Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana
20 marzo 2015

I “grandi marchi” scommettono sulle analcoliche

I “grandi marchi” scommettono sulle analcoliche

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Vista la popolarità delle birre artigianali, i grandi produttori di birra stanno investendo in una nicchia poco frequentata, quella delle birre analcoliche e con poco alcol (scopri il processo di produzione della birra analcolica), come dimostra una recente intervista del CEO Heineken Jean-François van Boxmeer a The Huffington Post:”Abbiamo visto un lato positivo nelle birre analcoliche, una crescita per il nostro business”. Proprio Heineken sta seguendo un nuovo brand, Maxx, una versione tutta naturale delle sue birre analcoliche. Nel 2013 ha lanciato la sua prima radler, 60% limonata e 40% birra con 2.0% di volume o totalmente analcolica, che ha visto un buon successo di pubblico. Heineken registra un aumento del 7.7% lo scorso anno nel settore delle birre sperimentali con poco alcol o analcoliche, come la birra con tequila. Un settore quello delle birre analcoliche seguito con forte interesse anche da Anheuser-Busch InBev e Carlsberg.

 

 

Van Boxmeer continua:”Il consumatore tende ad andare verso delle offerte specifiche e lontano dai grandi marchi. La gente adesso vuole scoprire nuove cose, vuole essere sorpresa dalle novità”. Il mercato mondiale della birra contava circa 282.8 miliardi nel 2013, ma il gruppo Euromonitor International, agenzia di ricerca marketing, prevede una riduzione del 3.5% nel Nord America e del 4% in Europa entro il 2018. Contemporaneamente le vendite delle birre con poco alcol e analcoliche sono aumentate dai 3.36 miliardi del 2008 ai 5 miliardi del 2013 e si prevede che entro il 2018 aumenteranno fino a 6.5 miliardi. Uno dei motivi di questa crescita è dato dal fatto che molti paesi musulmani preferiscono di gran lunga questo tipologia di birra per motivi religiosi, infatti attualmente la vendita di questa tipologia di birra sta aumentando a livelli impressionanti in questi paesi secondo il senior analyst di Euromonitor Spiros Malandrakis. Entusiasmo non condiviso dai paesi occidentali come Stati Uniti ed Europa dove la birra analcolica viene considerata di inferiore qualità alla normale birra. Eppure molte grandi compagnie stanno puntando molto su questo genere di bevanda per aumentare le vendite, anche se secondo Tom Roston, giornalista del settore birrario di New York:” Le birre analcoliche non saranno mai un prodotto di punta e non potranno fermare la recessione della birra”.

Giuseppe Mautone
Info autore

Giuseppe Mautone

Sono Giuseppe, 26 anni, e attualmente vivo a Perugia.

Il mio viaggio nella birra è cominciato per puro caso: una sera con amici vado a trascorrere la serata in un pub a Perugia dove noto, oltre alle marche di birra famose e “commerciali”, anche nomi poco noti. Chiedo che birre sono e mi rispondono che sono birre prodotte da microbirrifici locali. Incuriosito, decido di provarne una e scopro una differenza abissale rispetto alle classiche marche. Da lì comincia la mia curiosità verso questo nuovo mondo, quello delle birre “artigianali”.

Tutt’oggi sono a contatto quotidiano con le birre artigianali scrivendo articoli, riguardanti la birra e chi la produce, sul mio portale Birra e Birrerie. E’ stata la perfetta occasione non solo per coniugare le mie due più grandi passioni, la birra e il web, ma anche di entrare a diretto contatto con esperti del settore, birrai e semplici appassionati del buon bere. Tra questi vi sono anche gli autori di Enciclopedia della Birra, con cui condivido passione, opinioni e l’entusiamo di scrivere di birra!

La mia avventura nella birra è cominciata da poco e scopro ogni giorno cose nuove sulla birra, che non avrei mai immaginato. Ed è per questo che voglio far scoprire a tutti la bontà e i benefici di una buona birra artigianale.

Un saluto a tutti e buona birra!

Visita anche il mio portale web dedicato alla birra:
www.birraebirrerie.it