Numero 20/2021

17 Maggio 2021

Birrificio agricolo “La Campana d’Oro”: birra e cibo toscano in un’unica esperienza

Birrificio agricolo “La Campana d’Oro”: birra e cibo toscano in un’unica esperienza

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Il Casentino è una terra dantesca tra Arezzo e Firenze, territorio con caratteristici borghi, paesaggi mozzafiato, chiese e castelli medievali: qui, nel 2015 a Bibbiena in un’antica fattoria dell’ottocento, nasce il primo birrificio agricolo: “La Campana D’Oro”.

Oggi faremo quattro chiacchiere con Antonella Matassoni che, assieme al marito Giancarlo, ai figli Matteo e Alex, dà vita, tra tanti sacrifici e lavori infiniti, a questo bellissimo progetto che certamente porta un grande valore aggiunto al suo territorio.

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All’inizio l’apertura del birrificio era vista con un certo scetticismo, ma grazie alle competenze di Antonella e della sua famiglia, in pochissimo tempo è riuscito a conquistare numerosi avventori. Qui Antonella fa sentire chiunque come a casa sua. Non mancano esperienze in fattoria con percorsi degustativi di birre abbinati ai prodotti del territorio.

Antonella ci racconta a cuore aperto quest’avventura che lei e la sua famiglia gestiscono con grande cura e passione.

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Antonella, raccontaci la tua storia: qual è la tua professione e come sei arrivata ad occuparti di birra nel tuo percorso?

Sono di origini romagnole e mi sono formata nel campo del turismo come portiere e direttore d’albergo, dove ho maturato le mie attitudini e competenze che poi mi sono servite nel corso della mia vita sia lavorativa, che personale. In seguito mi sono trasferita in Toscana nella provincia di Arezzo in Casentino, ora di recente riconosciuto “Museo della natura” dove ho creato la mia famiglia. Per i primi venti anni ho gestito insieme a mio marito l’attività’ di famiglia, che si occupava di costruzioni prefabbricate metalliche, seguendo la parte amministrativa e i contatti con i clienti, mentre nei successivi 5 ho collaborato con un’azienda industriale con mansioni di rilievo come ufficio acquisti, controllo qualità fornitori e recupero crediti. Dal 2011 ho iniziato a fare corsi di svariato genere, così da formarmi pian piano, che ancor oggi continuo a frequentare per le materie di mio interesse, dall’agricoltura al marketing al food etc.

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Quali sono state le tappe fondamentali nella creazione del Birrificio “La Campana D’oro”? Ci puoi raccontare di più del vostro birrificio agricolo? Chi sono le persone che ci lavorano dentro?  Qual è il tuo ruolo all’interno dell’azienda?

Nella gestione a conduzione familiare siamo quattro: i miei due figli Matteo, laureato in lingue e Alex che sta studiando ingegneria informatica. Loro si sono occupati delle ricette e della parte web, mio marito Giancarlo ha di fatto ristrutturato tutto il complesso immobiliare e segue la produzione della birra, cura il laboratorio, mentre io mi occupo della parte social, degli eventi, della promozione, della location, dell’amministrazione, nonché delle coltivazioni e della pulizia dell’azienda e di tutto quanto serve; pertanto ognuno di noi ha potuto mettere a frutto le proprie capacità per far sì che questo progetto potesse partire. Per scelta abbiamo deciso di cambiare attività e di ristrutturare un nostro vecchissimo casolare del 1800 acquistato nel 2003 e farlo diventare agricolo perché da quando nel 2011 il codice ATECO riconosceva il prodotto di birra agricola abbiamo pensato che poteva essere un’opportunità, e ci siamo dedicati a realizzare un agri-birrificio, iniziando la coltivazione di orzo distico da malto e maltazione, al consorzio di cui siamo soci, il Co.Bi. di Ancona. La realizzazione è stata molto impegnativa e con molti ostacoli, in quanto in Italia si creano buone leggi, ma non gli strumenti per attuarle, pertanto solo nel 2015 abbiamo ufficialmente aperto il birrificio “La campana d’oro”.

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Che tipo di birre producete? A cosa vi ispirate?

Nella creazione del nostro birrificio le prime due birre prodotte erano una ale inglese chiara ed una ambrata americana, birre che dovevano far avvicinare la clientela alla birra artigianale: nella nostra zona siamo il primo birrificio agricolo e la clientela era molto scettica. In seguito a svariati eventi, fiere manifestazioni, degustazioni abbiamo valutato che le nostre birre dovevano accompagnare il cliente a tavola, pertanto abbiamo sviluppato le cinque tipologie che, partendo dall’antipasto al dolce possono accompagnare un pranzo completo, abbracciando tutti i gusti.

