Numero 16/2021

23 Aprile 2021

Coltivazione hobbistica del luppolo: alcuni consigli per la stagione vegetativa!

Coltivazione hobbistica del luppolo: alcuni consigli per la stagione vegetativa!

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Con l’arrivo di aprile il luppolo che avevamo messo a dimora in inverno inizia a germogliare. E vi accorgerete, dopo qualche anno dall’impianto, di quanto siano esuberanti i nuovi getti, che arrivano a crescere anche abbastanza distante dal luogo di impianto originario. A questo punto due sono le cose che dobbiamo fare:

  1. Selezionare i germogli migliori
  2. Preparare la struttura di sostegno per la sua crescita verticale

 

Per quanto riguarda il primo punto, dovrete tagliare tutti i getti alla base, lasciando solo i quattro/sei migliori, vale a dire i più robusti e più lunghi. Questi andranno fatti arrampicare sulla struttura di sostegno, due/tre per ogni filo, avvolgendoli in senso orario. Una volta dato l’avvio alla crescita, questa avverrà in modo completamente autonomo. Riporto a titolo esemplificativo due foto del mio luppolo Cascade: prima dello sfoltimento e dopo la selezione dei getti.

 

 

Per la struttura di sostegno ho cercato di imitare le strutture professionali. Serviranno due pali abbastanza lunghi (sui 3-4 metri) da piantare nel terreno. Si possono usare pali di metallo, ad esempio vecchi tubi, tenendo però presente che non è il materiale ottimale in quanto d’estate, con le alte temperature, si possono arroventare. Oppure, preferibilmente, canne o bambù, se si hanno a disposizione. In alto i due pali verranno uniti da un palo trasversale, sempre in bambù, di un paio di metri. Una forcella di metallo ad U ed un filo di canapa (o di altro materiale abbastanza resistente) completeranno il tutto. Riporto nel disegno la disposizione dei vari elementi. Due fili andranno legati alla forcella di metallo, infissa nel terreno nel punto di uscita dei germogli, e alla sommità dei pali, nel punto di unione con il palo trasversale, formando una struttura a V. Sui fili avverrà l’avvolgimento dei germogli.

 

 

Conviene lavorare in terra, ed una volta costruita la struttura alzarla e metterla in opera. Nelle foto riporto le fasi costruzione della struttura.

Una volta completata e messa in opera la struttura, avvolti i germogli sui fili, converrà pacciamare i germogli con foglie secche o altro materiale idoneo, per evitare che sulle radici arrivino i raggi diretti del sole (ricordiamo che in natura il luppolo cresce al piede di altre piante, da cui è protetto naturalmente).

Non ci resta adesso che aspettare la crescita delle piante e la produzione dei coni.

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Info autore

Enrico Garda

Sono nato a Torino nel 1961 (ormai viaggio per i 60!), ma mi considero lombardo di adozione, perché abito in provincia di Lecco da ben 45 anni, dove mi sono sposato con Patrizia e ho avuto 3 figli (ho già anche 2 nipotine). Sono stati proprio i miei figli, conoscendo la mia passione per la birra, che un Natale di due anni fa mi hanno regalato un kit per fare la birra in casa. La scintilla devo dire che non è scoccata subito. Il kit è rimasto in cantina per qualche mese. In questo tempo ho meditato, mi sono informato, ho letto e poi…mi sono lanciato nel vuoto. E dico proprio nel vuoto perché “Nessuna esperienza precedente può averti preparato per assistere alla carneficina a cui assisterai fra poco”, come dice Dan Aykroyd a Eddie Murphy in Una poltrona per due. Naturalmente esagero, però i problemi che si devono affrontare durante la preparazione della nostra bevanda preferita sono tanti e a volte difficili da risolvere. Ho pensato allora di mettere a disposizione la mia piccola esperienza (ho fatto fino ad ora una decina di birre diverse, provando tecniche e stili vari) di homebrewer molto casalingo a chi vuole entrare in questo mondo veramente affascinante. Ho una predilezione per le birre tedesche, che sono, come loro, intendo i tedeschi, asciutte e di poche parole. Pochi fronzoli, niente gusti strani, il malto ed il luppolo che dominano su tutto. Ma mi piace anche sperimentare. Se qualcuno vorrà poi condividere con me le sue esperienze ben venga. Ho poco da insegnare e tanto da imparare.