Numero 46/2020

15 Novembre 2020

Virus e viroide nel luppolo: un approfondimento

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Con il termine virus, si intendono quelle entità di modestissime dimensioni, di natura nucleoproteica, incapaci di riprodursi autonomamente al di fuori delle cellule viventi. Sono agenti capaci di scatenare malattie ad alto grado di infettività o lieve. Dal punto di vista chimico la loro composizione è formata da proteine ed acidi nucleici. I virus possono essere suddivisi in base allo zucchero pentoso (riboso o desossiriboso) ed alla forma (a particella sferica, elissoidale, bastoncelliformi, filiformi o flessuosi). Le dimensioni varia tra pochi micron ed alcune centinaia di mµ. La sintomatologia nel caso delle pinate di luppolo si evidenzia in sintomi esterni sul lembo fogliare: maculature di verde più pallido, ingiallimento e distruzione dei cloroplasti. Le vie di trasmissione sono molteplici (per via aerea, per polline, per seme, per leggero sfregamento o attraverso vettori animali). Esistono vari criteri di intervento per la distruzione e soppressione delle virose (coltivazione delle piante sane in ambienti distanti, interventi con mezzi chimici, selezione agronomica infine la coltura dei meristemi).
La tabella riporta i tre principali agenti infettivi del luppolo ed i relativi effetti sulla pianta.

La distribuzione geografica dei virus e viroidi è comune in Europa e negli Stati Uniti. Il virus HpMV fa parte del genere Carlavirus. Essi si trasmettono meccanicamente da apparecchiature agricole e solitamente in modo non persistente da parte di afidi (insetti parassiti emitteri). Generalmente è asintomatico, ma talvolta è possibile osservare delle bande chiare giallastre lungo le vene principali delle foglie ed i margini ricurvi verso il basso. Le piante infette tendono facilmente a cadere e producono solo un piccolo numero di coni.

Il virus ApMV fa parte del genere Ilarvirus; il suo genoma ha una struttura a RNA a singolo filamento lineare ed il capside è privo di involucro. Esistono varie specie di virus del mosaico della mela aventi un numero diverso di nucleotidi. Le piante infettate mostrano sintomi evidenti di clorosi sulla superficie delle foglie che può tendere a necrosi. Il virus si diffonde attraverso l’innesto delle radici.
Il viroide HLVd possiede un singolo filamento circolare di RNA. . La trasmissione meccanica avviene durante le operazioni di coltivazione e raccolta ed i sintomi si possono riscontrare nel colore giallo alla base delle foglie mentre la parte restante è clorotica.

 

È opportuno sottolineare che virus e viroidi del luppolo possono essere responsabili di una riduzione della resa nella composizione dei metaboliti secondari ed una diminuzione del numero di coni. È necessario, quindi, avere la garanzia di piante sane fin dal vivaio ed aver cura nella gestione coltura in campo, in modo da evitare successive infezioni.

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Info autore

Massimo Prandi

Un Albese cresciuto tra i tini di fermentazione di vino, birra e… non solo! Sono enologo e tecnologo alimentare, più per vocazione che per professione. Amo lavorare nelle cantine e nei birrifici, sperimentare nuove possibilità, insegnare (ad oggi sono docente al corso biennale “Mastro birraio” di Torino e docente di area tecnica presso l’IIS Umberto Primo – la celeberrima Scuola Enologica di Alba) e comunicare con passione e rigore scientifico tutto ciò che riguarda il mio lavoro. Grazie ad un po’ di gavetta e qualche delusione nella divulgazione sul web, ma soprattutto alla comune passione e dedizione di tanti amici che amano la birra, ho gettato le basi per far nascere e crescere questo portale. Non posso descrivere quante soddisfazioni mi dona! Ma non solo, sono impegnato nell’avvio di un birrificio agricolo con produzione delle materie prime (cereali e luppoli) e trasformazione completamente a filiera aziendale (maltazione compresa): presto ne sentirete parlare!