  • Per gli apertivi e per accompagnare i formaggi semistagionati abbiamo creato la nostra Guelfa: dal primo sorso sentirete un sapore ricco e intenso dato dai malti, un corpo vellutato e sul finale una leggera punta di amarezza e lievi toni agrumati.
  • La bianca Demetra si presenta con schiuma alta, persistente e pannosa, dal colore giallo paglierino tipica delle birre ai cereali. L’impiego del luppolo francese Aramis le conferisce un’intensa nota agrumata. Una birra corposa e vellutata, che lascia in bocca un ricordo dell’inconfondibile aroma. Il mio consiglio: accompagnatela da una schiacciata calda con gorgonzola dolce, pere o mele.
  • La nostra Ipa “Foglia D’oro” è un’autentica birra alla canapa. Oltre al malto chiaro viene impiegata la canapa coltivata nel Casentino. In più, applichiamo il processo di dry hopping con dei luppoli aromatici americani. Un vero fiore all’occhiello della nostra gamma di produzione. Ottima accompagnata da formaggi affumicati, affettati, bruschette al cavolo nero piccante.
  • La Ghibellina è un’american amber. Una birra che ti conquista con la sua schiuma pannosa e persistente, il colore ambrato tendente al rosso, il profumo resinoso di fiori e di frutta, tipico dei luppoli aromatici americani. Ha un amaro discreto, sorretta dai sapori distinti dei malti caramellati, che ben contrastano la freschezza dei luppoli.
  • Infine la Romualda una robust porter con un profumo caffettato, di caramello e caffè dei malti speciali, assieme a lievi note erbacee del luppolo. La corporatura rotonda, nasconde la sua alcolicità con un forte sentore di tostatura, polvere di cacao e caramello. Ottima per accompagnare una zuppa di cipolle al forno, delle bruschette alla zucca, dei formaggi dolci freschi, dei dolci alla ricotta con caffè.

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Cosa ti rende felice nel fare questo mestiere?

Premesso che sono una persona creativa e credo che la vera forza di ogni attività sia data dalla personalità di chi la gestisce: io sono cresciuta dentro il progetto e sto imparando da esso, cercando di cambiare ogni volta che cambiano gli eventi e le situazioni, dando ad esso la mia impronta un po’ come si fa ad un figlio, e questo sentimento trasmesso ai nostri clienti trova un riscontro positivo, ed in questo la forza delle donne credo sia imbattibile. Mi dà molta soddisfazione curare i miei clienti: ogni cliente è per me il miglior cliente e realizzo per loro eventi personalizzati, curandone tutti gli aspetti dal menu alle apparecchiature alle etichette personalizzate sulle nostre birre, il che mi dà molta soddisfazione specie durante i nostri esclusivi tour al laboratorio e degustazioni di birra, in cui i clienti ci salutano con due frasi ormai storiche: 1.complimenti si sente il vostro entusiasmo e amore per la birra, non sapevo che fosse così complesso il ciclo produttivo. 2. sto pensando con chi tornare.

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Infine, qual è la tua birra preferita e perché?

Le mie birre mi piacciono tutte, ovviamente ci rappresentano, ma la mia preferita è assolutamente l’ambrata americana Ghibellina, dal colore ambrato scuro, dal profumo intenso di fiori e caramello, che apre il sorso con una nota amaricante e lo chiude con un gusto molto rotondo e gradevole, lasciando in bocca il gusto gradevole e dissetante.

Per maggior informazioni: https://lacampanadoro.com/

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Info autore

Lina Zadorojneac

Nata in Moldavia, mi sono trasferita definitivamente in Italia per amore nel 2008. Nel 2010 e 2012 sono arrivati i miei due figli, le gioie della mia vita: in questi anni ho progressivamente scoperto questo paese, di cui mi sono perdutamente infatuata. Da subito il cibo italiano mi ha conquistato con le sue svariate sfaccettature, ho scoperto e continuo a scoprire ricette e sapori prima totalmente sconosciuti. Questo mi ha portato a cambiare anche il modo di pensare: il cibo non è solo una necessità, ma un piacere da condividere con la mia famiglia e gli amici. Laureata in giurisprudenza, diritto internazionale e amministrazione pubblica, un master in scienze politiche, oggi mi sono di nuovo messa in gioco e sono al secondo e ultimo anno del corso ITS Gastronomo a Torino, corso ricco di materie interessanti e con numerosi incontri con aziende produttrici del territorio e professionisti del settore. Il corso ha come obiettivo la formazione di una nuova figura sul mercato di oggi: il tecnico superiore per il controllo, la valorizzazione e il marketing delle produzioni agrarie e agro-alimentari. Così ho iniziato a scrivere per il Giornale della Birra, occasione stimolante per far crescere la mia professionalità.