Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 12/2018

21 marzo 2018

San Patrizio da Beergate: diario di una bella serata!

San Patrizio da Beergate: diario di una bella serata!

Tweet


Il 17 marzo è San Patrizio, patrono d’Irlanda. La festività è ormai nota anche nel nostro Paese per i suoi risvolti birrai, tanto che i birrifici e i brewpub italiani propongono serate a tema per la seconda settimana di marzo. Evento di assoluto rilievo è la St. Patrick week promossa da Beergate per il secondo anno consecutivo.

Beergate è una nota società di importazione e distribuzione che persegue l’obbiettivo di garantire la catena del freddo durante tutto il trasporto. Cosa non da poco e di un’importanza fondamentale. La St. Patrick Week è un’iniziativa in costante crescita; quest’anno ha coinvolto ben quattordici locali sparsi per Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Liguria, contro gli otto dello scorso anno.

 

.

.

 

Tra mercoledì 14 marzo e sabato 17 marzo i rappresentanti di due tra i migliori microbirrifici d’Irlanda, The White Hag di Ballymote e Kinnegar del Donegal, hanno effettuato un tour all’insegna delle degustazioni delle loro creazioni attraverso incontri informali caratterizzati da un alto livello di coinvolgimento del pubblico presente.

La settimana si è aperta con l’evento di lancio in quel di Milano a La Belle Alliance, con un’ospite d’eccezione: a portare i saluti d’apertura in occasione della sua visita in Italia è stata infatti la ministra irlandese all’infanzia e agli affari giovanili, Katherine Zappone, accompagnata dall’ambasciatore d’Irlanda Colm O’Floinn. “Italia e Irlanda – ha ricordato la ministra – hanno molto in comune, a cominciare dal fatto che si usa stare insieme davanti ad un buon bicchiere; ma anche San Patrizio, nostro patrono, aveva origini romane”. Un legame che si consolida anche nel segno della birra artigianale in quanto, “così come in Irlanda sta crescendo l’interesse per il vino, tipico prodotto italiano, in Italia sta crescendo quello per la birra irlandese: ed è bene che questa birra sia artigianale, perché significa sostenere le piccole aziende e l’economia locale”. Insomma, anche la birra può aiutare il commercio e le relazioni internazionali, verrebbe da dire; tanto più che all’evento era presente anche Bord Bia, l’Ente per la promozione dei prodotti alimentari irlandesi, che ha fornito gli abbinamenti gastronomici – salmone, formaggi, ed altro ancora – per le birre in degustazione.

 

.

.

 

Sabato 17 marzo ho partecipato alla tappa bresciana del tour. L’incontro si è tenuto presso lo Xander Beer di Brescia, brewpub conosciuto per la tap list sempre di ottimo livello e per la varietà degli eventi birrai che organizza. Durante l’evento sono state degustare 4 birre, due prodotte da Kinnegar, una da The White Hag e una nata da una collaborazione tra i due.

L’incontro è stato molto interessante, all’insegna di importanti nozioni tecniche e curiosità.
David di Kinnegar e Mike di The White Hag, due personalità così diverse tra loro (Mike è originario dell’Ohio), ma accomunate da una cultura birraia di alto livello, hanno saputo incantarci con la loro professionalità.

The White Hag (hag: strega che può assumere varie sembianze tra cui quella di madre natura da cui si ottengono gli ingredienti delle birre) produce otto tipi di birra disponibili tutto l’anno più varie birre speciali. Il numero di queste ultime è destinato a crescere nei prossimi anni.
Alcuni tipi di birra vengono fatti fermentare in botti che possono provenire dalla produzione di vini o di whisky.
Ogni produzione è di circa 40 ettolitri e vengono utilizzati lieviti non convenzionali provenienti dai fiori di sambuco che vengono isolati e fatti replicare.
Per il periodo di San Patrizio producono una dry stout molto tradizionale, lanciata sul mercato irlandese e su quello italiano il cui feedback è stato nettamente positivo.

 

.

.

 

Kinnegar (rabbit warren – il loro logo è un coniglio) produce sei tipologie di birra disponibili tutto l’anno più varie birre speciali.
In particolare per le birre acide utilizzano esclusivamente tank in acciaio.
Sono gli unici della loro zona che producono una rye ale. È presente il 25% di segale (rye) che cresce facilmente in Irlanda e che conferisce un gusto rustico e maggior ritenuta di schiuma alla birra.

Dall’idea di creare una collaborazione tra birrifici della stessa zona è nata una black rye ale degustata durante l’incontro. Viene lasciata maturare tre mesi in botti usate per whisky e successivamente viene messa a contatto cinque giorni con chicchi di caffè tostati.

Grazie a Beergate che con la St. Patrick Weekend, The White Hag e Kinnegar ha fatto assaporare alla sfera birraia italiana un pezzetto del vero cuore d’Irlanda.

Tweet

Valentina Pé
Info autore

Valentina Pé

La birra è donna. Sono una homebrewer bresciana con una passione particolare per le Blanche e le Hefe Weizen.
Ho partecipato a vari corsi di degustazione, tra cui il corso di Primo Livello Unionbirrai. Sono iscritta all’associazione Donne della Birra.
Condivido, inoltre, le mie esperienze nel mondo birraio sul profilo Instagram Beergirlfrombrixia.