Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana
19 settembre 2013

Birra: l’etichetta è importante

Birra: l’etichetta è importante

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In molti casi il consumo della birra si caratterizza come una scelta disattenta da parte del consumatore: quante volte ordiniamo una “bionda” o una “doppio malto”, senza soffermarci sui particolari? O meglio sui dettagli dell’etichetta?
L’etichetta è a tutti gli effetti la carta di identità di un alimento, quindi, il consumatore attento e consapevole è bene che ponga attenzione alle informazioni riportate, anche nel caso della birra.
Per un approccio corretto all’interpretazione dell’etichetta bisogna conoscere il significato delle informazioni apposte e quale valenza esse assumono in termini di rispetto delle norme (alcune diciture sono, infatti, obbligatorie), comunicazione di informazioni aggiuntive e strategia di marketing.

Etichetta esemplificativa,  completa delle sole informazioni obbligatorie per legge.

L’etichettatura di un prodotto alimentare, infatti, ha un ruolo strategico, in quanto informa il consumatore sulle caratteristiche del prodotto che sta acquistando, consentendogli di scegliere quello che maggiormente risponde alle proprie esigenze.
Secondo la normativa, per etichetta si intende l’insieme delle menzioni, delle indicazioni, dei marchi di fabbrica o di commercio, delle immagini o dei simboli che si riferiscono al prodotto alimentare e che figurano direttamente sull’imballaggio o su un’etichetta appostavi o sul dispositivo di chiusura o su  anelli o fascette legati al prodotto.
Quindi, a tutti gli effetti, l’etichetta non è solo l’insieme di scritte e informazioni riportate sulla bottiglia sul contenitore, ma di tutte le indicazioni che in via diretta o indiretta permette di caratterizzare la birra.

Etichetta apposta mediante fascetta.

In dettaglio, il Reg. CE1924/06 definisce “indicazione” qualunque messaggio o rappresentazione in base alla legislazione comunitaria o nazionale, comprese le rappresentazioni figurative, grafiche o simboliche in qualsiasi forma, che affermi, suggerisca o sottintenda che un alimento abbia particolari caratteristiche).
L’etichetta rappresenta, quindi, un trait d’union tra il produttore e il consumatore e per questa sua funzione deve essere redatta in modo chiaro ed esaustivo, oltre che veritiero.
Una buona etichetta concernente la natura esatta e le caratteristiche della birra rappresenta, inoltre, un efficace strumento di commercializzazione. Non va dimenticato, infatti, che l’etichetta è uno strumento di marketing quando, come spesso accade, attraverso la comunicazione scritta o visiva essa riesce a comunicare particolari requisiti o performance dell’alimento, orientando le scelte di acquisto del consumatore.

Spillatore correttamente allestito con le informazioni di presentazione della birra.

E per la birra servita  “alla spina”? Purroppo, la legge impone solamente che “in ogni locale di mescita debba essere posto, direttamente sull’impianto di spillatura e in maniera ben visibile al consumatore, un cartello indicante il nome dell’impresa produttrice o la sua ragione sociale”. Quindi, meglio chiedere ulteriori informazioni, o un depliant infrmativo e, per i più pignoli e curiosi, la scheda tecnica della bevanda!

 

Redazione Giornale della Birra
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