer Made in Italy e quali ritenete siano gli strumenti di successo per vincere la sfida della globalizzazione?

In futuro penso che resteranno solamente le craft-beer in grado di sostenere notevoli produzioni annue, poiché la sostenibilità economica di queste imprese già oggi si sta facendo difficile; sotto questo aspetto incidono molto sia la globalizzazione del mercato, sia lo spropositato aumento dell’offerta birraria artigianale. Col tempo chi non riuscirà ad autosostenersi è destinato ad andare in contro a notevoli difficoltà, superabili solo con grandi quantitativi di produzione che permettono di sostenere i rispettivi business plan.

 

Maggiori informazioni su Birra Gladiatore, sulbrew-pub romano Stazione birra ed sul progetto Beer4you sono disponibili al seguente link: www.birragladiatore.it

Massimo Prandi
Info autore

Massimo Prandi

Un Albese cresciuto tra i tini di fermentazione di vino, birra e… non solo! Sono enologo e tecnologo alimentare, più per vocazione che per professione. Amo lavorare nelle cantine e nei birrifici, sperimentare nuove possibilità, insegnare (ad oggi sono docente al corso biennale “Mastro birraio” di Torino e docente di area tecnica presso l’IIS Umberto Primo – la celeberrima Scuola Enologica di Alba) e comunicare con passione e rigore scientifico tutto ciò che riguarda il mio lavoro. Grazie ad un po’ di gavetta e qualche delusione nella divulgazione sul web, ma soprattutto alla comune passione e dedizione di tanti amici che amano la birra, ho gettato le basi per far nascere e crescere questo portale. Non posso descrivere quante soddisfazioni mi dona! Ma non solo, sono impegnato nell’avvio di un birrificio agricolo con produzione delle materie prime (cereali e luppoli) e trasformazione completamente a filiera aziendale (maltazione compresa): presto ne sentirete parlare!