Numero 44/2019

1 Novembre 2019

Ricorrenza dei morti: le usanze più strane legate alla birra

Ricorrenza dei morti: le usanze più strane legate alla birra

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Dopo il giorno di Ognissanti, il primo di Novembre, ecco il Giorno dei Morti. Se nella cultura europea è consuetudine andare in visita ai cimiteri per portare fiori i parenti che non ci sono più, ecco come in Messico invece, la festività sia affrontata in maniera ben diversa. Cambiano i toni: il 2 novembre non è per loro giorno di tristezza e di un ricordo che fa male, bensì occasione di gioia. È infatti diffusa la credenza che in questa occasione i morti facciano ritorno sulla terra per accettare le offerte dei vivi e per riabbracciare il calore dei proprio parenti. In generale, tutto il mese di novembre è un periodo di festa, in cui non c’è spazio per la malinconia. Allegria è la parola d’ordine. Per i defunti vengono preparate copiose portate di cibo a base di carne e fagioli, conditi da fuochi d’artificio, musica e fiumi di birra e di alcolici in genere.

 

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Nelle domeniche denominate “domingos grandes”, le famiglie sono felici di poter accogliere simbolicamente gli ospiti. E si fa festa persino al cimitero, sulle tombe. Oltre ai fiori, birra e cibo in un banchetto al cui tavolo sono sedute idealmente le famiglie e i loro cari che non ci sono più. Ma facciamo un passo indietro: che cos’è il Giorno dei Morti? Il termine deriva dallo spagnolo “Día de los Muertos”, che indica una forma particolare di festa dei defunti tipica, come detto, della cultura messicana. Le celebrazioni hanno luogo l’uno e il due di novembre, ovvero i giorni in cui si celebrano le feste cristiane di’Ognissanti e della Commemorazione dei defunti. Venendo proprio alle nostre tradizioni, la Commemorazione dei defunti è una ricorrenza propria della Chiesa cattolica, anche se l’idea di ricordare i defunti nasce su ispirazione di un rito bizantino che celebrava tutti i morti.

 

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Nella chiesa latina il rito viene fatto risalire all’abate benedettino sant’Odilone di Cluny (X secolo): l’abate stabilì infatti che le campane dell’abbazia fossero fatte suonare dopo i vespri del 1 novembre proprio celebrare i morti; solo in un secondo momento quindi il rito venne esteso a tutta la Chiesa Cattolica.

Su basi culturali simili, ma senza una specifica ricorrenza nel corso dell’anno, vi è anche usanza in Giappone di portare ai defunti alimenti e oggetti della vita quotidiana, quindi, la percezione del legame con i defunti, anche attraverso l’offerta di birra, è trasversale a culture molto lontane.

 

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Loris Fabbri
Info autore

Loris Fabbri

Nato a Cesena nel 1985, ho sempre vissuto in Romagna, terra che amo.

Mi sono avvicinato al mondo delle birre artigianali diversi anni fa cominciando dalle birre belghe: sono abbastanza convinto che tutto sia cominciato con una Chouffe!
Nel corso degli anni ho svolto diversi corsi di degustazione e di homebrewing (a proposito,devo riprendere in mano l’attrezzatura per migliorare i risultati passati!) che mi hanno permesso di ampliare gli orizzonti, conoscere stili e culture che mai avrei pensato esistessero.
Dal 2013 al 2016 ho unito passione e lavoro,gestendo un punto vendita inerente questo mondo; l’essere all’interno del “sistema” mi ha permesso di conoscere diverse realtà italiane, di poterne apprezzare i pregi e criticare i difetti.
Sono inoltre un appassionato di viaggi, adoro visitare nuove città e scoprire culture diverse; le capitali europee sono tra le mie mete preferite e, se possibile, non manca mai una visita ad un birrificio locale.
Stili & birre preferite: Blanche – a parer mio, una delle migliori in circolazione è italiana -, Saison e Golden ale. Anni fa apprezzavo molto le birre estremamente alcoliche e strutturate; ora invece sono orientato su gusti più morbidi e fruttati, sopratutto nel periodo estivo.

Ho accettato con entusiasmo di scrivere per Biornale della Birra, ne condivido i valori e vorrei diffondere a quante più persone possibili la cultura delle birre artigianali italiane.
Mi piacerebbe,a livello locale,poter promuovere i birrifici in sinergia sia con il territorio che con la gastronomia; per questo sono sempre aperto a idee e collaborazioni!