Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana
24 febbraio 2014

Homebrewing: birra al caffè!

Homebrewing: birra al caffè!

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Per i birrofili amanti del caffè e che non possono rinunciare alla caffeina nemmeno sorseggiando la bevanda spumeggiante, proponiamo alcuni consigli per aromatizzare le proprie creazioni brassicole.

La prima considerazione su cui soffermare la scelta per la ricetta “ideale” è l’individuazione del corretto malto o estratto: infatti, scegliendo grani molto tostati o estratti da malti scuri è già possibile ottenere birre dotate di aromi di tostato e di caffè, con retrogusti amari che possono essere anche piuttosto incisivi.

Caffè verde in grani.

L’aggiunta di caffè in questo caso deve essere, quindi, molto parca in modo da esaltare sì la componente aromatica, ma senza preponderare eccessivamente verso le note più dure, che sarebbero poco apprezzate al palato.

Viceversa, se si vuole ricercare l’aroma vero del caffè, senza l’interferenza dei malti, è possibile procedere ad una normale produzione con malti chiari e effettuare l’aromatizzazione prima dell’imbottigliamento. In questo caso, il sistema più comodo è di aggiungere una giusta quantità di caffè (semplicemente realizzato con la moka), valutando via via l’effetto tramite la degustazione. Una dose indicativa è di 100 g di caffè macinato per 20L di mosto.

Alternativa è quella di aggiungere caffè in grani, meglio macinati grossi, al momento della bollitura, ma in questo caso si complica la fase di lavorazione ed il dosaggio risulta meno controllabile.

Per chi volesse ricercare delle finezze di gusto e avesse la possibilità di scegliere in merito al livello di tostatura del caffè, è bene evitare le tostature eccessive, ovvero prediligendo dei processi termici ben più blandi di quelli impiegati per il comune caffè espresso.

Importante anche la miscela tra la varietà Arabica e Robusta: meglio la prevalenza della prima (4 : 1).

All’imbottigliamento può essere, inoltre, un’idea originale posizionare un chicco di caffè all’interno della bottiglia: l’aromatizzazione apportata sarà decisamente limitata, ma il colpo d’occhio risulterà assolutamente scenico!

Alla degustazione queste birre si connoteranno per scarsa quantità di schiuma: il caffè, infatti, libera acidi grassi che ne limitano la formazione.

Ai lettori appassionati di homebrewing non rimane che sperimentare questi consigli e, perché no, inviarci qualche feedback in merito ai risultati ottenuti!

Redazione Giornale della Birra
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